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 Impianto COLARI OSSERVAZIONI dei Verdi Guidonia

 .:Inviato Lunedì, 05 marzo 2007 @ 20:15:40 da hauyna
Ambiente hauyna scrive "

OSSERVAZIONI del Circolo dei VERDI di Guidonia Montecelio avverso il


PROGETTO di IMPIANTO di TRATTAMENTO RIFIUTI URBANI ed ASSIMILATI

in località INVIOLATA – Comune di Guidonia Montecelio


Il Co. La. Ri. ha presentato alla Regione Lazio il 7-12-06 richiesta di:

  • Approvazione del progetto e dello Studio di Impatto Ambientale, ai fini della procedura di VIA

(Valutazione di Impatto Ambientale ai sensi del DPR del 12/4/96)

  • Autorizzazione unica ai sensi dell’art. 208 del D.Lgs 152/06.



Osservazioni sul Progetto d’impianto ed il suo impatto ambientale


A- Normativa di Riferimento


1- Gli atti della Regione Lazio assunti al tempo della prima presentazione del progetto nel 2004 come riferimento normativo ( Delibera Consiliare 112/2002 e Decreto del Commissario per la Gestione Rifiuti n° 65/ 2003) sono superati dal Piano rifiuti regionale 2007, in via di pubblicazione.

2- Il D.Lgs n° 22/1997, i cui articoli 27e 28 sono considerati il riferimento per l’Autorizzazione unica, è superato dal D. Lgs 152 del 2006.


B – Attività incluse nel progetto

Lo stabilimento progettato dal Co.La.Ri. è composto da diverse “sezioni” in cui si realizzano le seguenti attività :

1) separazione delle varie componenti di rifiuti solidi non pericolosi provenienti da raccolta urbana indifferenziata e di residui di lavorazioni varie assimilabili ai rifiuti urbani;

2) trattamento della “frazione secca” con recupero di materiali metallici ( ferro ed alluminio) e di una miscela di materiali inorganici e leggeri ( carta, plastiche, stracci e legno) raffinata da utilizzare come C.D.R. (combustibile da rifiuti);

3) trattamento di fermentazione aerobica e stabilizzazione della “frazione umida” (organica);

4) interramento in discarica controllata adiacente all’impianto dei residui di lavorazione, tra cui la frazione organica stabilizzata;

5) raccolta e trattamento effluenti liquidi dallo stabilimento e dalla relativa discarica di servizio;

6) raccolta e trattamento del biogas e del percolato proveniente dalla discarica esistente;

7) monitoraggio ambientale della discarica;

8) recupero dell’area utilizzata come discarica .


Le attività 6-7-8 sono tipiche del procedimento di post-gestione della discarica, che EcoItalia 87 è tenuta a realizzare per trent’anni.


C – Contesto ambientale dell’impianto


Il sito dello stabilimento è situato nel riquadro del Parco Archeologico Naturalistico dell’Inviolata stralciato dall’area originale del Parco (prevista con L.R. n. 22 /1996) con un emendamento alla legge finanziaria regionale per l’esercizio 2005 ( L.R. 9/2005).

Dal punto di vista urbanistico l’area è destinata ad uso agricolo.

Dal punto di vista ambientale è come se fosse all'interno del Parco suddetto.


1- L’incompatibilità ambientale legata alla vicinanza del Parco è intrinseca e quindi non avrebbe bisogno neanche di osservazioni: per motivazioni specifiche si rimanda comunque alle osservazioni presentate alla Regione Lazio dal Prof. Marco Giardini ( pagine allegate).

2- Il criterio secondo cui l’eventuale approvazione del progetto di impianto, attraverso la Conferenza dei servizi regionale, costituirebbe “variante “ per la destinazione d’uso dei terreni ( art. 27 e 28 del D.Lgs 22/97 superato ) non è automaticamente applicabile in caso di adiacenza ad un parco naturalistico.


