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 In volo … calpestando Diritti! – Lampedusa marzo 2018 … in Tortuga!

 .:Inviato Mercoledì, 10 ottobre 2018 @ 22:21:46 da homotenuis
Opinioni

Accade che poco prima delle idi di marzo dell’a.d. 2018, un gruppo di operatori e operatrici, avvocati, mediatori di diverse organizzazioni che si occupano di diritti umani (ASGI, CILD e IndieWatch), si sia recata a Lampedusa per una missione-lampo che potesse dar conto di quel che accadeva nel “PERIMETRANTE e DETENTIVO SPAZIO” in cui persone provenienti per lo più dall’africa, e per lo più dalla Tunisia, rimangono “custodite” prive di tutela, di diritto e umanità … tale spazio lo chiamano HotSpot di Lampedusa.

Accade che riesco a far parte del gruppo “in missione” in quanto membro di IndieWatch e grazie al fatto di intrattenere rapporti di collaborazione sistematica con referenti dell’associazione di giuristi e legali (ASGI).

Ma non solo in quel del marzo mi era capitato di andare nella stupenda isola delle Tartarughe … l’italiana isola Tortuga[1] … che richiama sentimentalmente e idealmente ad un’isola da cui dovrebbero passare azioni di pirateria e magari oggi queste azioni di pirateria sembra di senso indirizzarle verso la tutela dei diritti infranti e misconosciuti non solo a parole ma anche a fatti.


[1] Tortuga = Lampedusa



Già era accaduto in passato e spesso, nelle traversate aeree da Palermo a Tortuga, di scambiare piacevoli conversazioni con altri passeggeri (soprattutto padri, madri, nonne, nonni, fratelli e sorelle di nascituri che tornavano da Palermo dopo il lieto evento visto l’impossibilità di vivere questo evento proprio a Tortuga per mancanza di presidi adeguati ospedalieri e mancanza di servizi) ma anche con staff di volo (stuarts e hostess).

E proprio in queste traversate ho avuto il piacere di conoscere il giovane Xander[1], padre di famiglia (con moglie e splendida figlia) e impegnato nella tratta aerea tra Palermo e Tortuga per il trasporto delle persone dall’Isola Madre (ancora non terra ferma) all’Isola Figlia delle Tartarughe. Tante le traversate e la relazione con Xander si è andata sempre più a consolidare, soprattutto si è andata a consolidare una reciproca stima e una reciproca curiosità di conoscersi soprattutto da parte sua che mi chiedeva di continuo come mai tornassi così spesso a Tortuga e la motivazione legata al trovare amici sembrava non reggere più.

È stato cosi che tra una traversata e l’altra ho raccontato i motivi che mi spingevano così spesso ad andare in quel di Tortuga, certo c’era anche (e molto forte) il motivo di andare a trovare Donno Salvo e Donna Crì (carissimi amici e compagni di ventura) ma anche conciliare con viaggi di senso che mi permettessero di vedere e osservare quel che accadeva nell’isola detentiva, nell’isola che sempre più si andava caratterizzando come immenso carcere dove veniva negata la libertà di circolazione a persone.

Deciso quindi. Dopo tante e diverse chiacchierate veloci ed estemporanee decidiamo con Xander di vederci con calma in qualche bar di Tortuga magari lontano da occhi indiscreti per approfondire alcuni temi, alcune possibili narrazioni, la sensazione è quella che l’interesse reciproco è cresciuto. Lui è in possesso di informazioni che potrebbero interessarmi, io sono in possesso di relazioni che potrebbero interessargli.

Scegliamo data, orario e luogo dell’appuntamento. Un bar a Tortuga abbastanza discreto (o meglio così pensiamo e chiaramente erriamo!). Io avrei voluto poterlo registrare ma mi sono dovuto limitare a prendere appunti alle tante informazioni che mi dava di continuo e in maniera puntuale con ricchezza di particolari (particolari non certo edificanti). Però nessuna registrazione. Appena ci siamo accomodati, per iniziare con un caffè (e l’incontro … più di due ore … è finito con aperitivo a Corona Condita), ecco incominciare una staffetta di turnover di passaggio da parte di diverse pattuglie di forze dell’ordine e di forze armate (carabinieri, polizia, finanza, esercito, …). Lui mi assicura che quello non è un bar frequentato dalle “forze” e questo “fortemente ci inquieta”. Allora decisione condivisa via computer e via registratore, via la tecnologia. Chiacchieriamo come due vecchi amici che è meglio. Un taccuino utile e fedele compagno vicino, penna alla mano e partiamo!

Inizio io a tartassarlo di domande. In particolare voglio capire quale è il “servizio” che Poste Italiane svolge per quanto concerne le persone trattenute a Tortuga che debbono essere trasferite. Quale il suo ruolo, la sua funzione ma soprattutto mi piacerebbe sapere quello che ha visto e quello che vede visto che il suo lavoro è fare da accompagnatore nel corso delle “tratte aeree” da una terra semi ferma quale è la Sicilia ad una terra sospesa nel suo implacabile immobilismo, immobilismo strutturale, geografico, simbolico, agito. Evidentemente il discorso interessa anche Xander che si spinge anche a raccontare il lavoro che svolgeva precedentemente sempre come “accompagnatore di tratta aerea” ma per tratte assai più lunghe.

