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 Il combustibile da rifiuto

 .:Inviato Martedì, 06 novembre 2007 @ 09:26:39 da comitato
C.R.A. Guidonia Che cos'è il Combustibile derivante dal trattameno dei rifiuti, detto CDR?
Per avere un'idea di cosa sia, un breve testo allegato al Libro Bianco sulla situazione ambientale a Guidonia

Il combustibile derivato dai rifiuti (CDR) è utilizzato, dopo il trattamento operato all’interno di un impianto, quale materiale adatto ad alimentare forni (ad es. quelli di un cementificio) o termovalorizzatori/inceneritori.
L’alto valore comburente del CDR deriva dalla sua composizione, che privilegia gli scarti di plastica, carta, cartone, legno. L’impianto entro cui avviene la produzione del CDR è detto di “Trattamento Meccanico Biologico” (TMB) e vi si svolgono anche altre operazioni, tra cui la separazione dei rifiuti (essenzialmente, la parte umida dalla parte secca), la loro trasformazione in “Frazione Organica Stabilizzata” (FOS) dopo l’essiccamento, in “ecoballe” di CDR, in rifiuto indifferenziato da discarica.
La FOS viene utilizzata per ricopertura di cave o discariche e non può essere utilizzata per l’agricoltura, per coltivare piante o fiori e nemmeno per terra da vasi. In genere la FOS finisce in discarica come materiale di ricopertura dei residui dell’impianto di trattamento.
Al contrario, il CDR diviene materiale ricercato, come già detto, quale combustibile, per l’alto valore calorifico, a causa soprattutto della presenza di plastiche. Ma, poiché per le leggi della fisica “nulla si distrugge, tutto si trasforma”, il CDR utilizzato nei forni finisce nell’atmosfera o come residuo (circa il 5% del totale bruciato) di combustione, tossico e pericoloso, da smaltire come rifiuto speciale presso discariche autorizzate.
Il 18 ottobre 2007, con la firma del Commissario straordinario per i rifiuti del Lazio, Piero Marrazzo (presidente della Giunta Regionale), è stato deliberato il nuovo Piano rifiuti ed individuato in Guidonia Montecelio il sito utile alla costruzione di un impianto per la produzione di CDR. Pochi mesi prima, la società Co.La.Ri. (di cui è maggiore azionista l’avvocato Manlio Cerroni, proprietario tra l’altro della discarica romana di Malagrotta, nonché – tramite la srl EcoItalia 87 – della discarica dell’Inviolata, nonché della srl IPI, che ha in appalto la raccolta e lo smaltimento dei rifiuti nel comune guidoniano) aveva presentato in Regione una proposta di realizzazione di una struttura per la produzione di CDR, da far sorgere “a bocca di discarica” all’Inviolata di Guidonia.
A tale proposta si è opportunamente opposto il CRA di Guidonia, con argomentate critiche (scientifiche, economiche ed anche legate alla sostenibilità ambientale del territorio). Inoltre, in un incontro pubblico svoltosi presso il palazzo regionale di viale Cristoforo Colombo a Roma, l’assessore all’Ambiente Filiberto Zaratti ed il delegato di Marrazzo per il Piano regionale rifiuti, Stefano La Porta, avevano assicurato ai rappresentanti dei cittadini di Guidonia che in quel comune non sarebbero stati ubicati impianti di sorta.
Ma evidentemente, il potere del Consorzio Laziale Rifiuti - la cui proposta ha ricevuto tra l’altro il plauso del sindaco di Guidonia Montecelio - ha travolto ogni ostacolo.
E’ utile poi riflettere su due questioni: gli impianti per il trattamento dei rifiuti (sia quelli che li bruciano che quelli che producono CDR e FOS) sono nocivi ed in perdita economica; il ciclo dei rifiuti non si chiude con gli inceneritori (come hanno affermato recentemente sia Marrazzo che il vicepresidente del Consiglio regionale Carlo Lucherini), ma solo con la riduzione della loro produzione, con il riciclo, il riuso, la raccolta differenziata “spinta”.
E’ ormai noto infatti che gli impianti, costosissimi anche per la manutenzione ed il sistema dei filtri, si mantengono a galla solo grazie agli incentivi statali (i famigerati CIP6 delle bollette Enel, tra l’altro). D’altra parte, se si vuole fare la raccolta differenziata, perché rinunciare a riciclare carta, plastica, legno per produrre invece CDR da mandare in fumo presso qualche cementificio o inceneritore?
A Guidonia, la Buzzi-Unicem si è già prenotata per accaparrarsi il CDR che Co.La.Ri. vorrebbe produrre all’Inviolata, sia chiedendo in Regione l’autorizzazione all’utilizzo come combustibile per i suoi forni, sia proponendo al Comune di asfaltare la via della Selciatella per far arrivare i propri camion all’Inviolata senza ostacoli e disinteressandosi dei reperti archeologici ivi presenti.
Va ribadito che l’impianto di trattamento meccanico biologico non piace perché non serve ed è oggi superato dai tempi. Non piace all’Inviolata, non piace a Guidonia, né in altri comuni. Che vantaggio trarrebbero infatti i cittadini del territorio da un “bilancio ambientale” di un ciclo rifiuti basato su un impianto di preselezione di 190.000 tonnellate/anno, utile solo a distruggere immondizia, che può invece essere “valorizzata”?.

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