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 Subiaco rischia di perdere la diocesi.

 .:Inviato Martedì, 27 novembre 2001 @ 15:44:28 da titiro
Rassegna Stampa L’Abbazia sarà annessa a Tivoli. Monsignor Fioravanti: «Allargati i confini, prendiamola con serenità». La scure dei tagli per la razionalizzazione e la riorganizzazione dei servizi non risparmia neanche la Chiesa: Subiaco è sul punto di perdere la diocesi, avviata oramai verso l'annessione con quella tiburtina. La soppressione della struttura ecclesiale non è ancora ufficiale, però negli ambienti cattolici viene oramai data per scontata in relazione al progetto, approntato dalla Conferenza episcopale italiana, sulla ristrutturazione, a livello nazionale, delle circoscrizioni ecclesiastiche inferiori ai sessantamila abitanti. E l'Abbazia territoriale di Subiaco, con i suoi ventisettemila abitanti distribuiti tra una ventina di parrocchie appartenenti a sedici diversi comuni, è una delle prime della lista tra le 226 diocesi italiane al vaglio del progetto vaticano, allo studio oramai da diverso tempo. Ed è proprio questa laboriosa elaborazione ad alimentare le speranze dei meno pessimisti, concentrate in verità più sui tempi e le modalità della riforma che non tanto sulla sua inevitabile applicazione (c'è chi la ritiene imminente, addirittura con l'avvio del 2002, e chi, invece, attuabile non prima di due anni e "ammorbidita" dal riconoscimento di una fattiva autonomia). «La soppressione dell'Abbazia territoriale di Subiaco è stata già quasi definita - conferma il Vicario generale della diocesi, monsignor Carlo Alberto Fioravanti - in effetti sono proprio i tempi e le modalità ad essere ora allo studio del progetto vaticano. Bisogna prenderla con serenità, è la Chiesa che allarga i confini e dunque non possiamo essere noi ora a chiuderci, visto che i servizi assicurati saranno gli stessi". Ma dall'ordinario diocesano non giungono né conferme e né smentite. «Non ho ricevuto alcuna comunicazione ufficiale in merito», si limita a dire dalla sede del monastero di Santa Scolastica l'Abate benedettino don Mauro Meacci. E anche le associazioni cattoliche, che nel '95 sventarono un progetto analogo, consistente però in uno smembramento con accorpamenti tra le diocesi di Tivoli e Palestrina, con la raccolta di una valanga di firme, attendono passi ufficiali. «La nostra diocesi sarà anche troppo piccola - riconosce Walter Fratticci dell'Azione cattolica - però è innegabile che la soppressione rappresenterebbe un'ulteriore emarginazione per l'alta valle dell'Aniene». Un comprensorio che per altri versanti, sia sociali che economici, è già stato classificato a "rischio-estinzione" proprio per la carenza di servizi all'interno di comunità ad alto tasso d'invecchiamento e di spopolamento. Un tasto dolente toccato anche dalla reazione del vicesindaco di Subiaco, Pierluigi Angelucci. «E la notizia è fortemente preoccupante anche per questo - commenta- come ci sarà qualcosa d'ufficiale vedremo di segnalarlo sommessamente anche al Vaticano, magari attraverso i canali diplomatici». (da Il Tempo del 27/11/01)

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