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 Narco Furto Come difendersi

 .:Inviato Martedì, 11 dicembre 2007 @ 20:59:49 da Anonymous
Opinioni Anonymous scrive "



A seguito delle visite avvenute a Marco Simone da parte di ospiti indesiderati per furti, il presidente del Comitato Marco Simone e Setteville Nord Leo Fernando segnala questo articolo, che pubblichiamo



l’oggetto misterioso
non è un telequiz dove chi indovina vince denari o un viaggio in località esotiche.
L’oggetto misterioso visibile nella foto è semplicemente una bomboletta contenente aria compressa per uso subacqueo, con incorporato un erogatore/riduttore di pressione. Alta una ventina di centimetri e pesante pochi etti, trova uso a bordo di piccole imbarcazioni da diporto per effettuare brevissime immersioni di emergenza motivate dalla necessità, per esempio, di liberare l’ancora incagliata sul fondo.
Purtroppo, viene impiegata anche dai malviventi, dopo averla caricata con protossido d'azoto, per narcotizzare profondamente le loro incaute vittime.
Dopo aver introdotto attraverso la finestra una piccola quantità di anestetico liquido tramite un vaporizzatore che lo diffonde nell’aria sotto forma di una impalpabile nebbiolina e, in virtù dell’estrema volatilità che questi farmaci hanno, aver così provocato una prima leggera anestesia nella vittima, il malvivente si introduce nell’appartamento forzando, se necessario, eventuali grate alla finestra.
Una volta all’interno, completerà l’opera di narcotizzazione facendo inalare il contenuto della bomboletta alla vittima.
È pur vero che questo attrezzo per l’immersione sportiva non eroga l’aria compressa al suo interno finché il subacqueo non aspira dal boccaglio ma, come ogni sommozzatore ben sa, al centro del riduttore di pressione vi è un pulsante premendo il quale il gas fluisce spontaneamente.
La funzione di questo dispositivo è quella di facilitare la respirazione qualora uno sforzo prolungato provochi uno stato di affanno. È proprio in questo modo che i malviventi fanno inalare alla loro vittima il narcotico, senza che questa debba aspirarlo volontariamente.
Alta non più di venti centimetri, e quindi facilmente occultabile all’interno di una borsa o nella tasca di un grosso giaccone, viene caricata da una bombola contenente protossido d'azoto, per travaso diretto a mezzo di un semplice raccordo costruito artigianalmente. L'apposito pulsante, visibile sopra al riduttore di pressione, consente di erogare il gas al momento voluto. È pur vero che questo gas e, più in generale i farmaci anestetici, sono posti in vendita solo dietro presentazione di speciali certificazioni o autorizzazioni che ne giustifichino l’acquisto, quali ad esempio la richiesta da parte di un centro ospedaliero, ma sappiamo anche che tali restrizioni rappresentano un ostacolo, o meglio, una complicazione burocratica, solo per chi ne deve fare un acquisto autorizzato, mentre coloro che volessero procurarseli per fini illegali, troverebbero certamente le strade per raggiungere il loro scopo, inclusa la falsificazione delle certificazioni necessarie.
Nonostante il protossido di azoto sia sottoposto, generalmente, alle restrizioni di vendita appena dette, facendo ricerche sull'argomento ho scoperto che le fabbriche di gelati industriali, per confezionare la panna e altri derivati del latte in atmosfera controllata, fanno uso di questo gas. Lo stesso avviene per il confezionamento di alcuni generi alimentari dove non è opportuno il "sotto vuoto".
Un apposito Decreto Ministeriale, legifera sull'uso di questi gas "additivi". Si tratta del D.M. 27 febbraio 1996, concernente la disciplina per la conservazione delle sostanze alimentari, in attuazione delle direttive n° 94/34/CE, 94/35/CE e 95/31/CE e successivi aggiornamenti.
L'uso dell' N2O, classificato con la sigla E-942, e di altri gas, risponde alla necessità della soppressione della proliferazione dei microrganismi aerobi, in particolare dei lactobacilli, dello pseudomonas e della salmonella. Anche il temibile clostridium botulinum, anaerobio, viene inibito da questo gas che permette di evitare l'aggiunta di batteriosatici o antibiotici.
Quindi, per tale uso, il protossido d'azoto non è soggetto a particolari restrizioni di vendita.
Ma c'è dell'altro: il protossido di azoto viene usato anche nelle elaborazioni estreme di automobili per aumentarne la potenza. Per bruciare più combustibile, e quindi incrementare il rendimento del motore è infatti necessario avere a disposizione una quantità maggiore di ossigeno. La molecola dell' N2O è composta da due parti di azoto e una parte di ossigeno ( 36,3% in peso). Se consideriamo che nell’aria l'ossigeno è presente solo al 23.6%, in peso, si capiscono immediatamente i vantaggi, in termini di potenza, che l'uso del protossido d'azoto comporta. Infatti, nel momento in cui questo gas viene scaldato a 300°, la sua molecola si scinde rilasciando l’ossigeno. Pertanto, non è il gas che permette di incrementare la potenza, bensì la possibilità di bruciare carburante extra nel momento in cui l' N2O diviene un ottimo comburente.