D – Tipologie di rifiuti da trattare


L’impianto è progettato per trattare rifiuti solidi urbani indifferenziati (90% del totale) ed inoltre:

  • rifiuti della lavorazione della carta;

  • rifiuti della lavorazione di pellami ed industria tessile;

  • prodotti fuori specifica;

  • fanghi, cioè residui di processi di depurazione.


1 - Tali rifiuti, anche se assimilati a quelli urbani, hanno una composizione assai variabile e contengono elementi come il cromo ed altri metalli pesanti che dovrebbero essere trattati in modo particolare.


E - Capacità dell'impianto


La capacità nominale di trattamento dello stabilimento è pari a 187200 Tons/anno, di cui 168480 Tons/anno di rifiuti urbani.

Tale quantità è circa uguale alla media delle quantità conferite alla discarica dell’Inviolata negli anni 2003 – 2005 dai Comuni che fanno parte del Bacino 3 dell’ATO 2.

Si realizza con impianti che ricevono 600 Tons/giorno per 312 giorni/anno e lavorano 12 ore/giorno ( su due turni) per sei giorni/ settimana.


1 - La capacità nominale dello stabilimento sarebbe incrementabile sino a 280.000 tons/anno se lo si facesse funzione per 18 ore al giorno.

2- La quantità di rifiuti solidi urbani del bacino è invece destinata a diminuire man mano che si svilupperà la raccolta differenziata.


F – Incompatibilità con lo sviluppo della Raccolta differenziata


1 - Gli impianti che compongono il sistema di trattamento proposto sono caratterizzati da scarsa flessibilità per cui non sono utilizzabili, così come sono progettati, per trattare i rifiuti provenienti da raccolta differenziata.

2 – Dato che le linee guida 2007 per il piano di gestione dei rifiuti della regione Lazio stabiliscono l’obiettivo di portare la raccolta differenziata al 50% del totale raccolto e che questo processo non è più reversibile, dovrebbe essere evidente che la quantità e la composizione dei rifiuti da trattare nell’impianto non possano rimanere invariate, così come previsto dal progetto del Co.La.Ri.

Ciò (aumento della raccolta differenziata di carta, plastiche, frazione “umida”, ecc.,e la diminuzione delle quantità conferite all’impianto) comporterebbero inevitabilmente uno sbilancio negativo dei conti economici con continue richieste di incremento della tariffa di conferimento.

3- Per rimanere economicamente remunerativo il progetto di impianto avrebbe bisogno di un continuo allargamento del bacino di utenza, da "bocciare" in ogni caso.


G – "Sezioni" critiche dello stabilimento


1 – La sezione di fermentazione e stabilizzazione è progettata per trattare la frazione organica proveniente dalla sezione di vagliatura, che possiamo chiamare "Frazione Organica Indifferenziata". Il prodotto finale da tale sezione è costituito da FOS ( frazione organica stabilizzata) che però non viene venduta come "ammendante" del terreno in quanto contiene quantità di vetro e detriti vari non eliminabili con i macchinari previsti in questo progetto.

La stessa sezione sarebbe in grado di trattare, in alternativa, la frazione organica proveniente da raccolta differenziata (che chiameremo Frazione Organica Differenziata) che, essendo esente da vetro, metalli, ecc., può essere venduta come concime biologico.


Questa sezione, quindi, non può essere utilizzata per trattare contemporaneamente F.O.I. e F.O.D. perché i prodotti finali non si devono mischiare.


2 - Il sistema di aspirazione e di purificazione dell’aria maleodorante proveniente dai capannoni dell’impianto ed in particolare dai “digestori della frazione organica” non ha macchinari di riserva da usare in caso di “fuori servizio” di alcune sue componenti: quando le linee di aspirazione sono fuori servizio, non può essere garantito l’abbattimento dei composti maleodoranti.


3 - Gli scarti della lavorazione di carta, pellami, industria tessile ed i fanghi ( di portata indefinita) contengono cromo ed altri elementi molto inquinanti di cui però non è nota la concentrazione: in tali casi la progettazione ed il dimensionamento della sezione di trattamento effluenti liquidi dovrebbe essere basata su dati conservativi. Non possiamo sapere se ciò sia avvenuto.


