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 L’hanno torturato col cacciavite

 .:Inviato Sabato, 26 gennaio 2002 @ 13:10:43 da titiro
Rassegna Stampa Tivoli: il barbone ferito, visitato dal sindaco, è fuori pericolo. Caccia al branco. Gli investigatori sulle tracce dei balordi che hanno infierito contro Ciro Mazzella che dormiva sotto i portici. In un napoletano strettissimo e quasi incomprensibile ha chiesto che fine avessero fatto i suoi vestiti e le sue povere cose. Ciro Mazzella, l'anziano barbone di Tivoli massacrato da venti coltellate all'alba dell'altro ieri mentre dormiva sotto i portici di piazza Garibaldi, è fuori pericolo di vita. Ma la sua vita non è stata sempre questa. Da quando dieci anni fa, la moglie lo ha abbandonato, poi lasciandolo vedovo, l’ex bigliettaio di tram ha vista la sua vita sbriciolarsi. Non ha figli. E da solo non ha saputo organizzarsi una vecchiaia al caldo e pulita, e è finito nella strada. Ieri, dopo una nottata passata nel reparto di rianimazione, ieri mattina è stato trasportato in chirurgia: «è debilitato» spiegano i medici che poche ore dopo l'aggressione hanno dovuto asportagli la milza lesa dalle coltellate sferrate senza pietà da un commando ancora ignoto, «ma ce la farà». Ieri il sindaco di Tivoli è riuscito a strappare una promessa a Ciro: quella che quando verrà dimesso accetterà l'aiuto dei servizi sociali del Comune e della Caritas. Li aveva sempre rifiutati. «Non puoi rimanere per strada» gli ha sussurrato Marco Vincenzi, arrivato in ospedale con l'assessore Giuseppe Tripodi ed il consigliere Jacopo Tognazzi: «E’pericoloso: dimmi che cercherai di venirci incontro». L'anziano ha fatto un cenno di assenso. Massacrato di botte e torturato con un cacciavite o un taglierino. E restano senza un nome ed un volto i componenti del branco chi si è scagliato contro quel fantasma tranquillo ed innocuo che dormiva da oltre sette mesi coperto di stracci davanti la Banca di Roma, a pochi metri dall'entrata di Villa d'Este. L'ipotesi è di un avvertimento politico, forse un gruppo di naziskin, che sarebbe supportata da dei riscontri ancora in atto e da quella che i carabinieri definiscono «una precisa coincidenza». Alcune persone sarebbero state individuate, ma il mosaico di testimonianze e fatti è ancora in via di composizione Intanto è stata ricostruita la dinamica della vicenda: l'uomo è stato accoltellato nel sonno sotto i portici. Ferito, è riuscito ad alzarsi ed a camminare per pochi metri, poi si è accasciato contro un muro della vicinissima piazza Trento, dove i suoi gemiti sono stati sentiti da una donna che ha dato l'allarme. I militari hanno rintracciato gli unici familiari di Ciro Mazzella. Sono due anziane sorelle, che vivono ancora a Porto d'Ischia. (da Il Messaggero del 26/01/02)

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