PERMESSI

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I permessi sono degli istituti contrattuali che consentono l'astensione dal lavoro per periodi limitati. In base al tempo si distinguono in:

  • orari;
  • giornalieri.

In base alla retribuzione si distinguono in:

  • retribuiti;
  • non retribuiti (a recupero orario).

In base al tipo di utilizzo o allo scopo si distinguono in:

  • per motivi di salute o assistenza di familiari (L. 104 - 3 gg. al mese);
  • per lutti (permessi retribuiti, 3 giorni per evento);
  • per matrimoni (permessi retribuiti, 15 giorni consecutivi);
  • per nascite (permessi retribuiti, 3 gg. l'anno, frazionabili ad ore, limite condiviso con permessi per gravi motivi personali o familiari);
  • per gravi motivi personali o familiari (permessi retribuiti, 3 gg. l'anno frazionabili ad ore, limite condiviso con permessi per nascite figli);
  • per concorsi o esami (permessi retribuiti, fino a 8 gg. l'anno)
  • per studio(150 ore annue);
  • per motivi personali (permessi brevi non retribuiti, 36 ore l'anno);
  • per assemblea (permessi retribuiti, fino a 12 ore l'anno);
  • RSU
  • Sindacali retribuiti (Art. 11 CCNQ/1998);
  • Sindacali non retribuiti (Art. 12 CCNQ/1998)


Indice

Riferimenti normativi

TUTELA DEI DIPENDENTI PORTATORI DI HANDICAP (ART. 26 - D.P.R. 333/90 )

l. In attuazione dell'articolo 18 del decreto del Presidente della Repubblica 23 agosto 1988, n. 395, allo scopo di favorire la riabilitazione ed il recupero di dipendenti nei confronti dei quali sia stata attestata, da una struttura sanitaria pubblica o da strutture associative convenzionate previste dalle leggi regionali vigenti, la condizione di portatore di handicap e che debbano sottoporsi ad un progetto terapeutico di riabilitazione predisposto dalle strutture medesime, sono stabilite le seguenti misure di sostegno secondo le modalità di esecuzione del progetto:
a) concessione dell'aspettativa per infermità per l'intera durata del ricovero presso strutture specializzate; per il periodo eccedente la durata massima dell'aspettativa con retribuzione intera compete la retribuzione ridotta alla metà per l'intera durata del ricovero;
b) concessione di permessi giornalieri orari retribuiti nel limite massimo di due ore per la durata del progetto;
c) riduzione dell'orario di lavoro. con l'applicazione degli istituti normativi e retributivi previsti per il rapporto a tempo parziale. limitatamente alla durata del progetto;
d) utilizzazione del dipendente in mansioni della stessa qualifica diverse da quelle abituali. quando tale misura sia individuata dalla struttura sanitaria pubblica come supporto della terapia in atto;
2. I dipendenti. i cui parenti entro il secondo grado o in mancanza entro il terzo grado. si trovino nelle condizioni previste dal comma 1 ed abbiano iniziato l'esecuzione del progetto di recupero e di riabilitazione. hanno diritto ad essere collocati in aspettativa per motivi di famiglia per l'intera durata del progetto medesimo.
3. Gli enti, in attuazione delle vigenti normative, adottano tutte le misure idonee a favorire l'integrazione nelle attività lavorative dei dipendenti portatori di handicap anche attraverso abbattimento delle barriere architettoniche.

PERMESSI RETRIBUITI (ART. 19 C.C.N.L. O6-O7-95)

1. A domanda del dipendente sono concessi permessi retribuiti per i seguenti casi da documentare debitamente:

  • partecipazione a concorsi od esami, limitatamente ai giorni di svolgimento delle prove: giorni otto all'anno;
  • lutti per coniuge. parenti entro il secondo grado ed affini entro il primo grado: giorni tre consecutivi per evento.

2. A domanda del dipendente possono inoltre essere concessi, nell'anno, 3 giorni di permesso retribuito per particolari motivi personali o familiari debitamente documentati, compresa la nascita di figli.
3. Il dipendente ha altresì diritto ad un permesso di 15 giorni consecutivi in occasione del matrimonio.
4. I permessi dei commi 1. 2 e 3 possono essere fruiti cumulativamente nell'anno solare, non riducono le ferie e sono valutati agli effetti dell'anzianità di servizio.
5.Durante i predetti periodi al dipendente spetta l'intera retribuzione esclusi i compensi per il lavoro straordinario e le indennità per prestazioni disagiate, pericolose o dannose per la salute.
6.I permessi di cui al' articolo 33, comma 3, della legge 5 febbraio 1992, n. 104 non sono computati ai fini del raggiungimento del limite fissato dai precedenti commi. non riducono le ferie e possono essere fruiti anche ad ore. nel limite massimo di 18 ore mensili.
7.Alle lavoratrici madri in astensione obbligatoria dal lavoro ai sensi dell'articolo 4 della legge 30 dicembre 1971, n. 1204, spetta l'intera retribuzione fissa mensile nonché le quote di salario accessorio fisse e ricorrenti.
8.Nell'ambito del periodo complessivo di astensione facoltativa dal lavoro previsto per le lavoratrici madri o in alternativa per i lavoratori padri dall'articolo 7, comma 1 della legge n. 1204/1971 integrata dalla legge n. 903/1977, i primi trenta giorni, fruibili anche frazionatamente, sono considerati permessi per i quali spetta il trattamento di cui ai commi 4 e 5. Dopo il compimento del primo anno di vita del bambino e fino al terzo anno, nei casi previsti dall'articolo 7, comma 2 della legge 1204/1971 alle lavoratrici madri ed ai lavoratori padri sono concessi, con le stesse modalità, giorni trenta annuali di permesso retribuito.
9.Il dipendente ha. altresì. diritto. ove ne ricorrano le condizioni. ad altri permessi retribuiti previsti da specifiche disposizione di legge.
10.Nell'ambito delle disposizioni previste dalla legge 11 agosto 1991, n.266 nonché dal regolamento approvato con D.P.R. del 21 settembre 1994, n. 613 per le attività di protezione civile, le amministrazioni favoriscono la partecipazione del personale alle attività delle Associazioni di volontariato mediante idonea articolazione degli orari di lavoro.
11.Il presente istituto sostituisce la disciplina legislativa e contrattuale del congedo straordinario vigente nel Comparto.

PERMESSI BREVI (ART. 20 - C.C.N.L. 06-07-95)

1. Il dipendente, a domanda, può assentarsi dal lavoro su valutazione del dirigente preposto all'unità organizzativa presso cui presta servizio. Tali permessi non possono essere di durata superiore alla metà dell'orario di lavoro giornaliero, purché questo sia costituito da almeno quattro ore consecutive e non possono comunque superare le 36 ore annue.
2. Per consentire al dirigente di adottare le misure ritenute necessarie per garantire la continuità del servizio, la richiesta del permesso deve essere effettuata in tempo utile e. comunque, non oltre un'ora dopo l'inizio della giornata lavorativa, salvo casi di particolare urgenza o necessità, valutati dal dirigente.
3. Il dipendente è tenuto a recuperare le ore non lavorate entro il mese successivo. secondo modalità individuate dal dirigente; in caso di mancato recupero, si determina la proporzionale decurtazione della retribuzione.

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