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 Protesta anti-rom: bloccato un treno

 .:Inviato Lunedì, 21 ottobre 2002 @ 13:18:45 da titiro
Rassegna Stampa I pendolari invadono i binari. «Ogni giorno insulti e borseggi, non se ne può più» . I nomadi salgono sui convogli e organizzano scorribande. Ieri il sit-in dei viaggiatori a Lunghezza sulla Avezzano-Roma Hanno bloccato il treno per due ore per protestare contro i nomadi che, a loro dire, ogni giorno trasformano la tratta Tivoli-Roma in un inferno. E’ accaduto ieri mattina alla stazione di Lunghezza dove i pendolari del convoglio Avezzano-Roma, insieme ad alcuni residenti della zona, stanchi di subire borseggi e insulti hanno invaso i binari. La situazione è tornata alla normalità soltanto grazie all’intervento, non senza difficoltà, della polizia che ora sta indagando per individuare i responsabili dell’interruzione del pubblico servizio. A farne le spese sono stati anche i passeggeri degli altri convogli della linea che hanno fatto registrare pesanti ritardi e addirittura cancellazioni. Sotto accusa c’è il campo nomadi di via Salone, la più grande struttura di accoglienza della Capitale nella quale, come denunciato più volte dal presidente dell’VIII municipio Giuseppe Celli, vivono oltre 1200 persone nonostante una capacità che non supera le 300 unità. Sarebbero proprio i suoi ospiti, a centinaia, ogni giorno a “prendere d’assalto" i treni della Ferrovia Regionale: «Approfittano della folla per rubare nelle borse - grida una donna sui binari - E se trovano il bagno occupato fanno i loro bisogni dove capita. Non è razzismo. E’ solo che non ne possiamo più». Trenitalia ha tentato di porre rimedio alla delicata situazione: prima ha promosso degli incontri con la comunità Rom, poi ha istituito un servizio di vigilantes sui convogli; e infine, d’accordo con la Regione, ha addirittura deciso di sopprimere la fermata nei pressi di via Salone. Ma non è cambiato assolutamente nulla. I nomadi, infatti, non hanno fatto altro che raggiungere le vicine stazioni di Lunghezza e La Rustica. «Il biglietto non lo pagano mai - dice Marco Pascalis, una delle guardie giurate che da oltre un anno viaggia sulla tratta Lunghezza - ma questo è l'ultimo problema. Io guardo soprattutto che non succeda niente e che non spariscano borse». Della stessa opinione Marco Dari, consigliere del municipio VIII che gestisce il bar della stazione: «La gente ormai è esasperata. Tra la calca sui treni ed i nomadi qui si rischia ogni giorno la rivolta. E per chi abita nella zona i furti e gli scippi sono all'ordine del giorno». Un gruppo di pendolari, in una lettera pubblicata domenica dal Messaggero, ha anche lanciato un appello alle istituzioni. Ma evidentemente è caduto nel nulla. Così ieri mattina la situazione è precipitata. Giunti alla stazione di Lunghezza alcuni pendolari sono scesi dal treno e si sono posizionati davanti al locomotore. Al loro fianco si sono schierati senza esitazione i residenti della zona. Tutti insieme sono riusciti a bloccare il convoglio fin quando non sono intervenuti gli agenti del commissariato Casilino che, nonostante l’esasperazione dei manifestanti, alle 10 sono riusciti a far ripartire il treno. La protesta ha coinvolto anche i treni da e per Pescara e il Sulmona-Roma che hanno fatto registrare ritardi di oltre un’ora. Il Tivoli-Roma, invece, è stato soppresso. L’assessore regionale ai Trasporti scarica la responsabilità sul Campidoglio: «La Regione - ha detto Francesco Aracri - ha fatto tutto quanto era in suo potere per risolvere quella difficile situazione che si è venuta a creare a causa delle intemperanze dei nomadi». E ha avvertito: «Se il Comune non manterrà gli impegni sul ridimensionamento del gigantesco campo di via di Salone chiederemo a Trenitalia di saltare le fermate di La Rustica e Lunghezza, per garantire l'incolumità dei viaggiatori». Da parte sua l’assessore capitolino alle politiche sociali ha replicato: «Non si può che condividere la richiesta di sicurezza e la necessità di evitare furti e altre forme di vandalismo rappresentata dai viaggiatori - ha detto Raffaela Milano - Garantire la sicurezza ai cittadini romani è anche la strada per favorire l'integrazione e il rispetto tra comunità romana e rom, evitando forme di intolleranza. Il Comune sta facendo tutto il possibile». Molto critici gli esponenti di Alleanza Nazionale: qualcuno come il consigliere provinciale Marco Di Cosimo propone la chiusura del campo nomadi di via Salone, altri come Angelilli e Piso chiedono al sindaco Veltroni di risolvere la situazione ma non fanno proposte. (da Il Messaggero del 18/10/02)

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