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 Ricorso al Tar: comunicato Legambiente Lazio

 .:Inviato Martedì, 18 dicembre 2007 @ 20:25:28 da comitato
Ambiente Legambiente Lazio, associazioni e comitati ricorrono al TAR contro l’impianto per il trattamento dei rifiuti urbani all’Inviolata: protrarrebbe ancora nel tempo l’utilizzo della discarica, che va chiusa.

Legambiente Lazio, il circolo Legambiente di Guidonia, l’Associazione “Amici dell’Inviolata”, l’Associazione culturale “Insieme fra la Gente”, il “Comitato Cittadino di Marco Simone” hanno presentato il ricorso al Tribunale Amministrativo del Lazio per ottenere la pronuncia di nullità, ovvero di annullamento, del decreto n. 93 del 16 ottobre 2007 a firma del Commissario Delegato per l’Emergenza Ambientale nel Territorio della Regione Lazio - Soggetto Attuatore con il quale è stato approvato il progetto presentato dal Consorzio Laziale Rifiuti –CO.LA.RI. riguardante la realizzazione di un impianto integrato per il trattamento di rifiuti urbani non pericolosi da localizzarsi nel Comune di Guidonia Montecelio, loc. Inviolata (RM).“Da decenni i cittadini sulla chiusura della discarica dell’Inviolata vengono presi in giro, con continui allargamenti degli invasi, addirittura tagliando il perimetro del parco per far posto ai rifiuti, E’ ora di dire basta, di chiudere davvero la discarica, per questo abbiamo deciso di ricorrere al TAR del Lazio: la via dei tribunali non si deve sostituire a quella della buona politica, ma in questo caso abbiamo deciso di presentare un ricorso del genere, per porre con forza questo tema, perché l’impianto di trattamento dei rifiuti protrarrebbe ancora nel tempo il problema della discarica –dichiara Lorenzo Parlati, presidente di Legambiente Lazio-. La via da seguire è chiaro che è un’altra, quella della raccolta differenziata domiciliare, eliminando i cassonetti dalle strade e raccogliendo anche l’organico, riducendo così davvero il residuo a numeri ben più piccoli di quelli in discussione. Certamente va anche restituita la responsabilità alle Amministrazioni locali che devono pianificare individuando anche i siti idonei per impianti e discariche.”

La discarica dell’Inviolata, sita in località “Quarto dell’Inviolatella”, è nata fuorilegge, poi divenuta temporanea ed estesa più e volte in un territorio che negli anni ha visto crescere la popolazione con decine e decine di migliaia di persone che oggi vi abitano immediatamente vicino. Già nel 1986 fu affidata dall’amministrazione comunale la concessione per disinquinare e bonificare il sito, poi in seguito fu ancora l’amministrazione comunale a rilasciare la prima autorizzazione temporanea a gestire l’invaso. Le autorizzazioni vennero prorogate per un decennio dalla Regione Lazio (con ordinanze temporanee, dettate da ragioni di necessità e urgenza) con l’apertura nel tempo di altri tre invasi per i rifiuti di ben 150 Comuni. Nel 1996, la Regione Lazio ha istituito il Parco archeologico naturale dell’Inviolata di Guidonia, contenente anche l’area della discarica, con il divieto assoluto di aprire nuovi invasi. Nel 1997, la Regione Lazio ha rilasciato l’autorizzazione a colmare i 4 invasi precedenti, con una netta riduzione del numero di Comuni che conferiscono rifiuti all’Inviolata a 50 circa. Nel 2005, la capacità residua degli invasi risultava essere esaurita, ma la Regione Lazio ha autorizzato la proroga dell’attività della discarica fino ad oggi, causando la continuazione delle problematiche di nocività per i cittadini.

Il progetto e la relativa autorizzazione prevedono un impianto su una superficie di 30 ettari, che possa trattare 190.000 tonnellate annue di rifiuti (a pag. 46 della Relazione tecnica si indicano 600 T giornaliere), con la produzione di almeno 46.000 tonnellate annue di Combustibile Derivato dai Rifiuti (CDR), oltre ad una quota approssimativa di 4.000 tonnellate annue di materiali ferrosi recuperabili ed un “residuo”, quindi, di ben 140.000 tonnellate, tra Frazione Organica stabilizzata (FOS), attualmente ancora destinata alla discarica e residuo vero e proprio. Un impianto realizzato, quindi, a ridosso della discarica, cioè “a bocca discarica in esercizio” (così si legge a pag. 90 dello Studio di Impatto Ambientale depositato), dentro la quale riversare, per i prossimi 30 anni (come ivi previsto), il 75% circa dei rifiuti trattati.

Quella della discarica dell’Inviolata è una storia assurda: sin dall’inizio degli anni novanta il Ministero per i Beni Culturali e Ambientali espresse parere negativo alla localizzazione della discarica, mentre nel 1996 istituendo il Parco la Legge Regionale affermava l’incompatibilità della discarica e ne disponeva la rapida chiusura con bonifica del territorio interessato. In particolare, all’art. 13 si legge: “…..la discarica regionale denominata dell’Inviolata può rimanere in esercizio fino all’esaurimento degli invasi e dei relativi volumi già autorizzati”. Nel 1998 la Soprintendenza Archeologica del Lazio scriveva “….nel contempo si teme che vada ad inficiare la legge istitutiva del Parco archeologico naturalistico dell’Inviolata.” e nel 1999 che “ allungare i tempi di utilizzo dell’impianto di discarica comporta un indubbio danno ulteriore al Parco archeologico ed all’ambiente circostante”. Se ciò non bastasse, con due righe nella legge finanziaria del 2005, fu sostituita l’originaria cartografia del Parco tirando fuori dal Parco, la discarica e lo spazio necessario per l’impianto tagliandone, con una maldestra operazione, il perimetro. Incurante di tutto ciò il Commissario Delegato per l’Emergenza Ambientale nel Territorio della Regione Lazio, ha approvato il progetto presentato dal Consorzio Laziale Rifiuti – CO.LA.RI. riguardante la realizzazione di un impianto integrato per il trattamento di rifiuti urbani non pericolosi da localizzarsi proprio in località Inviolata nel Comune di Guidonia.

“Abbiamo deciso di impugnare il decreto perché di fatto approva un progetto che apre nuove discariche e crea un impianto su trenta ettari nella località dell’Inviolata, un’area protetta di grande valore per i cittadini di questo comprensorio – dichiara Stefano Roggi, Presidente del Circolo Legambiente Guidonia. “Inoltre, l’investimento per un impianto di tale portata è in aperto conflitto con i propositi di avviare progetti di raccolta differenziata spinta ed il recupero dei materiali in quanto l’impianto si alimenta grazie a grandi quantità di rifiuti indifferenziati. Con questa logica si continuerà a ricorrere in eterno alla combustione e all’interramento di grandi quantità di rifiuti, si continuerà a perseguire una strada in controtendenza rispetto allo sviluppo sostenibile. Questa nostra città subisce già tanti impatti ambientali, causati dal traffico pesante, dagli impianti industriali come il cementificio e le cave: è ora di chiudere il circolo vizioso delle discariche e di avviare seriamente la raccolta differenziata porta-a-porta”.

Roma, 18 Dicembre 2007
L’Ufficio Stampa

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