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Hangin On - Libera Rete Civica del Nord Est di Roma: Ambiente

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 La Monnezza? Come ti risolvo il problema.
 .:Postato da hauyna il Venerdì, 15 maggio 2009 @ 08:59:56 (2294 letture) Modifica

hauyna scrive Modifica "
La monnezza scomparsa della Campania?
E' finita nella discarica di Ferrandelle
Una squadra di attivisti di Legambiente è riuscita a compiere un sopralluogo a Ferrandelle, una località che si trova tra i comuni di Casal di Principe, Santa Maria La Fossa e Grazzanise. Ecco le immagini e il servizio che documentano come i rifiuti scomparsi dalle città della Campania siano tenuti 'sotto sorveglianza' in una grande discarica a cielo aperto, in un'area completamente recintata. L'area, dichiarata sito di interesse strategico nazionale e strettamente vigilata, era stata confiscata al boss Francesco Schiavone, detto Sandokan. Doveva diventare una fattoria, invece è stata requisita dal Commissario straordinario per i rifiuti. E ora ospita, secondo le stime di Legambiente, almeno un milione di metri cubi di rifiuti indifferenziati
Sono finiti a Ferrandelle i rifiuti scomparsi dalle città della Campania. Una località che si trova tra i comuni di Casal di Principe, Santa Maria La Fossa e Grazzanise. Sono tenuti sotto stretta sorveglianza in un'area completamente recintata di diversi ettari. Nessuno si può avvicinare più di tanto perché tutto il perimetro è stata dichiarato sito di interesse strategico nazionale e c'è una vigilanza molto attenta che allontana tutti quelli che cercano di guardare più da vicino.
Ieri notte una squadra di attivisti di Legambiente, guidati dal direttore dell'associazione ambientalista, Raffaele Del Giudice, sono arrivati sul posto per fare "un sopralluogo". "Ci sono montagne di rifiuti ammassate senza alcun controllo sui possibili danni sanitari e ambientali – spiega Del Giudice – mentre continua ad arrivare quotidianamente la monnezza da ogni parte della Campania". L'area dove sono depositati i rifiuti fu sequestrata al boss Francesco Schiavone, Sandokan, ed affidata al Consorzio Agrorinasce per farne una fattoria di prodotti tipici. Ma, nonostante l'avvio dei primi lavori per dare vita all'iniziativa, il terreno fu requisito in piena emergenza rifiuti.

I sindaci di Santa Maria La Fossa e Grazzanise, poco più di un anno fa, guidarono una clamorosa protesta alla testa delle popolazioni locali. Dopo un braccio di ferro con il Commissario per l'emergenza rifiuti, diedero il via libera alla costruzione di due piazzole che dovevano "ospitare" all'incirca 90 mila metri cubi di rifiuti. Ma in via temporanea e con l'impegno a bonificare il sito entro breve tempo. "Qui ce ne sono almeno un milione di metri cubi di rifiuti – spiega il professor Stefano Tonziello, di Legambiente - e continuano a crescere giorno dopo giorno, perché l'emergenza non è finita, ma è stata solo spostata dalle città.


Qui arrivano rifiuti "tal quale", cioè senza essere selezionati a monte. E dunque non potranno mai essere bruciati nell'inceneritore di Acerra. Inceneritore che, peraltro, ora è in pieno collaudo e per vederlo operativo se ne parlerà almeno tra sei mesi." Nell'area tutt'intorno vi sono caseifici, allevamenti di bufale, campi coltivati a foraggio, pescheti, ortaggi, fragole, irrigati con le falde acquifere inquinate. Poco più in là, vi sono almeno altre sei discariche. Qualcuna dismessa, ma non morta definitivamente. "Forse il vero miracolo di Berlusconi – aggiunge Tonziello – è quello di aver messo a tacere tutto e tutti. Qui, lasciatemi usare il paradosso, è tutto fuorilegge per legge. Se queste cose le avessero fatte i privati, si sarebbero aperte sicuramente le porte del carcere.

Tenere in questo modo i rifiuti è da criminali. Senza considerare che tra poco con l'arrivo della stagione calda, tutt'intorno l'aria sarà irrespirabile, ma ci sarà anche un pericolo sanitario immediato per la salute delle persone". Non lontano da qui, a Santa Maria La Fossa, dovrebbe sorgere anche l'altro inceneritore previsto in Campania. Nei campi intorno a Ferrandelle, intanto, la vita scorre come sempre: I contadini sui trattori, gli immigrati nei campi a lavorare, il foraggio che cresce rigoglioso, il percolato che continua a scorrere nella falda acquifera e le montagne di rifiuti che continuano a crescere.
Raffaele Sardo
(12 maggio 2009) da Google News
"
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 Appello
 .:Postato da ortodeifrati il Lunedì, 04 maggio 2009 @ 15:41:32 (3335 letture) Modifica


Ricevo e pubblico un accorato appello di uno dei tanti che cercano di fare qualcosa per la nostra salute. Non riporto il nome della persona che mi ha inviato l'appello, ma una parte della mail invece si, quella è determinante per capire lo stato d'animo di chi ha scritto e di chi quotidianamente rischia di fare la stessa fine per aiutare il prossimo.

(Leggi Tutto... | 11261 bytes aggiuntivi | 1 commento | Voto: 0)

 Caccia selvaggia: la LIPU dice NO
 .:Postato da ortodeifrati il Sabato, 18 aprile 2009 @ 16:14:08 (2374 letture) Modifica

Mercoledì 22 aprile, ore 11,30, alla Sala del Garante in Piazza Montecitorio 123a, Roma.

Un appuntamento per dire no al tentativo di stravolgere la legge 157/92 sulla tutela della fauna selvatica.

No al prolungamento della stagione venatoria.

No a "caccia selvaggia"!


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 Aree protette?
 .:Postato da ortodeifrati il Venerdì, 17 aprile 2009 @ 23:55:22 (2345 letture) Modifica


ROMA: LO FAZIO, PRESTO APPROVAZIONE PIANI D'ASSETTO 3 RISERVE NATURALI
(Leggi Tutto... | 2420 bytes aggiuntivi | commenti? | Voto: 0)

 Gli Enti Locali: sì alla candidatura del Parco all'Unesco
 .:Postato da news il Martedì, 07 aprile 2009 @ 22:06:31 (1948 letture) Modifica

Continua iter per la preparazione della candidatura del Parco Nazionale Tecnologico Archeologico delle Colline Metallifere alla Rete Mondiale dei GeoParchi Unesco.Il team del Dipartimento di Scienze Ambientali dell’Università di Siena, coordinato dal prof. Francesco Riccobono, sta mettendo a punto la bozza del dossier tecnico-scientifico che sarà presentata lunedi 20 aprile nel corso di un workshop organizzato presso il Centro Direzionale del Parco di Gavorrano a cui parteciperanno i sindaci e gli assessori alla cultura dei sette Comuni del Consorzio, amministratori provinciali e regionali, studiosi ed esperti dei beni culturali e ambientali. Nel frattempo il gruppo del prof. Massimo Preite del Dipartimento di Urbanistica e Pianificazione del Territorio dell’Università di Firenze sta preparando la versione inglese del Master Plan da allegare alla domanda di ammissione.
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