4 - La discarica di servizio per l’interramento degli scarti di processo è progettata per accogliere 90000 tons di scarti in un periodo di circa 2,4 anni ed ha un volume utile di 100.000 mc ( 7700 mq x 14m di profondità).

Per i successivi 27,6 anni di esercizio dell’impianto dovrebbero essere scavati altri 85000 mq per interrare un altro milione di tons di residui . Questa superficie sarebbe disponibile e fuori dal perimetro attuale del Parco naturalistico dell’Inviolata?


H – Destinazione del CDR


Il CDR previsto tra i prodotti in uscita dall’impianto, in misura del 25% della portata entrante, dovrebbe essere trasferito ad un termovalorizzatore ubicato fuori dal territorio comunale.

In caso di difficoltà ( tecnica od economica) per il trasferimento del CDR ad un inceneritore, il Co. La. Ri. ne propone il conferimento al cementificio Buzzi Unicem sito a Guidonia per il suo utilizzo, dopo opportuno trattamento di polverizzazione, come combustibile ausiliario.


Questa ipotesi non è accettabile in quanto:

- non sono sufficientemente noti i prodotti di combustione delle materie plastiche in un letto fluido di clinker nelle fasi di avviamento e fermata in cui la temperatura del forno non raggiunge i 1200 – 1300° C ( tipici delle condizioni di esercizio stabili);

- la strumentazione usata per il controllo del processo di “ cottura” del clinker non è adatta per determinare la concentrazione di eventuali diossine ed altri prodotti cancerogeni nei gas di scarico.




Osservazioni sulla Richiesta di Autorizzazione all'esercizio.


J - Analisi costi e ricavi della discarica esistente all’Inviolata.


1 – Le tariffe di smaltimento in discarica praticate dalla società Eco Italia (in base a legge regionale e ad accordi con il Comune di Guidonia Montecelio), le quantità smaltite ed i ricavi relativi all’anno 2006 sono:

  • Tariffa di conferimento per il Comune di Guidonia = 37,50 €/ton + T.E.R; ( Nota 1)

  • Quantità annua rifiuti di Guidonia Montecelio = 39000 ton/anno;

  • Entrate dal Comune di Guidonia Montecelio = 1.462.500,00 €;

  • Quantità annua rifiuti di altri comuni = 120000 ton /anno;

- Tariffa di conferimento per altri Comuni del Bacino 3 dell’ATO 2 = 57,81 €/ton + T.E.R.;

  • Entrate da altri Comuni = 6.937200,00 €;

  • Quantità annua totale rifiuti conferiti nel 2006 = 159 000 ton /anno;

  • “Ristoro” ambientale al Comune di Guidonia Montecelio = 8,30 €/ ton da altri Comuni ;

  • Uscite verso il Comune di Guidonia = 996.000,00 €;

  • Ricavi 2006 : 6.937200,00 + 1462500,00 – 996.000,00 = 4.654.010,00 €


Nota 1 : dato fornito da Area VII , da confermare.


2 - Le attività di monitoraggio e bonifica della discarica dell’Inviolata, secondo quanto prescritto dal D.Lgs 36 /2003, devono avere la durata di anni trenta.

Il costo unitario di “dismissione” è stato determinato, con Delibera di Giunta Regione Lazio n° 630/2004, pari a 13,925 € per tonnellata interrata.

L a quantità di rifiuti interrati all’Inviolata sino alla fine 2006 è pari a 2.600.000 tons.

Gli oneri totali di dismissione sono quindi : 36.205.000,00 €.

Tali oneri sono così suddivisibili:

  • 50% nei primi 10 anni = 18.102.500,00 € , con costo medio di 1.810.250,00 €/anno;

  • 50 % nei successivi vent’anni = 18.102.500,00 € , con costo medio di 905.125,00 €/ anno.


K - Osservazioni sulla Tariffa di accesso all’impianto di trattamento, richiesta dal Co. La. Ri.


