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 Divergenze digitali

 .:Inviato Martedì, 02 aprile 2002 @ 12:08:15 da titiro
Software Libero Il vero dramma della new economy non sono le aziende dal business improbabile e dal fatturato in rosso fuoco. Il vero dramma della new economy sono i consulenti con una penna in mano.La novità portata dal dipanarsi della Rete ha dato vita a un'amplissima letteratura su Internet, web, nuove tecnologie di comunicazione, tecno-arte, neo creatività e chi più ne ha più ne metta. Finanzieri, consulenti, bancari e banchieri, managers e giornalisti riciclati hanno deciso improvvisamente che avrebbero dovuto scrivere di Internet. Ne è venuta fuori una gran confusione, dove tutti proferivano entusiasticamente tutto e il contrario di tutto, e dove la serietà scientifica suppliva allo sbotto del magma creativo. Poi, come la peste manzoniana, è arrivato lo sboom di Internet, che ha soffocato le aziende più gracili ma, almeno, ha levato la penna di mano ai facili profeti della rete e l'ha ridata a chi di rete aveva sempre scritto. Divergenze Digitali, il nuovo collettore di idee di Franco Carlini, è il libro che meglio segna questo spartiacque, e leggerlo in questo senso è già di per sé confortante. Dalle colonne de Il Manifesto, del Corriere, dell'Espresso e di tante altre celebri testate, Carlini ci racconta in oltre dieci anni di professione l'evoluzione del web, in tutte le sue forme. E, a differenza di molti altri, lo fa con una cognizione di causa e con un'esperienza tale da non poter non affascinare il lettore. La profondità nell'affrontare i fenomeni, la competenza teorica e, soprattutto, l'approccio fortemente scientifico (prima che giornalista, Carlini è stato a lungo riceratore di Fisica), fanno del suo libro un crocevia fondamentale per chi riflette su questo genere di problematiche. Secondo l'autore l'Internet dei nostri giorni, e l'utilizzo che se ne fa, è arrivato a un bivio fondamentale. Da un lato c'è chi vorrebbe trasformarlo in un vero e proprio supermercato, dove le merci non solo si vendono ma soprattutto si affittano, dall'altro c'è chi preferisce concepirlo come un medium a sé stante che possiede, innanzitutto, una fortissima valenza sociale. Fenomeni come Napster, Gnutella, i cosidetti Blog e varie altre esperienze di condivisione del sapere, tendono a formare un vero e proprio amnio di relazioni sociali, che Derrick De Kerckhove ha ben definito a suo tempo come "intelligenza connettiva". Secondo Carlini, l'essenza di Internet è proprio questa: il fatto di essere un mezzo reticolare di condivisione di sapere, e non un posto dove qualcuno deve per forza venderti qualcosa. Le divergenze e il confronto aperto tra questi due aspetti antitetici della rete costituiscono la Terza fase di Internet (la prima iniziò quasi vent'anni fa, con le BBS e i primi Ftp, mentre la seconda è quella della bolla speculativa miliardaria di cui ancora oggi raccogliamo i cocci). La riflessione di Carlini percorre con dovizia di esempi e casi gustosi la storia del mezzo digitale, per giungere ad affrontare una serie di casi concreti destinati a costituire dei veri e propri "cult" della rete. Dalla bolla della new economy alla vendetta della old, si arriva alla definizione della Terza Internet, che i più vorrebbero si trasformasse in un guazzabuglio di televisione, applicazioni wireless e uso sfrenato di carte di credito. Per fortuna non sarà così, o almeno lo speriamo. Carlini lascia intendere che l'Internet del futuro evolverà verso la condivisione delle esperienze. E un ruolo di prim'ordine lo giocheranno i blog, le community, le applicazioni peer to peer e tutto ciò che potrà fare in modo che la rete assomigli sempre più a ciò che Jurgen Habermas ha definito come "sfera pubblica". Due note per chiudere: 1) Carlini dovrebbe sgridare il suo correttore di bozze. Il testo è pieno di errori di ortografia e di refusi dimenticati che, dopo un po', disturbano la lettura del testo. 2) Da appassionato del peer to peer e del copyleft, l'autore ha messo in rete la maggior parte del suo libro. Lo trovate cliccando qui: http://www.totem.to/dd/. Fateci un giro, stampatelo, e poi andate in libreria a comprarlo, perché è così che funziona la Rete.

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