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 Cristo si è fermato a Tivoli

 .:Inviato Domenica, 16 gennaio 2011 @ 20:15:35 da webmaster
Musica e arte Cristo di periferiaAlle Scuderie Estensi di Tivoli  dal 14 gennaio al 21 gennaio 2011 esposizione
NO CANVAS
a cura di Cecilia Paolini con opere di Sergio Angeli, Emanuele Omega Gorga, Valerio Savaiano

Interessante esposizione di opere e di installazioni, diverse dalle solite esposizioni che vengono allestite nello spazio espositivo tivolese.
Colpisce sopratutto l'installazione del Cristo di Periferia, posta all'ingresso delle scuderie  , che permette al visitatore di avere un primo forte impatto.
All'interno della mostra quadri e opere, installazioni varie tra le quali spicca un'opera a tre mani chiamata "bagno ideale".
 Insomma, consigliamo che passare un'oretta in questa  mostra non sarà tempo perso. Ma bisogna fare presto anche perchè, a quanto pare, sembra che qualcuno si sia offeso per le opere esposte ed abbia proposto di far cessare la mostra.
Di seguito ecco cosa succede....   

CRISTO SI E' FERMATO A TIVOLI

di www.eccolanotiziaquotidiana.it

“Vorrei essere libero, libero come un uomo. Come l’uomo più evoluto che si innalza con la propria intelligenza … e convinto che la forza del pensiero sia solo la libertà”. Tornano alla mente le parole di Gaber pensando a quello che è accaduto oggi in una ridente cittadina della provincia romana.

Ci troviamo a Tivoli, in occasione dell’inaugurazione di No Canvas, mostra d’arte contemporanea basata sull’idea di un’arte libera capace di seguire nuove forme di espressione non convenzionali. Ideata dal gruppo Casal de’Pazzi e curata dall’Associazione Culturale Gap, l’esposizione si snoda all’interno delle storiche Scuderie Estensi, site sulla piazza centrale del Comune tiburtino.

La mostra comprende una serie di opere il cui vero significato risiede soprattutto  nella sensibilità stessa dell’artista, opere originali e uniche nel loro genere. Forse anche troppo visto le reazione scatenate a poche ore dal vernissage.

È in particolare un’opera a rappresentare la pietra dello scandalo sulla quale si riversano l’attenzione dei passanti prima e quella delle forze dell’ordine dopo. Debutta la Polizia Municipale che, dopo aver chiesto informazioni e preso le generalità del curatore, dell’organizzatore e dell’artista, incita alla rimozione della stessa e, alla richiesta, da parte del curatore, di ulteriori informazioni a riguardo, la riposta risuona chiaramente con un “si toglie perché lo dico io”.

È sicuramente per dare un tocco di suspense all’evento che subito dopo sopraggiunge  la Polizia Scientifica. Sembra di essere in un film: guanti in lattice e macchinetta fotografica pronti a raccogliere indizi e testimonianze sulla scena del crimine. Foto, scatti, verifiche e di nuovo generalità degli organizzatori. Come se non bastasse, poco dopo, arriva anche l’ingiunzione di un presunto “sgombero” da effettuare qualora l’opera non fosse stata spostata all’interno dell’edificio (si trovava sull’uscio della porta). Intimazione  prontamente ritirata alla richiesta di un rimborso spese previsto per la realizzazione dell’evento da parte degli organizzatori.

Per dare un ultimo colpo di scena a questa, a dir poco, surreale storia, non resta che svelare, finalmente, l’oggetto del “crimine”.

La causa di così tanto clamore è l’installazione, di Emanuele Omega Gorga, che riproduce un barbone steso in terra (chiaramente finto), con tanto di buste e fagotti al seguito. Ad accompagnare l’opera un striscione di denuncia, forte e polemico che riporta la seguente frase: Gesù è un barbone che beve caffè Borghetti insieme a poliziotti e froci, il loro Cristo di periferia. “Mi tremano le mani se mi guardo dentro vedo il vuoto assoluto. L’abisso mi guarda, mi cago addosso mentre il freddo mi uccide”. Una vita differente una morte indifferente.

Non servono altre parole per spiegare la profondità di questo pensiero, per dimostrare l’estrema sensibilità dell’artista che si manifesta dietro una frase così dura ma anche così vera.

A far scandalo non devono essere queste parole, non deve essere un barbone di nome Gesù amico di poliziotti e omosessuali, non deve essere la morte di un uomo qualunque. Ciò che dovrebbe provocare risentimento è quell’indignazione e quel disgusto che si provano dinanzi a tali parole. Le stesse sensazioni che una parte di esseri umani, ipocrita e perbenista, nutre nei confronti dei loro simili: uomini meno fortunati di loro, ai quali la vita non ha di certo sorriso, che si ritrovano a vivere in condizioni disperate, nella più totale indifferenza di ciò che li circonda. E nella stessa totale indifferenza in cui trovano la morte.

A chi si permette di giudicare queste parole, a chi ne rimane così tanto indignato verrebbe da chiedere se hanno realmente mai letto il Vangelo, se davvero conoscono quel Cristo che mentre incontrava gli emarginati, con cui si fermava a parlare, chiamandoli per nome e  restituendo loro la dignità perduta esclamava:ai poveri è predicata la buona novella, e beato colui che non si scandalizza di me”.

Libertà è soprattutto questo.




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"Cristo si è fermato a Tivoli" | Login/Crea Account | 2 commenti
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Re: Cristo si è fermato a Tivoli (Voto: 0)
di Anonymous il Domenica, 16 gennaio 2011 @ 20:32:50
veramente interessante
poi per gente come noi di periferia un cristo ci serve ... anzi forse di più un Gesù!


[ Rispondi ]


Re: Cristo si è fermato a Tivoli (Voto: 0)
di Anonymous il Giovedì, 20 gennaio 2011 @ 21:25:41
andate ne vale veramente la pena
domani ultimo giorno ... che io sappia non sono previste proroghe d'apertura ...

laicaMente ...


[ Rispondi ]

 
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