La malaugurata Autorizzazione all'esercizio dello stabilimento secondo il progetto Co.La.Ri. significherebbe che:

- una volta realizzati gli impianti come descritti negli allegati tecnici, esso sarebbe autorizzato a funzionare per anni 30;

- i Comuni del bacino d'utenza stabilito dalla Regione Lazio diversi da Guidonia Montecelio pagherebbero una tariffa di "accesso" iniziale di 98,10 €/ton, di cui 10 €/ton sarebbero "girati", come compensazione ambientale, al Comune di Guidonia Montecelio che pagherebbe la tariffa ridotta di 88,10 €/ton.


Dato che tali tariffe sono molto superiori rispetto a quelle praticate attualmente da EcoItalia 87 è utile individuare come sono stati costruiti i costi descritti nel documento A/07 del Progetto di impianto.

I costi che contribuiscono a determinare la Tariffa di accesso in impianto, come, comprendono:

1 - Costi di costruzione e relativi oneri finanziari per ammortamento in trent’anni.;

2 - Costi di esercizio ( personale, energia elettrica, carburanti, manutenzione,acqua, materiali di consumo);

3 - Costi per il trattamento di effluenti liquidi;

4 - Costi per lo smaltimento;

5 - Oneri di monitoraggio;

6 - Royalties per tecnologie della Sorain CecchiniAmbiente SpA;

7 – Spese generali;

8 –Oneri di dismissione della discarica esistente;

9 - Ricavi

10 – Utili di gestione.


1- Costi di costruzione

Dall’importo dichiarato di circa 35 milioni di Euro ( non confutabile per mancanza di dati di confronto, ma sicuramente comprendente utili a vantaggio di chi possiede il know.how per tali impianti) si dovrebbero detrarre i costi relativi alle parti di impianto dedicate al trattamento di percolato dalla discarica esistente;


3 – Costi per il trattamento liquidi

Dato che questa sezione comprende impianti per la raccolta e trattamento acque reflue dall’area di impianto e relativa discarica di servizio (max 1/3) e gli impianti per la raccolta e trattamento del percolato della discarica esaurita ( circa 2/3 del totale ), l’importo proposto di 450000 € dovrebbe essere ridotto a 150.000,00 €/anno;


4- Costi per lo smaltimento

Nel caso di conferimento del CDR ad un termovalorizzatore, dove sarebbe utilizzato come combustibile per la produzione di energia elettrica ( con conseguente recupero economico), non si comprende come mai esso debba avere un costo di smaltimento di circa 49 €/ton.


5 - Oneri di monitoraggio

Non è chiaro se riguardano: a) solo la discarica di servizio all’impianto; b) solo quella esistente; c) tutte e due le discariche: nei casi b) e c) tali oneri dovrebbero essere ridotti.


6 - Royalties per l’utilizzo di tecnologie della Sorain Cecchini Ambiente SpA (SCA)

Tali oneri, quantizzati come 5 €/ton , porterebbero nelle casse della SCA un utile mascherato di circa 28.000.000 €.

Gli eventuali brevetti della SCA dovrebbero essere individuati,contrattati (da 1 a 5 milioni €) e remunerati come “una tantum” da inserire nei costi di progettazione di impianto.


7 – Spese generali

Non è chiaro cosa comprendono e se la percentuale del 13% rispetto ai costi di gestione dichiarati ( 4.109.000,00 €/anno) è una percentuale congrua.


8 –Oneri di dismissione della discarica esistente

La richiesta del Co.La.Ri. di incrementare di 6,96 €/ton la tariffa di accesso in impianto significherebbe un ricavo teorico, nei 30 anni di esercizio, pari a circa 40 milioni €.


Questa richiesta è scandalosa per vari motivi:

a) le opere per la bonifica ed il controllo degli invasi esauriti della discarica sarebbero dovuti cominciare da tempo;

b) l’importo sopraindicato di circa 40.000.000 € è più del doppio del mancato utile di circa 18.000.000 € dichiarato dal Co.La.Ri. per il prolungamento sino a trent’anni del periodo di post gestione a carico degli esercenti la discarica controllata ( vedere la nota J 2) ;

c) tali oneri devono essere completamente a carico di Eco Italia 87 che l’ha gestita per 20 anni, come prescritto dal D.Lgs 36 del 2003.


