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 I frati lasciano il convento ai turisti

 .:Inviato Venerdì, 08 marzo 2002 @ 22:26:27 da titiro
Rassegna Stampa VICOVARO Il grande complesso religioso di San Cosimato trova nuova utilizzazione. La struttura verrà inserita in un vasto programma di rilancio dellaValle dell'AnieneLoro, i frati francescani della Minoritica Provincia Romana dei SS. Apostoli Pietro e Paolo che a San Cosimato hanno un grande complesso conventuale, ci mettono i luoghi incontaminati, un bosco, il sito archeologico, gli insediamenti rupestri conservati in questi lunghi anni e salvaguardati dalle depredazioni, i "laici", in questo caso l'amministrazione comunale di Vicovaro che ha sottoscritto un accordo ventennale e un affitto annuale, i progetti e le opere. Ma in questa impresa il comune non sarà da solo infatti, in questa area, si andranno a realizzare una serie di attività unitamente ad altri enti territoriali limitrofi quali i comuni di Mandela, Licenza, Roccagiovine e Percile, la X Comunità Montana dell'Aniene ed il parco dei Monti Lucretili. Tutto per razionalizzare e coordinare lo sviluppo turistico, ambientale ed archeologico dell'intera Valle dell'Aniene. E più di 150mila euro, messi a disposizione proprio dalla Comunità Montana, sono già pronti per essere spesi e far partire la realizzazione del centro fieristico. Fede e turismo, luoghi di preghiera e meditazione e centri per la valorizzazione dei prodotti tipici, del territorio e dell'ambiente, recupero di importanti aree archeologiche. Binomi non impossibili anzi, proprio per la vicinanza del convento e dell'area alla autostrada A24 e la sua collocazione lungo la Tiburtina, una scelta di importanza strategica. C'è di più, il convento con le sue numerose stanze ed i grandi spazi può offrire un punto di pernottamento e di sosta inconsueto alla grande ricettività alberghiera perchè qui tutto diventa informale ma anche impostato alla più genuina accoglienza. Tornando ai progetti dovrebbero concentrarsi, in questa area, anche quelli, come abbiamo detto, del recupero archeologico, inserito già in un piano di sviluppo della Valle Ustica che ha ricevuto parere favorevole dal ministero per i Beni e le Attività Culturali relativamente agli acquedotti Aqua Marcia e Claudia e ad un Antiquarium. L'area comunque è destinata ad essere il punto di partenza per itinerari storico culturali, che nulla tolgono a quelli religiosi arricchendoli oltretutto di ulteriori elementi, e per itinerari naturalistici di grande interesse. E se poi si volesse vedere il ritorno "commerciale" di un impegno che vede coinvolti più soggetti ma anche risorse comunitarie basti pensare a quanti prodotti esclusivi possono offrire i vari paesi, alle capacità stesse della gente che qui vive e lavora di fare imprenditoria al servizio non solo poi dei turisti occasionali ma di un mercato che si può allargare proprio con la produzione e la commercializzazione di olio, vino, farro e pane. (da Il Tempo del 08/03/02)

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