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 Chiuse le due sale operatorie

 .:Inviato Sabato, 23 marzo 2002 @ 15:46:19 da titiro
Rassegna Stampa Subiaco, blitz dei Nas: riscontrate carenze igienico sanitarie. La Procura di Roma ha disposto l’ispezione in seguito alla denuncia di un cittadino Sigilli per le due camere operatorie dell'ospedale di Subiaco. Ieri mattina, nel corso di un'ispezione, i carabinieri del Nucleo antisofisticazione ne hanno imposto il divieto di utilizzo, a causa della situazione in cui versano le due strutture. Gli uomini dei Nas, infatti, hanno riscontrato una carenza delle misure igienico-sanitarie, necessarie per il funzionamento di una sala operatoria, ma anche l'insufficienza strutturale, che impedirebbe un corretto intervento sui pazienti. «Il divieto - ha spiegato il tenente Marco Datti, responsabile dei Nas di Roma - sarà revocato solo quando l'ospedale si sarà rimesso in regola con le norme igieniche e si sarà dotato della strumentazione necessaria per far funzionare le camere operatorie». I controlli dei carabinieri sono scattati su segnalazione della Procura di Roma, in particolare del sostituto procuratore Maria Bice Barborini, in seguito alla denuncia presentata in passato dai parenti di un paziente deceduto in ospedale. «Le sale operatorie in questione - dichiara Ulrico Angeloni, direttore sanitario dell'Asl Rm G - non erano però attive. Già da qualche giorno erano stati programmati dei lavori di adeguamento igienico-strutturale, sulla base delle norme vigenti». La direzione sanitaria del nosocomio sublacense ha disposto, ovviamente con decorso immediato, il trasferimento alla struttura di Tivoli di tutte le emergenze operatorie. Sulla riapertura delle sale chirurgiche di Subiaco non si conosce nessuna data. «I lavori - continua Angeloni - saranno effettuati nel più breve tempo possibile. Ma sono coinvolte ben due sale, pertanto soltanto la prossima settimana si potrà essere maggiormente precisi». Il Tribunale dei diritti del malato fa sapere che non ci si può stupire di simili episodi, in quanto sono l'ennesima prova dello stato di abbandono in cui versa la maggior parte delle strutture sanitarie della Valle dell'Aniene. La direzione dell'Asl Rm G da parte sua non si pronuncia sull'esposto che ha provocato l'intervento dei carabinieri. «Non siamo in possesso - sottolinea Angeloni - di nessuna documentazione ufficiale, pertanto non possiamo entrare in merito alla vicenda giudiziaria. Ulteriori precisazioni potranno essere fornite nei prossimi giorni». Anche il sindaco di Subiaco interviene sull'accaduto. «Questo - dichiara Franco Lando - è il risultato di una malagestione che va avanti da anni. La Regione deve immediatamente muoversi, ho già chiesto un incontro con l'assessore della sanità Saraceni». (da Il Messaggero del 23/03/02)

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