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 Indagine epidemiologica: non rassicura

 .:Inviato Venerdì, 02 luglio 2010 @ 12:34:08 da ortodeifrati
Rassegna Stampa
Presentata ufficialmente l'indagine epidemiologica i cui risultati si attendevano da tempo. Sviluppato tra le polemiche, lo studio ha riguardato i dati relativi alle cause di morte dei cittadini di Guidonia nei decenni 1983-1992 e 1993-2002 messi a confronto con i dati relativi alle popolazioni di Monterotondo e Subiaco. Affidato alla Asl RmG lo studio era stato poi girato, per lo sviluppo, al Dipartimento di biologia Animale dell'Uomo dell'Università La Sapienza.

GUIDONIA MONTECELIO - Finalmente, dopo quasi quattro anni, l'indagine epidemiologica commissionata dall'allora sindaco Filippo Lippiello è stata presentata ufficialmente alla cittadinanza venerdì 25 Giugno. Una cittadinanza fantasma però, visto che la sala dell'hotel Duca d'Este in cui si è svolto l'evento, di guidoniani ne ospitava veramente pochi. Sarà stato per difetto di comunicazione (nessun invito era stato inviato a questo giornale per esempio) o per disinteresse, oltre a qualche medico di base, i rappresentanti di Legambiente e della direzione del cementificio Buzzi Unicem, ed alcuni consiglieri comunali tra i quali il presidente del consiglio Stefano Sassano, il resto erano giornalisti ed addetti ai lavori. Tra i circa quaranta presenti i cittadini erano quattro o cinque!
Al tavolo della presidenza, per il Comune il Sindaco Eligio Rubeis ed il dottor Alfonso Masini dirigente del settore Politiche sociali e Sanità, per la Asl RmG la dottoressa Anna Maria Ruta, per il dipartimento universitario la professoressa Irene Ficata Talamanca ed il dottor Felice Giordano coordinatore del progetto.
La curiosità dei pochi presenti era puntata sui risultati dello studio anche se alcune indiscrezioni erano già state ufficiosamente comunicate, rassicuranti, tant'è vero che la rappresentante della Asl, nel suo intervento ha invitato a non mettere sotto accusa esclusivamente il cementificio ma a considerare il traffico veicolare, i camini degli edifici residenziali, le cave ed il regime dei venti con il ponentino che trasporta le polveri e l'ozono di Roma.

Il Protocollo d'indagine
Le linee lungo le quali è stato stilato, con il contributo iniziale dei medici di base e delle associazioni, il protocollo del progetto, sono state illustrate dalla dottoressa Talamanca: identificazione delle malattie sentinella attribuibili alle emissioni dei siti inquinanti, focalizzazione dell'attenzione sui tumori, utilizzo del Rischio standardizzato di mortalità (SMR) medio della Provincia di Roma, confronto con i dati di due città poco distanti, Monterotondo e Subiaco le cui popolazioni sono state considerate non sottoposte agli inquinanti presenti sicuramente a Guidonia: polveri di cemento ed emissioni della discarica dell'Inviolata.
Le conclusioni dello studio sono state illustrate, con l'ausilio dei grafici, nell'intervento del dottor Giordano che è partito dallo scopo dell'indagine: valutazione di un eventuale eccesso di mortalità per patologie associate a fenomeni di inquinamento (l'introduzione cita la discarica dell'Inviolata ed il cementificio Buzzi Unicem ed esplicita le patologie conseguenti all'esposizione agli inquinanti prodotti dagli insediamenti industriali di questo tipo) rispetto alla popolazione di tutta la provincia di Roma, capitale compresa.