9 - Ricavi

I ricavi previsti sono relativi alla vendita dei soli metalli per un importo di 262.000,00 €/anno.


10 – Utili di gestione

Gli utili dichiarati, pari al 18% dei costi di gestione dello stabilimento, sarebbero finanziariamente accettabili se fossero effettivi:

gli utili “mascherati”, indicati ai punti 6 ed 8, ammontano a circa 60.000.000 € in 30 anni cioè circa 2.000.000 €/anno;

l’utile effettivo sarebbe quindi pari a 2740000 / 4109000 = 66,7%.



CONCLUSIONI

Ricapitolando quanto sopra esposto, le principali ragioni per un NO all'impianto di selezione e trattamento rifiuti in località Inviolata di Guidonia Montecelio, come proposto dal Co.La.Ri.a novembre 2006, sono:


1 - Normativa di riferimento superata

2 - Incompatibilità con lo sviluppo del Parco regionale dell'Inviolata

3 - Incompatibilità con lo sviluppo della raccolta differenziata

4 - Possibilità di fuoriuscita di aria maleodorante in caso di fuori servizio di componenti del sistema di purificazione aria

5 - Discarica di servizio da ampliare fino ad occupare circa 10 ettari di terreno in trent'anni

6 - Possibilità di emettere in atmosfera composti fortemente nocivi nel caso di utilizzo del CDR prodotto come combustile ausiliario nei forni del Cementificio Buzzi Unicem di Guidonia

7 – Scandaloso tentativo di raddoppiare la tariffa di conferimento in discarica dei rifiuti di Guidonia Montecelio ed incrementare notevolmente quella degli altri Comuni.

8 - Conseguente necessario aumento della tassa o tariffa per la Nettezza Urbana da richiedere ai Cittadini.


NOTE

Le opere e le attività per il controllo e la bonifica della discarica esistente devono andare avanti indipendentemente dall'approvazione o meno del progetto di Impianto. EcoItalia 87 è tenuta a presentare un progetto separato per queste attività.


Non è accettabile costruire un impianto da quasi 40 Milioni di Euro, finanziato privatamente ma pagato successivamente dai cittadini, per recuperare solamente i metalli, dover pagare per fornire il CDR prodotto a terzi ed interrare a costi elevatissimi tutto il resto.


Un impianto di trattamento può essere proponibile ( in ogni caso non all’ Inviolata) solo se impostato con obiettivi di recupero e vendita delle sue componenti principali.


Tale impianto deve avere:

  • una sezione che tratti la “frazione secca” prodotta con la vagliatura per ottenere plastica e carta separati e riciclabili;

  • una sezione che tratti la frazione organica stabilizzata per ottenere compost utilizzabile come ammendante nei vivai e forse anche in agricoltura;

ed essere in grado di ricevere e trattare le varie componenti dei rifiuti conferiti tramite raccolta differenziata .

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"Impianto COLARI OSSERVAZIONI dei Verdi Guidonia" | Login/Crea Account | 1 commento
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Re: Impianto COLARI OSSERVAZIONI dei Verdi Guidonia (Voto: 0)
di Anonymous il Lunedì, 05 marzo 2007 @ 21:01:18
Si voleva far notare come tutti  siano per l'impianto. Non all'inviolata, ma per l'impianto.

Si voleva far notate come l'impianto in progetto trasformi i rifiuti in combustibile da bruciare nei forni qui vicino, forse le cementerie.

Si voleva far notare come l'impianto, all'inviolata o da un altra parte, è un danno per la salute e per l'economia e non è la soluzione per lo smaltimento dei rifiuti.

Si voleva far notare come una sana e consapevole raccolta differenziata , anche porta a porta, possa risolvere una volta per tutte questo annoso problema.


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