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 ANDARE PER FOSSILI (2)

 .:Inviato Lunedì, 28 maggio 2007 @ 19:14:19 da Anonymous
Ambiente Anonymous scrive "


Nota Geologica e fossilifera su nuovi Crinoidi del Giurassico trovati presso Tivoli



Riassunto

E’ una breve descrizione di una nuova località di ritrovamento di una ricca fauna fossilifera del Lias Superiore

ed un accenno, a due nuovi generi di Crinoidi ivi rinvenuti per la prima volta al mondo: Dinardocrinus’ ed ‘Paracotylederma’ ed ad alcune altre nuove specie sempre di Crinoidi.


Abstract

Introduzione

Nel corso di escursioni naturalistiche effettuate nel corso degli anni 80 in una zona ubicata nella immediata periferia di Tivoli, ora inglobata nel territorio della “Riserva Naturale di Monte Catillo” lungo la strada che conduce al Santuario della Madonna di Quintiliolo, in un taglio esistente a monte del sentiero che porta da Casale S. Angelo a Fontana Vecchia fu trovato, da uno degli scriventi, un affioramento fossilifero che si sta dimostrando di estremo interesse scientifico.

Nella zona, precisamente presso il Casale S. Antonio, già alla fine dell' 800 era stato rinvenuto e studiato da uno dei più famosi paleontologi Italiani , il Canavari, un affioramento ad ammoniti del Lias Medio (1) e successivamente, lo stesso studioso, pubblicò altri fossili, crinoidi e brachiopodi, provenienti da sempre dal territorio tiburtino. (2) (3)

Questa nuova località fossilifera, ubicata sulle ultime propaggini dei Monti Lucretili, e portata alla luce a seguito dei dilavamenti prodotti da eventi atmosferici, si trova lungo e a lato del sentiero suddetto a una quota di circa 380 m sul livello del mare ed interessa formazioni Liassiche.


Con il Lias ( 200 M.A.) si assiste, nella nostra Regione, allo smembramento della preesistente piattaforma carbonatica Triassica; e vaste aree di questa piattaforma si sbloccano per mezzo di faglie dirette e scivolano verso acque più profonde. (4)

Si vengono a creare, in queste condizioni, due domini; la piattaforma laziale-abruzzese ed il bacino umbro-marchigiano.

La piattaforma laziale – abruzzese viene caratterizzata da condizioni di mare poco profondo, con acque calde e con una sedimentazione variabile da facies di laguna a quelle di soglia (barriere coralline).

Nel bacino umbro-marchigiano si viene a creare invece, una struttura con un fondale caratterizzato da alti e bassi in cui la sedimentazione diviene più sottile per la lontananza dalla piattaforma.

La zona che raccorda i due domini , quello di piattaforma e quello di bacino, viene chiamata zona di transizione, ed è caratterizzata sia dalla sedimentazione di mare profondo ( nelle zone più distanti dalla piattaforma) sia da colate di fango che scivolano giù dalla piattaforma lungo la scarpata che la unisce al bacino.

Gli strati, che interessano la nostra località fossilifera, sono identificati sulla carta geologica 1: 100.000 Foglio 150 Roma come “ Facies di transizione”.

Questa facies consiste in limitati strati mostranti caratteristiche di sedimenti di piattaforma scivolati lungo una scarpata e li risedimentati e compressi. Questi strati hanno a letto e a tetto i tipici sedimenti della Serie Umbro-Marchigiana e della serie Laziale-Abruzzese.

Movimenti tettonici, variazioni del livello marino, velocità di accumulo lungo i margini rispetto alle aree interne ed esterne della piattaforma e della acclività della scarpata sono tutti fattori determinanti alla formazione di questi strati che si presentano sovente contorti, spezzati e di differenti spessori a dimostrazione della loro tormentata origine e , nel nostro caso, sono caratterizzati da una ricca associazione fossile con esemplari sia frammentari che perfettamente conservati provenienti da diversi ambienti marini e trascinati verso il fondo dalle colate che li hanno formati..


Questi strati, in base alla classificazione delle ammoniti rinvenute, che sono considerati dei fossili guida, sono stati

ascritti al Lias Superiore.


I fossili presenti comprendono diverse famiglie e classi; l’associazione nel suo insieme è composta da brachiopodi perfettamente conservati; da diversi molluschi: - bivalvi, - gasteropodi, - ammoniti e belemniti; da echinodermi: - stellaroidi, - crinoidi, e echinoidi ; sono pure presenti foraminiferi e spugne.


Il materiale oggetto del ritrovamento è stato a suo tempo visionato da Professori Universitari e la parte relativa ai Crinoidi è stata messa a disposizione del Dipartimento di Scienze della Terra , Università degli Studi “La Sapienza” –Roma. Il resto delle faune presenti deve essere ancora classificato e studiato.

Dallo studio che ne è seguito, si è constatata l’importanza di questo sito che, tra le altre cose, ha consentito la identificazione di due nuovi generi e di nuove specie di crinoidi. (5)



Sistematica

Si mettono in evidenza solo i dati relativi alla classe di fossili che è stata oggetto di approfonditi studi da parte di specialisti del dipartimento di Scienze della Terra dell'Università “La Sapienza “ di Roma.


I crinoidi sono animali prettamente marini, che vivono fissati al fondo per mezzo di un lungo peduncolo; un crinoide è costituito da tre parti – calice ( che racchiude gli organi vitali), le braccia e il peduncolo che è costituito da numerosi articoli sovrapposti che alla morte dell’animale si disperdono nell’ ambiente circostante e sono le parti che più frequentemente si rinvengono fossilizzate nei sedimenti; la loro forma varia da specie a specie, ne esistono di circolari, quadrati, ellittici, pentagonali e stellati, e ciò permette la classificazione delle varie specie, questi articoli presentano nella parte centrale un foro.


I due nuovi genere ed le sei nuove specie di crinoidi cirtocrinoidi raccolti sono i seguenti:

Genere Dinardocrinus

Specie Dinardocrinus tiburtinus

Specie Dinardocrinus maccagnoi


Specie eudesicrinus curtii


Specie cotylederma ambiguum



Genere paracotylederma

Specie paracotylederma gracile

Specie paracotylederma Matteii







Bibliografia:

  1. Canavari M. Di alcune ammoniti del Lias medio raccolte nelle vicinanze di S. Antonio nel gruppo montano di Tivoli. Ric. Scient. Ind. 16, Pisa 1880

  2. Canavari M. Ricerche geologiche nei Monti Tiburtini. Boll. R. Com. Geol. It., 11, Roma, 1880

  3. Canavari M. e Cortese E. Sui terreni secondari dei dintorni di Tivoli. Boll. R. Com. Geol. D'It., 12, Roma, 1881

  4. C.N.R. - Progetto finalizzato Geodinamica: monografie finali

Vol. 5 – Carta delle litofacies del Lazio-Abruzzo e zone limitrofe. Roma, 1988

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