Aggiungi Documento o Foto
Invia Files/Foto
Aggiungi Segnalazione Ambientale
Segnala X Ambiente
Invia Video
Invia Video
Invia Notizia
Invia Notizia
Invia un sito
Invia Sito
Invia un sito
Iscriviti NewsLetter
Toolbar
Installa Toolbar
Libera Rete Civica del Nord Est di Roma
 NewsLetter
Iscriviti alle Newsletter
della Rete Civica


Indirizzo email

Lista/NewsLetter

Azione


 Seguici...


 I siti italiani siano registrati

 .:Inviato Giovedì, 25 luglio 2002 @ 12:48:05 da titiro
Software Libero Il sottosegretario Bonaiuti annuncia l'arrivo dei 50 miliardi di lire per gli editori e afferma di ritenere aberrante la mancata registrazione dei... siti anonimi. L'ombra della Legge sull'editoria si allunga sulla reteRoma - Una volta che si sia definito cosa si intende per "editoria in rete", compito quantomai arduo, secondo il sottosegretario all'editoria Paolo Bonaiuti "i diritti e i doveri dei prodotti editoriali online dovranno essere di conseguenza adeguati a quelli dei prodotti tradizionali". Bonaiuti, che ha parlato ieri dinanzi alla Commissione Cultura della Camera dei Deputati, e che è un fermo sostenitore della contestatissima Legge sull'editoria (62/2001), ha affermato: "Per dirlo con chiarezza, la registrazione dei siti editoriali online mi sembra un impegno doveroso oltreché coerente con la legge 62 del 2001". E ha spiegato: "Trovo aberrante che ci si possa nascondere dietro l'anonimato di alcuni siti per diffondere notizie che sui prodotti editoriali tradizionali porterebbero a sicure sanzioni civili e penali". Il sottosegretario, che non ha spiegato quale sia la differenza tra "sito" e "sito editoriale" né se soltanto i siti web tra le pubblicazioni internet debbano essere considerati in questo (?) modo, non si è soffermato neppure su quali siano i casi di anonimato ai quali si riferisce. Come noto, infatti, l'anonimato in rete richiede una certa conoscenza della rete stessa ed è senz'altro complesso mantenerlo se si intende farlo valere mentre si gestisce un sito web "editoriale" (?). Ma neppure sono chiare quali siano le notizie diffuse in modo anonimo alle quali Bonaiuti fa riferimento, visti anche i numerosi provvedimenti per diffamazione che hanno portato in Italia persino al sequestro di siti e a lunghi e costosi processi. Procedimenti che sembrano dimostrare come alla legge "non si scappi" neppure in rete. Le parole di Bonaiuti riportano al centro del dibattito la Legge sull'editoria, con quei toni che erano stati previsti, temuti e denunciati dai 54mila utenti internet e 3.300 siti che hanno sostenuto la Petizione per l'abrogazione della Legge, una petizione che giace inascoltata proprio presso la Commissione Cultura della Camera. La pericolosità della lunga ombra di quella legge, le cui ambiguità hanno sollevato un acceso dibattito non tanto sui giornali quanto tra i giuristi, si palesa ora in modo evidente. Tutto questo si accompagna al fatto che proprio Bonaiuti, ieri, ha anche spiegato come siano ormai "pronti" i 50 miliardi di lire destinati alle imprese editoriali come previsto proprio da quella legge, soldi che sosterranno l'attività dei grandi editori dentro e fuori dalla rete a dispetto degli umori del mercato e dei lettori. Bonaiuti, riferendosi al varo dei crediti agevolati sull'editoria e al credito d'imposta, ha sostenuto che "non è stato un percorso facile a causa delle insidie di quella legge Bassanini che avrebbe dovuto invece snellire le procedure. Ma alla fine siamo arrivati in porto: disponiamo adesso di una somma tra i 40 e i 50 miliardi di lire a favore delle imprese editoriali che ristrutturano o rinnovano". Parole che non sorprendono, visto che proprio Bonaiuti aveva difeso con forza la Legge sull'editoria, quando a poche settimane dal suo arrivo al Governo l'aveva definita "ottima" e la proponeva persino come "perno" dell'azione di governo. Ai fondi previsti dalla legge possono accedere soltanto le imprese editoriali dotate delle caratteristiche previste dalla legge sulla stampa, che siano attive da almeno tre anni e che abbiano regolari contratti giornalistici con i propri dipendenti. Ma, a quanto pare, una registrazione sarà obbligatoria anche per siti che non rispondono a queste caratteristiche. (da puntoinformatico.net)

Condividi questa notizia su Facebook
 
 Links Correlati
· Inoltre Software Libero


Articolo più letto relativo a Software Libero:
Camera: passa il software libero

 Gradimento Articolo
Media del Punteggio: 0
Voti: 0

Vota per questo Articolo:

Eccellente
Very Good
Buono
Regolare
Cattivo

 Opzioni

 Pagina Stampabile Pagina Stampabile

 Invia questo Articolo ad un Amico Invia questo Articolo ad un Amico
Condividi su Facebook Condividi su Twitter Condividi su Google Condividi su del.icio.us Condividi su digg Condividi su Yahoo Condividi su Windows Live Condividi su oknotizie Inserisci sul tuo blog Splinder
"I siti italiani siano registrati" | Login/Crea Account | 0 commenti
I commenti sono chi li inserisce. Noi non siamo responsabili per il loro contenuto.
Per questioni di spamming, non sono consentiti link all'interno del commento. Grazie
 
Questo sito non è una testata giornalistica e viene aggiornato episodicamente sui temi contenuti, non può pertanto considerarsi un prodotto editoriale ai sensi della legge n. 62 del 7/3/2001. Ogni autore è responsabile del contenuto delle proprie notizie ed articoli. I commenti sono di proprietà dei mittenti. Aniene.Net non è responsabile per il contenuto dei messaggi postati dagli utenti, essi non rappresentano altro che l'espressione del pensiero degli autori.
Il materiale ivi contenuto puo' essere utilizzato , salvo diritti di terzi, purche' se ne citi la fonte.

Commons CreativeTutti i documenti presenti in questo sito sono sotto licenza Commons Creative ver. 2.0 , salvo indicazioni diverse, nel rispetto della proprieta' intellettuale. per info: http://creativecommons.org/licenses/by-nc-nd/2.0/it/