Ma prima del mio martellante, anzi “modalità goccia cinese”, di chiedere e domandare, lascio a lui la parola. Come dire gli faccio capire cosa vorrei sapere, gli do la cornice e il contenuto a cui sono interessato ma prima di entrare nel merito del “mio” chiedo a lui di dirmi del suo.

Anche “il suo” è molto interessante ed è molto collegato a quello che è “il mio interesse”. Xander mi incomincia a narrare di come funziona il servizio di trasporto “CARGO e PERSONE” che Poste Italiane svolge per la tratta Palermo – Isole. Interessante perché – entrando nel dettaglio – mi spiega di regolamenti operativi interni di funzionamento, mi parla di bando europeo con finanziamento pubblico di diversi ma tanti e diversi euro per garantire il servizio, mi parla di partecipazione al bando secondo le regole selvagge del libero mercato e mi dice di come tutto sia a rischio ora. Infatti il bando di circa 35.000.000,00 di euro e spicci per tre anni fa gola a realtà aziendalistiche (compagnie aeree) anche e più o meno grandi. Mi riferisce di accordi tra compagnie al fine di non perdere il servizio e di come le stesse compagnie si accordino per portare avanti tale servizio “spezzettandolo” e ridistribuendosi sub-servizi. Compagnie aeree sconosciute che – non me lo dice ma me lo fa capire – sono compagnie cellula di altre più grandi. Insomma il giro di soldi è importante e significativo ed è un giro di soldi per garantire uno non isolamento “delle isole”, garantire la “continuità territoriale” mentre sembra chiaro (sia alle tasche che alla geografia e a quel che accade nella realtà) che l’isolamento è innato, connaturato e comodo per tanti aspetti. Un aspetto: CREARE IL PIU’ GRANDE SPAZIO DI LIMITAZIONE DELLA LIBERTA’ DI MOVIMENTO UMANA IN ITALIA (ndr: sperimentazioni pericolose, disumane e illegittime, una Guantanamo in pieno Mare Nostrum). Il discorso di Xander mi appassiona perché incomincio a pensare fortemente le cose che ci stiamo raccontando o meglio che lui mi sta raccontando e che io cerco di catturare, memorizzare e metabolizzare, è di un interesse impressionante. Incomincio a comprendere che gli elementi economici di una società (interessi?) si intrecciano con gli interessi pubblici per garantire servizi alla cittadinanza (continuità territoriale la chiamano) e in questo gioco di intrecci e di relazioni aggrovigliate fortemente trova spazio la possibilità di inserire altri “servizi” finalizzati a considerare come valori aggiunti e risorse elementi quali l’isolamento e predisporre quindi ulteriori servizi che possano supportare e far sopportare l’idea che “la creazione di uno spazio detentivo in quel di Lampedusa non solo è possibile ma auspicabile visti gli elementi favorevoli geografici e non solo. Di tanto in tanto con Xander (giovane papà assolutamente critico e dal pensiero indipendente) si riflette poi su gli effetti su Lampedusa, ops Tortuga, sui suoi abitanti, sull’economia ordinaria di tutti i giorni e sui nuovi seppur temporanei residenti. Tortuga vive per cinque – sei mesi almeno di  turismo. È un’isola straordinaria. Bellissima. Più Africa che Italia ed Europa (mi spiegano che le coste verso l’Europa non sono accessibili, sono rocciose, sono impervie e pericolose da transitare come approdo mentre quelle verso l’Africa sono dolci e “accoglienti” per un possibile approdo). Ma gli altri sei mesi cosa accade all’economia di Tortuga e ai servizi in essere. Possiamo immaginare magari prima il nulla ora … da qualche tempo ad ora … rivitalizzata nei restanti 6 mesi. Rivitalizzata da mezzi blu, grigi, neri, “a chiazze verde-giallo-marroni” di trasporto persone, di persone vestite come i colori dei mezzi, un traffico che quasi agli occhi risulta come un inquinamento cromatico perché troppo indirizzato sempre e soltanto sugli stessi  colori. E poi sicuramente ingressi economici per quei mesi in cui l’isola sembra non poter offrire nulla, allora bar, alberghi e servizi altri offrono le proprie prestazioni per vitto, alloggio e accessori per le persone “sub-cromatiche”. Non male il tutto. Ma intanto importante non andare ad intaccare quegli elementi-risorsa che rendono Tortuga un posto ideale per “isolamento” quindi promozione della cultura e della partecipazione viene contenuta (pochissime le persone resistenti che tentano ancora di tener viva una spinta dal basso, spazi di vita comune rarissimi, resiste la biblioteca), alcuni servizi meglio non attivarli (presente un presidio sanitario ma le giovani coppie che progettano una vita insieme e magari un figlio sono costretti ad una migrazione costosa verso la terra semi-ferma sino al lieto evento). E questi elementi sono solo una parte di una superficiale analisi che possa in qualche maniera dar ragione di “consolidamento di elementi di isolamento”. Ma le persone sub-cromatiche (probabilmente stipendiate come se fossero in missione) sono li per una ragione. Da diversi anni ormai infatti presente in Tortuga lo “spazio detentivo e di limitazione libera mobilità umana meglio conosciuto come HotSpot”.  

