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 Kenya, le cause viste da vicino. La posizione Umanista

 .:Inviato Martedì, 29 gennaio 2008 @ 12:17:10 da webmaster
Umanesimo Posizione Umanista rispetto al Kenya
Questa lettera, redatta da diversi esponenti del Movimento Umanista sparsi nel mondo che operano in Kenya da moltissimi anni, vuole essere una denuncia delle reponsabilità delle vecchie nazioni colonialiste e un omaggio alle migliaia di africani che da decenni tentano di affrancarsi da un passato che continua a schiacciarli
Il momento di disordine sociale in Kenya, è estremamente preoccupante per gli umanisti in Africa e in tutto il mondo. Una situazione che, in realtà, da quando questa regione ha ottenuto l’indipendenza, è stata sempre in fermento , e che, adesso, sta soltanto seguendo il suo iter. Ci troviamo di fronte ad una condizione in cui, il popolo Keniano, è stato manipolato dal falso gioco dello scontro tribale. Gli amici dei Kikuyu, presumibilmente da una parte, e gli amici dei Luo, presumibilmente dall’altra parte….

Ma gli Umanisti vedono questa situazione per quella che è veramente : un gioco di due uomini che lottano per il proprio potere personale. Due uomini che non si fermano davanti a nulla per raggiungere la cima, da dove hanno accesso a tutti i contratti che sono stati firmati, da dove possono controllare a chi vanno gli aiuti e da dove possono prendere la percentuale maggiore per le proprie tasche.
Questa situazione è una disgustante eredità della colonizzazione, dove i favori venivano elargiti a varie persone importanti, con lo scopo di controllare tutto. Le divisioni tra le tribù sono state rafforzate e intensificate. Le tribù vengono classificate usando parole come: ladro,egoista,corrotto,vanitoso,bastardo, etc.

Invece di provare a portare armonia tra le persone, decenni di post dominazione coloniale, hanno cercato di rafforzare maggiormente queste divisioni. I politici sapevano bene che il modo più semplice per accedere al potere era “ dividi ed impera”.

Oggi il problema del Kenya non è “ tribù contro tribù”. La grande maggioranza delle popolazione vive in condizioni miserabili ed una piccola minoranza vive come i re nelle loro ricche periferie.

Gli umanisti in tutto il mondo denunciano la politica tribale che è stata giocata in Kenya e vogliono mettere sotto i riflettori i veri responsabili.

Noi denunciamo le vecchie potenze coloniali creatrici di questo sistema, che può essere manipolato facilmente, in cui i veri problemi da affrontare per vivere una vita dignitosa, quali la povertà, la sanità e l'istruzione, possono essere messi da parte. In questo tipo di sistema, “neo-colonialista” riescono a prosperare; un sistema dove i Keniani hanno accesso alla potenza politica, ma dove le banche e tutte le risorse del paese (quindi il potere economico) sono controllati da interessi esterni. È ben noto che l'Africa ha pagato il suo debito molte volte . Perchè allora lo sta ancora pagando?

Il fatto che le vecchie potenze coloniali e gli Stati Uniti d'America (attualmente tutti i membri del ricco occidente e membri di organizzazioni quali l'Unione europea e il G8) guardano e non fanno nulla, mentre il Kenya brucia, dimostra la loro complicità nelle vicende in corso.

In questa situazione si riconosce una più ampia strategia di genocidio, o meglio, Africacidio. Questa è la strategia implicita del G8, dell'Unione europea e, sempre più, della Cina; una strategia che reca la morte di milioni di esseri umani, ogni anno, per malaria e AIDS, quando invece potrebbero essere perfettamente evitabili; una strategia di incitamento alle guerre civili, al fine di controllare le risorse petrolifere e minerarie e di vendere armi; una strategia che fa uso della fonte inesauribile di manodopera a basso costo, in fuga da difficoltà economiche ( una forza lavorativa che è, per l’ennesima volta, terribilmente discriminata e costretta a lavorare in condizioni pietose, senza diritti e protezione).

Noi denunciamo anche Mwai Kibaki e Raila Odinga (due uomini che potrebbero fare molto per portare un cambiamento in Kenya) perché si stanno permettendo di manipolare questa situazione , perché permettono ai loro sostenitori di andare per le strade armati, perché consentono alla polizia di lottare con lacrimogeni e pallottole, perché non ricorrono alla non violenza per risolvere il conflitto. Loro sanno ciò che stanno facendo, e lo stanno facendo con le intenzioni peggiori … per il loro guadagno personale.

Rendiamo omaggio agli Africani che stanno provando, e hanno provato, a risolvere questa situazione. Rendiamo omaggio a Julius Nyerere, l’anziano presidente della Tanzania,che, dal vicino confine con il Kenia, ha portato il suo aiuto, a nome di una nazione che considera gli esseri umani più importanti delle tribù da dove loro vengono. Noi ringraziamo John Kufour e Kofi Annan, due Ghaniani, che stanno nutrendo un profondo interesse nella ricerca di una soluzione non violenta a questa situazione e ringraziamo anche Graca Machel, del Sud Africa, e Benjamin Mkapa, della Tanzania, per il loro contributo.

Rendiamo omaggio anche a Nelson Mandela,che ha condotto il suo governo alla verità e alla riconciliazione; un processo che, ci auguriamo, possa essere di esempio in Kenya nei tempi a venire.

Gli Umanisti di tutto il mondo, in tutti i 5 continenti, stanno guardando la situazione con grande preoccupazione e sono disposti a sostenerla, in qualunque modo possibile.

Stiamo chiedendo a tutti i kenioti di formare comitati locali di base di non violenza, prendendo la via della non violenza indicata dal Mahatma Gandhi, Martin Luther King e Silo.

Chiediamo a tutti gli africani umanisti di aderire alla lotta per la fine del neo-colonialismo e richiediamo l’estinzione del debito pubblico fraudolento ed illegale del Terzo mondo.

Chiediamo a tutti i governi africani di rompere il silenzio per non rimanere parte di questo neo-colonialismo, di dimostrare la propria solidarietà al popolo keniano, di rifiutare qualsiasi richiesta, che potrebbe giungere, di mandare truppe a sostegno delle parti. Richiediamo che le interferenze negli affari Africani finiscano, in maniera tale che il paese possa trovare i mezzi per risolvere i suoi problemi!

Chiediamo ai governi occidentali di interrompere le loro interferenze in Africa, che rispondono esclusivamente ai propri egoistici interessi per il petrolio e per le risorse minerarie

Infine chiediamo uno sforzo di mediazione, per far si che tutto ciò possa accadere e, ad entrambe le parti, di rispettare pienamente questo processo. Se, per ottenere ciò, si necessità di nuove elezioni, noi siamo pronti ad aiutare, nella maniera in cui, la comunità internazionale, possono ritenere utile.



Firmato a nome dell’Internazionale Umanista

Giorgio Schultze,

Portavove per il nuovo Umanesimo in Europa

Tomas Hirsch,

Portavove per il nuovo Umanesimo in America Latina

Chris Wells,

Portavove per il nuovo Umanesimo in Nord America

Sudhir Gandotra

Portavove per il nuovo Umanesimo in Asia-Pacific

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