Ecco trovata un'altra fonte dove procurarsi facilmente il protossido di azoto.
A questo punto resta da vedere se e come sia possibile difendersi dalla rapina "all’anestetico".
L’allarme contro le fughe di gas, usato per difendersi dal furto con l’anestetico
Un eventuale sistema di allarme antifurto, del tipo che è possibile inserire anche stando in casa, costituisce, quantomeno, una difesa estrema, poiché entrerà in funzione dopo che il gas narcotizzante ha fatto effetto, quando il rapinatore accederà all’interno, a meno che non siano stati installati degli appositi sensori di presenza all’esterno della finestra o del balcone. Questi sensori sono comunque piuttosto costosi e non del tutto immuni da falsi allarmi. Al limite, una soluzione assai economica potrebbe essere quella di installare sul balcone un sensore ad infrarossi passivi del tipo che, alla presenza di una persona, attiva l’accensione di un faretto.
Questo sensore, del costo di una cinquantina di euro e di semplicissima installazione, essendo dotato di una cellula sensibile alla luce, rimane inattivo durante il giorno e, qualora dovesse accendere la lampada, la spegne dopo un certo lasso di tempo regolabile. Nell’eventualità che un estraneo dovesse salire nel vostro balcone, verrà accolto dall’accensione del faretto, e ciò non potrà che fargli nascere il sospetto di essere stato visto da qualcuno all’interno, inducendolo a fuggire. Attenzione! non sto certo consigliandovi di affidare la vostra sicurezza a questo semplice dispositivo, però, in considerazione della sua praticità ed economicità, può costituire una prima difesa da non sottovalutare.
Ma insomma, vi starete chiedendo, non esiste niente di davvero valido e sicuro in grado di difenderci dal rischio di essere prima narcotizzati e poi rapinati?
Tempo addietro, rimuginando su questo problema, ho avuto un’idea che ritengo una novità assoluta: si tratta dell’uso non convenzionale di un sensore impiegato in campo ospedaliero. Facciamo una breve premessa: i gas usati in anestesia, anche quelli diffusi con il vaporizzatore di cui abbiamo parlato prima, sono altamente volatili, infiammabili ed esplosivi, tanto è vero che, quando nelle operazioni chirurgiche si deve usare il bisturi elettrico, si induce la narcosi nel paziente iniettando in vena dei barbiturici, come ad esempio Il Pentotal sodico, nonostante le complicazioni cliniche che tali farmaci comportano, in sostituzione dei già citati gas.
Ebbene; da prove personalmente eseguite, avevo notato che i comuni rivelatori di fughe di gas per uso domestico sono in grado di entrare in allarme anche in presenza dei gas anestetici. Purtroppo però, bisogna ammettere che la sensibilità di questi dispositivi non è abbastanza elevata, quindi ho pensato di progettarne uno dedicato specificamente allo scopo.
Sono partito da un sensore prodotto da un'azienda statunitense, usato nelle strumentazioni di camera operatoria per misurare le percentuali degli anestetici fatti inalare al paziente. A questo dispositivo ho fatto seguire un microprocessore programmato opportunamente in modo da ottenere una sensibilità elevatissima pur con una immunità totale ai falsi allarmi. Ad ogni accensione del dispositivo, infatti, una apposita routine del processore adatta i parametri del circuito alle condizioni ambientali di temperatura e di qualità dell'aria ottenendo così una eccellente stabilità.
Ho previsto anche una alimentazione a batteria, oltre che con la rete luce, in modo da renderlo portatile ed usabile anche a bordo di barche, camper o roulottes.
La sensibilità che ho potuto ottenere è tale che, bagnando la punta di un dito con due gocce di anestetico e soffiando sul sensore da un metro di distanza, l'allarme scatta dopo meno di due secondi, in pratica quando la concentrazione dell’anestetico è ben lontana dal produrre il minimo effetto narcotico.
Le dimensioni del dispositivo, non più grande di due pacchetti di sigarette, lo rendono facilmente trasportabile, per cui è possibile portarselo dietro durante le ferie estive, nella casa al mare o in montagna, in modo tale da poter dormire sonni tranquilli non guastati da amari risvegli. Le dimensioni ed il peso del marchingegno, infatti, sono tali da trovare posto anche nel bagaglio più spartano.
Non è difficile immaginare la reazione del malintenzionato quando, mentre sta rilasciando il gas verso l’interno della stanza, viene sorpreso dal suono della microsirena incorporata.

Fonte: Claudio Ballicu
Bibliografia:
Ezio Vincenti, Vademecum di anestesia e analgesia epidurale, San Marco Editrice, Padova, 1991
Carmine Lauriello, Anestesia, Accademia europea degli studi a distanza, 1991.
Gunter Grass, Anestesia locale, traduz. di Bruna Bianchi, Einaudi, Torino1971..






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"Narco Furto Come difendersi" | Login/Crea Account | 2 commenti
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Re: Narco Furto Come difendersi (Voto: 0)
di Anonymous il Lunedì, 17 dicembre 2007 @ 13:08:56
dovresti cercare un produttore ed un distributore... bella idea kmq.


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