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 Cani killer, caccia ai padroni

 .:Inviato Giovedì, 09 maggio 2002 @ 13:08:14 da titiro
Rassegna Stampa Tivoli: si sospetta che siano fuggiti da un allevamento. Indagini della polizia in tutta la zona dopo l’assalto al gregge e alla fattoria di Corcolle. Caccia aperta ai padroni dei cani killer. Dopo l'assalto alla villetta fattoria di Corcolle, dove l'altro ieri una coppia di meticci di rottweiler ha sbranato quindici pecore e sequestrato in casa nove persone, sono scattate le indagini: da dove venivano i due animali? Forse da un allevamento clandestino di cani da combattimento. E' questa la pista seguita dai poliziotti della Stradale della vicina sezione di Lunghezza, che da due giorni stanno scandagliando la campagna ed i casolari della zona agricola a metà tra Tivoli e la periferia romana. Sono stati loro, l'altra mattina a mettere fine alla mattanza nel gregge da parte dei due cani che avevano terrorizzato i componenti delle due famiglie che abitano nella villetta di via Sefro. «C'erano cinque bambini piccoli da tutelare e quelli erano inavvicinabili» racconta l'ispettore che ha impugnato la pistola d'ordinanza ed ha messo a segno cinque o sei colpi contro le «furie nere» che si avventavano contro tutti, tanto che una pattuglia di vigili urbani, arrivata sul posto, ha dovuto aspettare rinforzi. Gli investigatori hanno raccolto alcuni indizi che portano verso una direzione: quella di padroni con pochi scrupoli che addestrano i cani a diventare feroci. Per difesa personale o per proteggere la loro proprietà, oppure per il business miliardario delle scommesse dei ring di morte allestiti in aperta campagna, dove i controllli sono diluiti dalle distanze tra un appezzamento di terreno e l'altro. Di certo nella zona della via Prenestina Vecchia, quei due cani neri ed enormi nessuno li aveva mai notati: non avevano alcun segno di riconoscimento, nè tatuaggi nè collari. E nessuno li ha reclamati. Forse erano chiusi in qualche ricovero di fortuna, da dove sono fuggiti, e probabilmente non erano neanche affamati, visto che hanno fatto strage di pecore ma non le hanno mangiate. E mentre si attendono i risultati delle analisi dell'istituto di zooprofilassi per accertare se i due meticci fossero malati, la Lega Anti Vivisezione si chiede se era necessario abbatterli. «Potevano essere neutralizzati con degli anestetici - dice Elisa D'Alessio, responsabile del settore randagismo - Non esistono cani feroci: tutto dipende dai maltrattamenti subiti dai padroni: tutti conosciamo le torture che vengono inflitte agli animali per farli diventare aggressivi. La questione del business legato alle scommesse clandestine è sempre attuale e la legge che prevede un inasprimento delle pene per i responsabili di questo scempio, si è arenata. Chi usa i cani come strumenti di morte al massimo rischia una multa. Pochi spiccioli in confronto ai soldi che ruotano intorno all'affare». (da Il Messaggero del 09/05/02)

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