Le narrazioni reciproche si infittiscono e spesso le immagini riportate non solo sicuramente edificanti. Xander racconta di giovani (più o meno giovani) visti salire sull’aereo con evidenti segni di percosse, magari percosse eseguite chiaramente lontano da occhi indiscreti. Spesso accompagnati con rapporto di due, tre uomini in divisa sub-cromatici e una “persona da accompagnare”. Fa parte di una direttiva operativa mi spiega infatti possono esserci diverse tipi di azione alcune prevedono la presenza di uomini sub-cromatici (DEPA) altre invece no e vengono quindi affidati al personale di volo (DEPU). Destinazione? Palermo a volte ma a volte anche verso città dell’Africa del nord. L’immagine che rimanda è di vere e proprie deportazioni a volte più numerose a volte no, a volte “accompagnamenti” anche di singole persone. Xander parla anche degli uomini sub-cromatici che sente parlare quando tornano a casa o quando vengono da casa, per periodi contenuti di riposo. A volte li vede e li sente stanchi e provati a volte li sente invece li sente che si confidano dichiarandosi reciprocamente un patto lavorativo che comunque comporta guadagni non indifferenti. Li sente commentare che ci sono stati arrivi legati ad amnistie in quel della Tunisia che ha fatto si che cancelli di carceri si siano aperti quasi fosse un dispetto a un disatteso accordo con i governi della vicina Europa. Riferisce comunque di un’area pesante, un’atmosfera pericolosa che sembra essere preludio ad una bomba in attesa di esplodere. Un’atmosfera pesante che percepisce anche nell’isola, una pesantezza che sente anche nelle parole e in stati d’animo delle persone che vivono e abitano Tortuga, persone che sono a volte “colpite” da piccoli furti o piccole azioni di non cura della proprietà privata altrui. Xander vede in questi atti più che reati delle prassi di chi costretto a essere immobilizzato nell’isola cerca un minimo di vita normale, è l’espressione di persone che vorrebbero tornare a vivere e ad essere libere.

Lui da simil forestiero sente e percepisce qualcosa di non sereno. Ormai sono diversi anni che Xander abita più o meno abitualmente Tortuga. È strano e particolare sentir parlare così Xander, e la stranezza riguarda la percezione che mi rimanda di una consapevolezza di quel che accade e che quel che accade dipende ed è influenzato in maniera impressionante da quel che accade sopra le teste di noi comuni mortali, ad un livello presso il quale si decide sulle vite delle persone con scarso senso di umanità oltre che di miopia politica. Xander parla anche delle sue esperienze del 2003 quando era coinvolto suo malgrado – sempre come involontario accompagnatore di volo – di persone che dalla Libia addirittura venivano “forzatamente e violentemente” rimpatriate dalla Libia al BurchinaFaso o in altri paesi d’Africa. Affiorano alla mente di Xander immagini non proprio piacevoli.  

Le narrazioni e la chiacchierata si prolunga e di molto, passano diverse persone dell’isola, passano diversi uomini sub-cromatici con la loro divisa, noi continuiamo a chiacchierare sino a quando Xander dice che è a rischio il suo lavoro in quanto la compagnia di Poste Italiane (Mistral) sembra non essere più interessata al trasporto delle persone ma interessata a cedere questo servizio (remunerativo decisamente) ad altre compagnie e che sembra essere interessata solo alla gestione del trasporto “CARGO”. Xander  è preoccupato perché non sa quello che sta accadendo e in questa precaria sensazione di non capire quello che sarà il suo futuro mi chiede contatti di giornalisti per far conoscere la sua e la situazione di altri suo colleghi. Si Xander con la sua consapevolezza e la sua umanità non sta capendo cosa accade.

Si è ormai fatta una certa ora … e dobbiamo salutarci … ci riproponiamo di vederci ancora. Nonostante la pesantezza dei contenuti della conversazione si è manifestato un piacere reciproco di conoscenza. E la cosa che ci rimane taciuta, silenziata ma condivisa è la non comprensione e la non volontà di vedere come si possa passare sopra diritti e sopra le persone calpestando umanità. In volo … senza diritti … sia per chi è accompagnato sia per chi accompagna. La tutela dei diritti sembra essere ormai attività desueta e cancellata.

A presto Xander e grazie del tuo prezioso tempo dedicato.

 

Marzo 2018 … anonimoMaNontroppo


[1] Nome di fantasia ma persona reale. Trovata narrativa al fine di tutelare la persona che si è concessa in interviste più o meno informali per raccontare quello che accadeva all’aeroporto di Lampedusa per quanto concerne il trasferimento forzato e la deportazione di persone migranti.



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