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 In democrazia sono i cittadini che dettano le leggi

 .:Inviato Sabato, 20 ottobre 2007 @ 10:09:22 da romgroup
Software Libero


Giù le mani dai blog
In pieno Agosto 2007, mentre l'intero paese era in vacanza, il solerte Ricardo Franco Levi, Sottosegretario alla Presidenza del Consiglio, ha presentato un progetto di legge chiaramente concepito con il solo scopo di mettere la museruola a tutti coloro che intendono far sentire la voce della Società Civile attraverso il World Wide Web. La settimana scorsa, nel più assoluto silenzio, questo progetto di legge liberticida ha ottenuto l'approvazione del Consiglio dei Ministri, guidato da Romano Prodi. Ecco come ne ha dato la notizia Repubblica:

ROMA - Consiglio dei ministri del 12 ottobre: il governo approva e manda all'esame del Parlamento il testo che vuole cambiare le regole del gioco del mondo editoriale, per i giornali e anche per Internet. E' un disegno di legge complesso, 20 pagine, 35 articoli, che adesso comincia a seminare il panico in Rete. Chi ha un piccolo sito, perfino chi ha un blog personale vede all'orizzonte obblighi di registrazione, burocrazia, spese impreviste....

Per approfondimenti:
per saperne di piu' vai al sito del Partito Pirata
leggi cosa dice Beppe Grillo sull'argomento
e poi se sei convinto firma la Petizione per far annullare questo disegno di legge

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"In democrazia sono i cittadini che dettano le leggi" | Login/Crea Account | 3 commenti
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Re: In democrazia sono i cittadini che dettano le leggi (Voto: 0)
di Anonymous il Sabato, 20 ottobre 2007 @ 12:04:51
E'meglio parlare dell'isola dei famosi, che il governo ascolta


[ Rispondi ]


l'isola del mattone (Voto: 0)
di Anonymous il Domenica, 21 ottobre 2007 @ 08:00:56
Detto/Fatto.
Esportiamo cultura a vagoni di mattoni

Dietro le avventure dei naufraghi finti, il reality show nasconde la realtà: a pochi chilometri da Cayo Cochino, dove sono esiliati i «famosi» dello show di Magnolia-RaiDue, vive la maggior parte del popolo indigeno garifuna. Trecentocinquantamila persone, in 46 comunità sparse lungo la costa atlantica dell’Honduras.

«Non sono più 46 ma 45 – dice Alfredo Lopez, un rappresentante dell’Organizacion fraternal de los pueblos negros de Honduras [Ofraneh] – pochi giorni fa la comunità di Miami è praticamente scomparsa».
I 150 abitanti del villaggio sono stati accolti nelle comunità vicine, attorno a Cayo Cochino e alla Baia de Tela. Miami è, anzi era, una delle comunità al centro del progetto di «sviluppo» turistico di Baia de Tela, promosso dalla multinazionale edilizia italiana Astaldi.
La baia è a pochi chilometri dalla fascia costiera ricca di mangrovie e paesaggi affascinanti dove si sono accampate le troupe dell’Isola dei famosi.
Uno spot lungo mesi per lanciare il «turismo» italiano in Honduras e quindi creare la domanda che Astaldi, con il suo progetto di resort ad alto impatto ambientale, è pronta a soddisfare.
Non solo.
Già la realizzazione del reality show pesa sulle comunità garifuna: «Le zone dove vivono le troupe e dove si gira lo show sono presidiate dalla polizia e dall’esercito dell’Honduras – racconta Lopez – Non siamo liberi di spostarci sulla nostra terra, perché ci sono zone dove è stato proibito l’ingresso. Inoltre, i movimenti delle barche e le attrezzature televisive spaventano la fauna delle lagune, come le tartarughe marine. E poi – continua – è terribile vedere un tale spreco di denaro in una regione depressa come la nostra».
Lopez ha tenuto oggi una conferenza stampa al senato, assieme a Luca Martinelli, di Mani Tese, che assieme ad altre associazioni promuove la campagna «L’isola e il mattone»
I lavori nella Baia de Tela procedono un po’ più lentamente di quanto l’impresa e il governo vorrebbero. Le proteste dei garifuna e l’attenzione che la vicenda sta ottenendo dalla stampa, anche internazionale, hanno rallentato le ruspe. E intanto, la storia del resort «Los micos» sta per diventare un documentario. Le organizzazioni che sostengono la campagna hanno girato un video, «I pirati della baia». Se ne può prenotare una copia su www . produzionidalbasso . com.

Il progetto di resort «Los micos» prevede quattro hotel di lusso, 256 ville, un campo da golf, un centro ippico e un centro commerciale per una superficie totale di 300 ettari. Per costruire il campo da golf verrà interrata una laguna protetta dalla Convenzione internazionale per la protezione delle paludi. Secondo Astaldi è un progetto che porterà lavoro e sviluppo nella zona. «Conosciamo Astaldi da molto tempo – risponde Lopez – e non ci fidiamo di quello che dicono. In altri casi, hanno portato la manodopera da fuori.

Alle comunità indigene del posto non rimarrà nulla. Verranno cancellate, come Miami».
I garifuna accusano il governo dell’Honduras di aver chiuso un accordo con la Astaldi senza nemmeno consultare le comunità che vivono nella zona del progetto e che, secondo Lopez, lo avrebbero bocciato. «La tattica del governo è semplice – spiega – prima la terra comune di ogni villaggio viene divisa e privatizzata.

Una volta smembrata la comunità, non rimane altro che convincere a vendere la terra. Così non rimane nulla. Non ci meraviglia che Astaldi abbia concluso un accordo con il governo. Ma vorremmo far notare una cosa: l’Honduras, oltre a esser

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Attenzione: tutto passa sotto silenzio (Voto: 0)
di Anonymous il Lunedì, 22 ottobre 2007 @ 10:25:34
Questo disegno di legge approvato dal governo e ora passato alle camere farà in modo di far tacere per sempre, almeno qui in italia, le voci indipendenti ed autonome che in questi ultimi anni hanno svolto un ruolo di contro-informazione o altra-informazione nel nostro paese. Basti pensare a Beppe Grillo e il suo blog, che poi e' questo il primcipale obiettivo. Ci vuole una risposta seria, di massa e politica contro questo disegno di legge sull'editoria per non diventare un paese dove l'informazione sia sotto l'egemonia completa del potere politico ed economico. Interntet e' l'unico baluardo ancora libero e questo non e' permesso a chi detiene un comando. Internet va imbavagliato, con i suoi milioni di blog e di siti "contro". Difendiamo la democrazia e cominciamo a far sentire la nostra voce anche attraverso firme di petizioni oppure attraverso stimoli ai parlamentari più sensibili al tema, od anche con altri mezzi. QUESTO E' UN ALTRO ATTACCO ALLA DEMOCRAZIA, e non puo' passare nel silenzio generale. Ci ritoveremo solo con una TV con il Grande Fratello o L'isola dei Famosi oppure con un monitor sui portali di Stato e di coloro che detengono ora l'informazione, come i giornali e i partiti, gli industriali e i politici. Noi non vogliamo questo. Rom Group


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