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 Lieve come un sospiro

 .:Inviato Lunedì, 11 giugno 2007 @ 13:06:42 da sub
Musica e arte


Il 15 e 16 GIUGNO ORE 21,00 Teatro Comunale Dario Vittori di Montecelio andrà in scena
la Compagnia del Cinabro Rosso in
LIEVE COME UN SOSPIRO
Niente possiamo chiamare nostro se non la morte»
con le parole shakespeariane di Riccardo II Gerard Philipe si insinua nei recessi della mente di Anne, la sua appassionata sposa, una mente prima salda, irremovibile che ora si perde nell’oblio del dolore. Abituata a non tradire le proprie emozioni, Anne si scontra con il grido della sua anima, sola, smarrita in un mondo ancora dannatamente pregno di ricordi. Si trova senza più difese e elabora il lutto attraverso un continuo tuffarsi nella memoria e riemergere nel gelido e inaccettabile presente.
Le immagini scorrono in un’altalenarsi di tempi e luoghi, di presente e passato, di ciò che è vivo e di ciò che non lo è. Il limite tra l’apparizione e la realtà è poco visibile, confusamente delineato, come fosse un landmark valicabile e al tempo stesso inaccessibile. Si è catapultati su «una spiaggia deserta e buia, un limbo tra incubo e veglia».
Un tenero quanto diabolico gioco alterna un Gerard all’apice della sua carriera, affascinate, incantato dalla vita, curioso, giocoso e un altro sé stesso stanco, provato, sofferente che affronta coraggiosamente il valico, il passaggio in una dimensione ignota. Non c’è dualismo, scissione, ma un unico uomo che, con la stessa innocenza, si inoltra nella vita e nella morte attraversandole e facendosi attraversare.
Ad affiancare i due protagonisti due figure: un grottesco ed esuberante Oste e una surreale Infermiera. Quasi fosse una voce antica al di fuori e al di sopra di tutto, l’Oste parla attraverso le parole del Qoelet. La dialettica tra il bene e il male, tra ciò che è vano e ciò che non lo è, il dilemma dell’esistenza tessono la struttura dell’intera piece.
La morte aleggia in ogni nostro pensiero, non si presenta soltanto sotto l’aspetto oscuro e tetro di una falce, ma ha mille volti, infinite variazioni. Può indossare qualsiasi abito, anche quello più consolatorio e benevolo e si può nascondere ovunque. La dama nera è «paziente e attenta, ci aspetta dietro un qualsiasi angolo».
Niente deve andare perduto, dobbiamo vivere solo l’attimo.
Marco Mori

Info: teatrargo@yahoo.it
Ingresso gratuito - prenotazioni cell. 3337691388

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