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 Muore tra le braccia del padre

 .:Inviato Giovedì, 13 giugno 2002 @ 13:09:26 da titiro
Rassegna Stampa Bagni di Tivoli, giovane perde la vita in un incidente stradale sotto casa. Daniele Placidi, 23 anni, è rimasto vittima di un terribile schianto l’altra notte sulla Tiburtina. Gravissimo l’amico, di 22 anni, che gli era accanto La macchina Daniele Placidi, 23 anni, martedì sera l'aveva presa di nascosto dei genitori. Dopo poche ore è morto per un incidente stradale, proprio sotto casa, sulla via Tiburtina a Bagni di Tivoli. Il padre è stato il primo ad accorrere sul posto ed ha avuto un malore quando si è accorto che quel ragazzo era Daniele. Gli è praticamente spirato tra le braccia. Era l'una circa dell'altra notte quando Luciano Placidi ha sentito uno schianto terribile e si è affacciato alla finestra. E' corso in strada ed ha visto la Clio nera che credeva in garage con dentro il figlio incastrato tra le lamiere. A fianco c'era il suo amico di sempre e vicino di casa Davide Piano, di 22 anni. E' gravissimo: dopo le prime cure al pronto soccorso dell'ospedale di Tivoli è stato trasferito in prognosi riservata al reparto di rianimazione del Grassi di Ostia. Nella carambola mortale sono rimasti coinvolti altri due ragazzi della zona. Andrea Sperandio, 25 anni, di Tivoli, guidava un'altra Renault Clio, e Giampaolo Cerilli, 29 anni, di Villa Adriana, che era al volante di una Golf: sono feriti ma salvi, per entrambi la prognosi è di una settimana. L'esatta dinamica dell'incidente è ancora incerta, ma secondo i primi rilievi dei carabinieri di Bagni di Tivoli sembra che la Clio della vittima stava viaggiando in direzione di Roma, quando al chilometro 22.500, davanti al distributore Esso, ha tamponato violentemente l'altra Renault ed è schizzata verso la corsia opposta, nell'attimo esatto in cui sopraggiungeva la Golf. Sembra che Daniele e Davide non avessero le cinture di sicurezza allacciate: gli airbag sono scoppiati, ma la vittima è rimasta schiacciata contro lo sterzo, mentre il passeggero ha riportato diversi traumi al torace per il violento impatto. Per Daniele Placidi è stata inutile la corsa in ambulanza verso l'ospedale di Tivoli: i medici non hanno potuto che costatarne la morte ed il corpo del ragazzo è stato messo a disposizione dell'autorità giudiziaria in attesa dell'autopsia. «E' stata una ragazzata - ripeteva ieri il Luciano Placidi, 47 anni - che gli è costata la vita. La macchina non volevo che la prendesse, specialmente di notte. A luglio dell'anno scorso aveva avuto un brutto incidente, non si era fatto male, ma l'auto era distrutta: l'avevamo fatta mettere a posto e poi chiusa nel garage. Ma Daniele è riuscito a prendere la chiave di nascosto, non so a che ora. Certo l'aveva fatto altre volte». Poi l'uomo ripercorre gli ultimi attimi di vita del maggiore dei suoi due figli, il più piccolo ha appena sei anni: «Martedì - ricorda - non era andato a lavorare, gli faceva male un braccio, ed è uscito con l'amico Davide. Ha avvertito che non sarebbe tornato a cena: stava sempre in zona, non mi sono preoccupato. Mi sono appisolato sul divano, poi quello schianto orribile verso l'una. Mi sono affacciato ed ho visto la Clio nera con le altre auto sulla strada. Ho capito subito che era lui». «Era speciale - aggiunge lo zio - un ragazzo d'oro davvero. Era pazzo per il fratellino ed era sempre disponibile con tutti. Da qualche mese lavorava in una cooperativa di operai: della scuola dopo la terza media non ne aveva voluto più sapere. Il suo amico Davide, invece, stava prendendo il diploma a Guidonia. L'unica preoccupazione che Daniele aveva dato alla famiglia era stata l'abbandono degli studi. Voleva guadagnarsi la vita». (da Il Messaggero del 13/06/02)

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