I dati
I risultati della ricerca, basata sui dati della Asl Rmg e sui dati Istat per quanto riguarda la provincia, riferiti ai decenni 1983-1992 e 1993-2002, non hanno evidenziato eccessi di mortalità per causa generale o per tumore nei due sessi, anche se nei maschi, nel secondo decennio preso in esame, è stato rilevato un SMR ai limiti della significatività statistica. L'aumento di rischio di mortalità, sempre rispetto alle medie provinciali del decennio 1993-2002, è stato rilevato per le malattie dell'apparato respiratorio e per le malattie di stomaco, esofago e duodeno. Questi incrementi non riguardano la popolazione femminile di Guidonia per la quale invece gli eccessi, non sempre significativi, di mortalità, hanno riguardato il diabete, i disturbi della tiroide, ipertensione, malattie dell'apparato urinario e tumore del colon-retto. In entrambi i sessi la mortalità degli abitanti di Guidonia, nei venti anni considerati, risulta più alta della media provinciale nel caso dei disturbi circolatori dell'encefalo.

Incrementi di rischio
Comunque "tra le cause di morte considerate nelle popolazioni studiate di Guidonia, Monterotondo, Subiaco e Velletri, alcune sembrano in eccesso solo nella città di Guidonia - recita l'introduzione riassuntiva dello studio epidemiologico - infatti nel decennio 1993-2002 abbiamo un significativo incremento di rischi di mortalità per malattie dell'apparato respiratorio".
L'ipotesi derivante (in riferimento a precedenti studi scientifici sui dipendenti di cementifici) è quella che collega le patologie all'ambito lavorativo in cui sono presenti polveri silicogene e comunque ipotizza che "gli abitanti di Guidonia siano più esposti ad inquinanti aereo dispersi in confronto alla popolazione di riferimento". Anche l'alto tasso di mortalità nei maschi per malattie dell'apparato digerente viene riferito, facendo riferimento ad altri studi internazionali, all'inquinamento ambientale ma considerato unitamente a quello derivante da traffico e stress.
Per quanto riguarda i dati delle donne (diabete mellito e tiroide) le conclusioni citano studi che ipotizzano collegamenti con le emissioni di cementifici e discariche (composti organici clorurati, diossine, polveri di cemento).

Conclusioni
La lettura attenta delle conclusioni dello studio fa comunque riflettere e le stesse non appaiono tranquillizanti come si è tentato di comunicarein via informale. Frasi come "l'incremento statisticamente significativo di mortalità per malattie dell'apparato respiratorio nei maschi, osservato a Guidonia, non è presente negli altri comuni" oppure "in particolare il cluster di casi di morte da disturbi della ghiandola tiroidea tra le donne di Guidonia solleva la questione di una associazione con esposizione a diossine ed il sospetto è confermato dall'osservazione di una maggiore mortalità per diabete mellito e malattie dell'apparato urinario" sono chiare ed inequivocabili.
Come è inequivocabile il ragionamento espresso nelle conclusioni e nelle dichiarazioni dei ricercatori universitari che occorrano ulteriori, approfondite indagini.

Ulteriori indagini
Sarebbe interessante sapere, a questo punto che fine abbia fatto, l'indagine epidemiologico-ambientale gratuita messa a disposizione anche per Guidonia nel 2008 dalla Regione Lazio con incarico al Dipartimento di Epidemiologia della Asl Rm E diretto dal professor Forastiere. E sarebbe interessante sapere se ci sarà un seguito alle affermazioni del Sindaco Rubeis che nel corso delle conclusioni ha dichiarato "sarà fatto tutto il possibile per disporre di ulteriori approfondimenti". Importante anche l'affermazione di alcuni medici di base che, attraverso la dottoressa Giovanna Rizzitiello hanno pubblicamente offerto la disponibilità ad istituire un sistema di monitoraggio continuo basato sulle patologie presenti attualmente sul territorio.
Un'ultima considerazione spetta al cronista il quale sulla metodologia utilizzata avendo come riferimento il Rischio standardizzato di mortalità della provincia di Roma rileva che, essendo l'indice composto per oltre due terzi da rilievi su una casistica sottoposta ad elevato inquinamento di aria, potrebbe essere un termine di paragone poco probante.
Gianni Innocenti

Fonte: quindicinale gratuito XL del 1 luglio 2010 - pag. 7


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