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 Linux in Perù? Intervengono gli USA

 .:Inviato Martedì, 30 luglio 2002 @ 13:34:13 da titiro
Software Libero Questo emerge da una clamorosa rivelazione di Wired: una lettera inviata al governo peruviano dall'ambasciatore americano a Lima. Si rischia l'incidente diplomatico?Il parlamentare peruviano sostenitore dell'open source Edgar Villanueva parla di "pressioni indebite" degli Stati Uniti sul governo peruviano e di certo sta sollevando molto rumore la lettera che l'ambasciatore americano a Lima ha inviato al Governo del Perù, una lettera la cui esistenza è stata rivelata da Wired. Nella lettera inviata a giugno dall'ambasciatore John Hamilton si legge non senza una certa sorpresa che il Governo americano non scoraggia lo sviluppo dell'open source ma intende sostenere lo sviluppo di un mercato libero dove quel che conti è la qualità del prodotto. Tesi che ricordano molto da vicino quelle di Microsoft, espresse in queste ore anche a proposito dell'open source in Gran Bretagna. E che colpiscono la fantasia di molti, visto l'interesse dimostrato dal Perù per l'adozione dell'open source nella Pubblica Amministrazione. Non solo, Hamilton nella lettera sostiene che escludere softwarehouse produttrici di programmi proprietari come Microsoft significa rischiare di perdere un mercato che "ha il potenziale di dar vita a 15mila posti di lavoro". L'intervento di Hamilton giunge curiosamente poco tempo dopo un importante incontro organizzato da Microsoft tra il chairman Microsoft Bill Gates e il presidente peruviano Alejandro Toledo, un incontro nel quale Gates ha promesso 550 milioni di dollari in tecnologie e cash per le scuole peruviane. Villanueva, intanto, sostiene che, se confermata, la lettera di Hamilton dimostrerebbe che gli Stati Uniti non hanno abbandonato la cattiva abitudine di interferire negli affari interni dei paesi dell'America Latina. Sull'open source si rischia l'incidente diplomatico? (da puntoinformatico.net)

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