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 Pendolari, un giorno da dimenticare

 .:Inviato Giovedì, 14 febbraio 2002 @ 21:20:40 da titiro
Rassegna Stampa Le manifestazioni sui binari trasformano in un incubo la giornata dei residenti di Tivoli e Guidonia.«Ieri mattina siamo addirittura rimasti a piedi. E' la prima volta che mi capita una cosa del genere». Maurizio I., è veramente arrabbiato, lui ed altri quattro viaggiatori, ieri, per un pelo hanno perso il treno, proveniente da Pescara e diretto a Roma, che ferma alla stazione di Bagni di Tivoli alle 6.35. Le porte si sono chiuse e, il piccolo gruppetto di amici, si è dovuto rassegnare a prendere quello successivo. Risultato: ha timbrato il cartellino in ritardo una volta raggiunta la società dove lavora. E' furibondo per l'accaduto. «Vorrei vedere voi al mio posto», tagliava corto con chi lo invitava a calmarsi. Ma la sua giornata da dimenticare era appena iniziata (male). Al ritorno, infatti, ha avuto il problema inverso. Il treno delle 14.15 è stato soppresso per un'altra protesta degli addetti alle pulizie. Centinaia di persone sono state dirottate da Termini alla stazione Tiburtina dove il convoglio è stato "originato", come spiegavano dagli altoparlanti. Impresa non particolarmente facile quella di trovare il binario. Prima il monitor ha segnalato il diciassette, poi un ferroviere (evidentemente poco informato ma desideroso di rendersi utile) ha indicato il sedici. Quello giusto era il venticinque. La gente, disorientata, per qualche minuto è andata avanti ed indietro lungo il sottopassaggio della metropolitana. «Ma come si può viaggiare in queste condizioni ? - chiede vibilmente alterato Eduardo Landi, di Villalba -. La metro era piena all'inverosimile, mi mancava l'aria. Abbiamo viaggiato letteralmente incollati gli uni agli altri. Roba da terzo mondo». Franco C., di Tivoli, ce l'ha fatta per poco. «Ho preso il treno appena in tempo - ricorda più a se stesso che al cronista -. Sono tornato a casa distrutto. Andare a lavorare è diventata una faticaccia». Antonio Trissani, di Villanova, è alquanto contrariato: «Mi auguro che non si ripeta più una giornataccia come quella di oggi. Martedì è saltato il treno delle 17.20 e siamo dovuti andare alla stazione Tiburtina». Per Serena Ferrucci, di Borgonovo, «non si può viaggiare in condizioni così disagevoli. Mi chiedo come faremo quando avremo, alla fine di febbraio, invece di Termini quella di Tiburtina come stazione di riferimento». Franca D. se la prende con chi protesta. «Mi dite che cosa c'entriamo noi? Perchè dobbiamo essere penalizzati per le rivendicazioni, legittime quanto volete, di altri?». Hanno un diavolo per capello molti di quelli che dovevano raggiungere Avezzano. «Ci alziamo alle quattro del mattino - ha sottolineato uno di loro -. Ma vi pare che dobbiamo essere danneggiati in questa maniera? E poi guardiamo pure, se proprio vogliamo essere pignoli, la scadente pulizia dei treni sui quali viaggiamo. Le Fs fanno tanta pubblicità ai Pendolini ed agli Eurostar perchè, invece, non girano degli spot sulle carrozze utilizzate dai lavoratori e dagli studenti?». Non manca chi sollecita i sindaci di Guidonia Montecelio e Tivoli a «farsi sentire» presso i vertici delle Ferrovie e del ministero dei Trasporti. «I due comuni - ha tenuto a precisarci un'anziana signora - contano oltre centocinquantamila residenti. Bisogna pretendere una maggiore attenzione per i propri concittadini». (da Il Tempo del 14/02/02)

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