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 Guidonia e i rifiuti . Monnezza Inside (seconda parte)

 .:Inviato Mercoledì, 23 maggio 2012 @ 05:05:28 da Cra - Guidonia
C.R.A. Guidonia

width=300Nuovi impianti

Non solo la discarica di Guidonia sembra destinata a rimanere aperta ancora per molto. Ma il Co.la.ri. di Manlio Cerroni ha in serbo per questa zona un altro progetto. La societa' privata, infatti, ha ricevuto l'autorizzazione per la costruzione accanto alla discarica di un Tmb, un impianto di trattamento meccanico biologico, che seleziona il rifiuto indifferenziato per produrre combustibile da rifiuti da bruciare negli inceneritori, con annesso un sito per la lavorazione dei rifiuti organici. Un investimento da 45 milioni di euro, "ammortizzabili" con un adeguamento delle tariffe di conferimento pagate dai Comuni. Cioe', pagano i cittadini....

Dei rifiuti conferiti all’impianto, secondo progetto, il 35 per cento diventerà Cdr (che contiene anche carta e plastica,
materiali riciclabili ma dall’alto potere calorifico), il 3-4 per cento frazione ferrosa da reimmettere nel mercato della metallurgia, il 15-20 per cento sarà la frazione organica stabilizzata (Fos), e il 20 per cento sarà il residuo. Questi ultimi due materiali finiranno nell’invaso dell’Inviolata.
«L’impianto di trattamento, quindi, non porterà alla chiusura della discarica, ma determinerà la necessità di mantenerla in vita sine die», denunciano i comitati cittadini che insieme a Legambiente Guidonia, nel dicembre 2007, hanno presentato un ricorso al Tar contro l’impianto, ancora in attesa di giudizio.
Inoltre nel piano per il superamento dell’emergenza rifiuti nel Lazio stilato il 24 giugno 2008 dall’allora commissario straordinario nonché governatore del Lazio, Piero Marrazzo, questo impianto avrebbe dovuto trattare 140mila tonnellate.
Ma nell’autorizzazione concessa nel 2010 dalla giunta Polverini il numero sale a 190. Per i cittadini del Comitato risanamento ambientale si tratta di un vero e proprio attacco alla raccolta differenziata.
Anche il Comune di Guidonia scrive un proprio ricorso al Tar contro la Regione Lazio: «Lo sviluppo e l’incremento
della percentuale di raccolta differenziata porta a una significativa riduzione della quantità di rifiuti non riciclabili, gli unici che, in quanto tali, dovranno essere destinati agli impianti di Tmb. Il che vuol dire che simili impianti sono destinati a essere utilizzati per quantità sempre minori di rifiuti. In questo quadro, appare del tutto illogico e irragionevole autorizzare oggi un impianto a trattare quantità di rifiuti notevolmente superiori a quella che, invece,
era stata prevista come sufficiente durante la fase dell’emergenza rifiuti».
A meno che l’obiettivo non sia quello di sostenere, a scapito dei cittadini e dell’ambiente, il business tutto privato dell’incenerimento.
A chiudere il cerchio, entrerà in gioco l’enorme cementificio della Buzzi Unicem. L’azienda, vero colosso nel suo settore, nel 2006 ha richiesto alla Provincia di Roma l’autorizzazione a incenerire fino a 30mila tonnellate l’anno (96 t al giorno) di Cdr nei propri forni.
Il via libera al progetto non è ancora stato concesso. «Se l’impianto entrerà in funzione, il ciclo dei rifiuti potrebbe
così chiudersi con l’incenerimento nel cementificio», denuncia Umberto Calamita, componente del Comitato risanamento ambientale di Guidonia.
A collegare i due stabilimenti c’è solo un’antica strada, la Selciatella, che attraversa il Parco dell’Inviolata e che ancora oggi conserva basolati romani e medievali. Questa storica strada ha la sfortuna di collegare in pochi minuti il cementificio, la discarica dell’Inviolata (con l’annesso impianto di Tmb) e il nuovo svincolo autostradale. «Per questo le ultime due amministrazioni comunali vorrebbero asfaltarla», commenta Umberto Calamita.
 

continua...

Per gentile concessione e tratto da "Roma come Napoli" di Manuele Bonaccorsi, Ylenia Sina e Nello Trocchia. Edito da Castelvecchi Rx @ 2012 Lit Edizioni Srl


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News a cura di: Comitato Risanamento Ambientale

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