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 Alter_News abruzzesi

 .:Inviato Lunedì, 03 agosto 2009 @ 02:30:53 da gjo
Opinioni


Siamo stati in Abruzzo, come iniziativa del Rock4All per portare aiuto in quelle zone. Degli amici del posto ci avevan detto che li i contatti col mondo esterno erano molto complicati, in quanto le linee di comunicazione erano perlopiù saltate. Da li ci è venuta l’idea di portare a questi nostri amici di Castelnuovo, che ora vivono in una tendopoli, un computer con connessione ad inernet. In più abbiam deciso di dar loro i ricavati della serata “Rock4Abruzzo” che avevamo organizzato a Roma, serata durante la quale le giovani band del Rock4All hanno suonato per raccogliere fondi in aiuto di questi paesi.

[ continua... ]Così il 26 luglio siamo arrivati a Castelnuovo, presso il ristorantino lungo l’autostrada di uno di questi nostri amici. Prima aveva un ristorante nel paese, ora è crollato. Abbiamo portato i nostri strumenti musicali, con l’obiettivo di rasserenare un po’ la serata e gli animi. Durante la cena, parlando coi nostri amici di Castelnuovo, siamo venuti a conoscenza di moltissime informazioni sconvolgenti, che non ci aspettavamo di sentire, nonostante il quadro della situazione in Abruzzo ci sembrasse già drammatico… Abbiamo scoperto che i lavori di ricostruzione procedono a un ritmo quasi normale solo all’Aquila, mentre nel loro paese tutto è rimasto come quella dopo quella fatidica notte del 6 aprile 2009. Inoltre, per le poche persone la cui casa non è crollata, ma è pericolante, il costo della demolizione è a carico dell’abitante. Un’azione decisamente solidale da parte dello stato, no? Ma questo è solo l’inizio. I nostri amici, essendo conoscenti stretti di sismologi di mestiere, sono venuti a sapere che in realtà il terremoto di quella notte non era di 6° grado, ma di 7°. Verrebbe da chiedersi perché lo stato attraverso l’informazione pubblica abbia mentito su questo fatto, vero? Beh, semplicemente perché per eventi sismici di intensità superiore al 6° grado di scala Richter, è lo stato a dover farsi carico di tutte le spese per il paese colpito. Questi nostri amici (e non parliamo di poche persone, ma di molti abitanti di Castelnuovo, che hanno vissuto, purtroppo, come protagonisti, questi eventi), ci han detto anche che quel terremoto, contrariamente a quanto si sente dire, era perfettamente previsto, già si sapeva che ci sarebbe stato. Molti soccorsi dalle regioni vicine sono arrivate sul posto dell’evento appena dopo mezz’ora, cosa impossibile anche con strade perfettamente sgombre, percorse a massima velocità. Inoltre c’erano già 8000 sacchi da morto pronti. Alle nostre orecchie questi eventi sono suonati un po’ strani, facendoci pensare che forse così improvviso questo terremoto non è stato… Queste stesse persone con cui abbiamo parlato, quella sera ricevettero un sms da un sismologo loro amico, che è stato distrutto dai media come allarmista. Nel messaggio diceva ai nostri amici di stare all’erta, che la scossa grande era vicinissima. Così, alla prima scossa di quella sera (verso ora di cena, prima della grande scossa ce ne furono altre due di intensità affatto trascurabile), decisero di rimanere fuori casa e di restarci, e così si sono salvati. Grazie al consiglio di un “allarmista”. Ma forse lo stato che la gente abbia una morte inaspettata e inevitabile, che una consapevolezza allarmata…
Ora pare che i nostri amici di Castelnuovo, sempre per disposizioni dello Stato, il 20 settembre dovranno abbandonare la tendopoli. Perché? Per motivi di sicurezza, dicono. Ma non pensate che il fatto che abbandonino la tendopoli voglia dire che hanno degli alloggi pronti… tutt’altro. Molti saranno stipati in alberghi, molti saranno mandati via dal loro paese, da tutto quello che hanno sempre avuto, impiantandoli in altri centri molto più lontani... E nel loro paese, ancora non si fa niente di costruttivo. Pensate che per i lavori di ricostruzione all’Aquila, a quanto ci dicono questi nostri amici, gli appalti per i lavori di ricostruzione sono stati dati tutti a società del nord Italia. Neanche uno, neanche uno ad una società abruzzese. Neanche un posto di lavoro come ricostruttore affidato a un ingegnere, un architetto, o semplicemente un muratore abruzzese. Non gli hanno neanche dato l’opportunità di potersi ricostruire ciò che loro NON vogliono che ricostruiscano…I nostri amici, con l’aiuto di altri loro conoscenti hanno fatto un blog su internet, www.ricostruiamocastelnuovo.it , ma molti contenuti di questo sito sono stati oscurati… evidentemente a qualcuno non piaceva che certe verità venissero allo scoperto…Ma sul loro blog è rimasta una scritta, proprio nell’homepage, che è come un urlo verso chi vuole loro tappare la bocca: “IL TERREMOTO HA DISTRUTTO LE NOSTRE CASE MA NON LA NOSTRA VOGLIA DI VIVERE, LA NOSTRA OSPITALITA', LA NOSTRA SOLIDARIETA' E LA NOSTRA ACCOGLIENZA.”
Magari qualcuno potrebbe pensare che le persone che ci han dato queste informazioni siano solo dei sovversivi che vogliono seminare zizzania. Ma credete sia più sensato ascoltare i protagonisti di un evento, o giudicare da quello che si vede in televisione?
Quella sera che siamo stati con loro poi abbiam mangiato e bevuto, abbiam suonato tutta la notte, promettendoci l’un l’altro che non saremmo rimasti con le mani in mano, che l’informazione deve correre libera come un cavallo in un campo, che non resteremo inermi a subire tutto quello con cui lo Stato ci uccide giornalmente, perché siamo coscienti che lo Stato non è composto da quei quattro signori in una poltrona, ma da NOI. E questo è la più grande consapevolezza che tutti gli italiani dovrebbero acquisire.

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"Alter_News abruzzesi" | Login/Crea Account | 2 commenti
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Re: Alter_News abruzzesi (Voto: 0)
di Anonymous il Lunedì, 03 agosto 2009 @ 08:48:13
Ciao, un buon resoconto, grazie. In abruzzo ci sono stati in molti a dare una mano e in molti hanno raccontato di quello che succede li, anche i maniera negativa.
Sarebbe interessante sapere dalla viva voce dei residenti come stanno le cose. Ho visto il blog ed è un sito di una associazione del luogo, senza alcuna possibilità di interazione e di intervento e quindi non ha una valenza di voce dei cittadini.
Magari con il pc e la connessione la gente vera e non controllata potrà creare dei propri spazi e dire la propria, anche se credo che gli strumenti di collegamento ci siano, in relazione alla tecnologia del mobile (cellulare).
Oppure sembra che  quello che si dice da parte di chi passa in alcune località di Abruzzo sia tutta una maldicenza ed allora è un altro discorso.
p.


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