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 Guidonia: la falda inquinata e la bonifica mai avvenuta

 .:Inviato Sabato, 30 maggio 2015 @ 16:05:07 da Cra - Guidonia
C.R.A. Guidonia

COMUNICATO STAMPA

CONFERENZA DI SERVIZIO del 28 Maggio 2015:
LA FALDA E’ INQUINATA MA CERRONI NON VUOLE ACCOLLARSI I COSTI DELLA BONIFICA

Preleva qua il comunicato CRA sulle falde all’Inviolata

Giovedi' 28 u.s. si è svolta presso il Comune di Guidoinviolata_altonia Montecelio la Conferenza di Servizio sull’inquinamento delle falde acquifere sottostanti la megadiscarica dell’Inviolata convocata dall’Amministrazione comunale a cui hanno partecipato, oltre alComune di Guidonia Montecelio, la Regione Lazio, la ASL RMG, l’Arpa Lazio,la soc. Eco Italia ’87 e le associazioni...
... del CRA.
Dopo quattro anni di riunioni e conferenze sull’inquinamento delle falde, le misure di Messa In Sicurezza ed Emergenza (MISE) imposte dalla legge e prescritte dall’Arpa lazio, risultano ad oggi ancora insufficienti, mentre i valori dicontaminazione sono pressochè invariati.
Vi è bisogno quindi di un potenziamento delle MISE che dovevano essere già messe in atto dalla società di discarica cosi' come delineato nell’elaborato Cronoprogramma di ottobre 2014, ma ad oggi non ancora realizzato.
Inoltre rimangono ancora da realizzare altri sei piezometri di cui quattro all’interno del Parco dell’Inviolata, (che dovevano essere già pronti) necessari per perimetrare lo stato di contaminazione; c’è anche da fare il confinamento idraulico delle acque sotterranee, lato NE e lato SE (autostrada) della discarica, in quanto mancante dell’indispensabile polder (isolamento della discarica dal terreno).
Tutto ciò, ribadiamolo, rappresenta interventi urgenti di messa insicurezza che dovevano essere già posti in atto per legge, ma per la società di discarica, responsabile dell’inquinamento, costituisce condizione necessaria la realizzazione in loco di un suo impianto di trattamento acque, viceversa non sarebbe in grado di sostenere i costi di trasporto e depurazione esterni.
La società infatti ha proposto riscorso al TAR del Lazio per l’annullamento degli atti della CdS di settembre 2014, in quanto le prescrizioni per la Messa in sicurezza ed emergenza del sito risulterebbero eccessivamente onerose.

A questo punto, il sindaco di Guidonia Montecelio, a nostro avviso,in qualità di responsabile della salute pubblica, come egli stesso più volte harivendicato in sede di Cds, doveva come minimo prendere una posizione intransigente nei confronti della società e pretendere da domani mattina, subito la messa in esercizio dalle MISE come già prescritto dall’Arpa Lazio e nel cronoprogramma di ottobre 2014, a prescindereda costi onerosi che lamenta la società di Cerroni. Invece l’architetto “paesaggista” nonchè Primo cittadino lascia passare ancora altrotempo (l’inquinamento in atto non è ancora in sicurezza) e accoglie le richieste “meno onerose” della società di Cerroni, che fino a ieri macinava profitti con la discarica, nella realizzazione dell’impianto di trattamento acque (che va pure bene ma intanto si poteva iniziare la MISE come prevede per legge anche senza un impianto di depurazione in loco).

In sostanza ci troviamo in una situazione paradossale, dove chi ha inquinato decide quali sono i metodi più economici che può tollerare ma la legge, nel caso di specie, è chiara nel prevedere la messa in sicurezza ed emergenza obbligatoria a carico del responsabile dell’inquinamento a prescindere dai costi che si andranno a sostenere.
Un altro importante passaggio che bisognerà affrontare è la questione sollevata dalla Eco Italia 87 davanti al Tar inerente la nota della Provincia di Roma sulla depurazione delle acque.
In sintesi, le acque che saranno trattate dal nuovo impianto, secondo la Provincia, dovranno tornare ai limiti di qualità delle acque sotterranee ovvero entro le CSC e la stessa Amministrazione ha invitato la società areimmettere le acque in falda, previo trattamento ai limiti delle CSC, nell’ottica del risparmio della risorsa acqua di falda. Tutto quanto sopra al fine di garantire che non avvenga un mero trasferimento della contaminazione da un comparto ambientale all’altro. Ci pare abbastanza ragionevole.
Di converso la società ritiene invece che le acque depurate dall’impianto siano assimilabili alle acque reflue industriali e che pertanto dopo trattamento possano essere scaricate direttamente nei corpi idrici superficiali. Ovviamente questa soluzione della società risulterebbe far riferimento ad una tabella con valori limite delle sostanze contaminanti, molto meno restrittiva di quella che prescrive la Provincia.

È sempre più evidente quello che il CRA va dicendo ormai da troppi anni: il territorio viene sfruttato, violentato, inquinato da pseudo imprenditori che si arricchiscono sulla pelle di chi ci vive con la collusione dei poteri politici a tutti i livelli. Ma quando illivello di coscienza e incazzatura dei “residenti” apre le grosse contraddizioni che albergano in queste operazioni affaristiche mafiose, le “autorità” cercano di correre ai ripari accogliendo, quanto più forti sono le lotte che si mettono in piedi, le richieste sacrosante di diritto alla salute e rispetto della dignità avanzate.
E questo vale tanto per l’inquinamento delle falde che per l’incenerimento dei rifiuti al Cementificio, che per la costruzione della camionabile alla Selciatella, che per la fruibilità e l’ampliamento del Parco dell’Inviolata, che per un intervento radicale nell’inquinamento dell’area delle cave di travertino.
È quindi la mobilitazione dei cittadini a modificare i disegni criminosi di questi signori e non il buon senso o la coscienza dei politici ne tantomeno quella dei “prenditori” locali omultinazionali.
Gli appuntamenti per informazione e mobilitazione dei cittadini avverrano mediante

ASSEMBLEE POPOLARI SU QUESTI TEMI NELLE PROSSIME SETTIMANE NELLE FRAZIONI DI COLLEFIORITO, MARCO SIMONE, PICHINI, SANTA LUCIA, VILLANOVA, SETTEVILLE E ALTRE

Chiediamo a tutte le associazioni, i gruppi di ragazzi , delle donne e a tutti cittadini di restare vigili e di non abbassare la guardia e partecipare alla mobilitazione

CRA
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News a cura di: Comitato Risanamento Ambientale

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