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 Liberta di riproduzione: firma la petizione

 .:Inviato Mercoledì, 18 ottobre 2006 @ 10:41:17 da webmaster
Software Libero


Sta passando sotto silenzio un disposto legislativo che limita la liberta' di diffusone delle informazioni.
Non tutti forse ancora sanno che in un decreto legge corollario alla Finanziaria, operativo dal 3 ottobre, si legge all'articolo 32 che: "I soggetti che realizzano, con qualsiasi mezzo, la riproduzione totale o parziale di articoli di riviste o giornali, devono corrispondere un compenso agli editori per le opere da cui i suddetti articoli sono tratti. La misura di tale compenso e le modalità di riscossione sono determinate sulla base di accordi tra i soggetti di cui al periodo precedente e le associazioni delle categorie interessate."

Significa che prima del 3 ottobre si poteva riportare l'estratto da un periodico senza pagare nulla e citando la fonte, dopo il 3 ottobre se si cita qualche riga da un articolo sono fuori legge a meno che non contatti l'editore e mi accordi con lui sul pagamento di una somma a titolo di diritti d'autore.

Sul sito di PeaceLink è in corso una petizione online per indurre il Parlamento a porre rimedio, se è possibile.


Virtualmondo CC

NO alla tassa sulle rassegne stampa

Sono contrario all'imposizione di una tassa sulle rassegne stampa realizzate senza scopo di lucro.

Chiedo pertanto che il Parlamento abolisca con un opportuno provvedimento il primo comma dell'articolo 32 del capo IX del decreto legge 3 ottobre 2006 n. 262, recante "Disposizioni urgenti in materia tributaria e finanziaria", con cui sono state anticipate alcune delle misure previste dal disegno di legge finanziaria 2007.

Questa tassa non aggiungerebbe niente al lavoro dei giornalisti e degli scrittori, ma sarebbe solo un ingiusto guadagno per i gruppi editoriali a cui questi autori hanno ceduto la gestione dei loro diritti.

Chiedo che la legge sul diritto d'autore venga ripristinata nella sua precedente formulazione, in base alla quale "gli articoli di attualità di carattere economico, politico o religioso, pubblicati nelle riviste o nei giornali, oppure radiodiffusi o messi a disposizione del pubblico, e gli altri materiali dello stesso carattere possono essere liberamente riprodotti o comunicati al pubblico in altre riviste o giornali, anche radiotelevisivi, se la riproduzione o l'utilizzazione non è stata espressamente riservata, purché si indichino la fonte da cui sono tratti, la data e il nome dell'autore, se riportato".

Chiedo al governo del mio paese di promuovere come previsto dalla stessa Costituzione, lo sviluppo della cultura e la ricerca scientifica e tecnica, anche e soprattutto attraverso la libera circolazione dei saperi e la difesa del diritto a "cercare, ricevere e diffondere informazioni e idee attraverso ogni mezzo e senza riguardo a frontiere", stabilito dalla dichiarazione universale dei diritti dell'uomo.

Mi impegno a fare quanto e' in mio potere affinche' venga pubblicamente denunciato ogni tentativo di soffocare la libera iniziativa culturale dei cittadini con obblighi e tassazioni contrarie ai principi costituzionali e ai diritti umani universali.

Aderisci:
- singole persone
- enti e associazioni

Adesioni dal 4 ottobre 2006:
- 3141 persone
- 227 enti/associazioni



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"Liberta di riproduzione: firma la petizione" | Login/Crea Account | 3 commenti
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Per questioni di spamming, non sono consentiti link all'interno del commento. Grazie

Re: Liberta di riproduzione: firma la petizione (Voto: 0)
di Anonymous il Venerdì, 20 ottobre 2006 @ 10:36:44
L'art 32 e' un attacco all'informazione libera.
Naturalmente se si vuole leggere un giornale e' giuto contribuire e parlo, ma se si deve citare una fonte , sia su internet che in altri media questa non puo' essere retribuita per molte ragioni.
In primo luogo l'informazione non e' proprieta' dei giornali: immaginatevi solo se i giornali dovrebbero pagare le dichiarazioni dei poltici o delle persone che intervistano.
Poi i soldi vanno all'editoria e non al giornalista, gia' di per se stessa foraggaita dal governo e dalle amministrazioni pubbliche.
Inoltre e' un bavaglio alla possibilita' di far girare una notizia , a scapito della stessa liberta' di informazione, e si ritorce contro gli stessi editori, che non vedranno piu' pubblicati e citati i propri pezzi giornalistici in alcun modo.
L'invito e' a firmare la petizione come singoo individuo e come collettivo o associazione o gruppo.
Un ulteriore invito va ai media, se leggono, a firmare anche loro come testate giornalistiche per quanto detto, ma anche ai singoli giornalisti che vedrebbero la propria fatica e la propria notizia limitata solo alla testata in cui scrivono.
Beppe Grillo dice che arrivati a questo punto non ci interessa, noi internauti, della carta stampata, potremmo farne  a  meno e non citarli piu, ci rimetterebbero solo loro.
Anche questa e' una proposta da valutare.
ppan


[ Rispondi ]


Liberarete dal blog di Grillo (Voto: 0)
di Anonymous il Venerdì, 20 ottobre 2006 @ 15:16:14
Oggi mi sento ottimista. Guardo il cielo della mia Liguria e respiro e mi sento bene. Ho appena letto il decreto a favore della Rete e dell’informazione che riporto.
Rilassatevi e leggetelo.

"Disposizioni urgenti in materia tributaria e finanziaria"
pubblicato nella Gazzetta Ufficiale n. 230 del 3 ottobre 2006
Art. 32.
Riproduzione di articoli di riviste o giornali
All'articolo 65 della legge 22 aprile 1941, n. 633, dopo il comma 1, e' inserito il seguente:
«1-bis. I soggetti che realizzano, con qualsiasi mezzo, la riproduzione totale o parziale di articoli di riviste o giornali, devono corrispondere un compenso agli editori per le opere da cui i suddetti articoli sono tratti. La misura di tale compenso e le modalità di riscossione sono determinate sulla base di accordi tra i soggetti di cui al periodo precedente e le associazioni delle categorie interessate. Sono escluse dalla corresponsione del compenso le amministrazioni pubbliche di cui all'articolo 1 del decreto legislativo 30 marzo 2001, n. 165».

La legge dice nella sostanza che bisogna pagare per riportare on line parte degli articoli pubblicati dai giornali o dalle riviste. E’ un incentivo a non copiare più il falso, a non diffondere le menzogne dei gruppi economici e dei partiti. E’ come la legge che vietava il fumo, anzi meglio, è una legge che frena la diffusione delle balle. Il legislatore è certamente un infiltrato della Rete. Grazie legislatore!
Gli editori non la prenderanno troppo bene. Quando vedranno il numero di citazioni e di riferimenti ai loro siti scendere. Quando il traffico diminuirà. Quando gli inserzionisti pubblicitari non gli telefoneranno più. Allora potranno suicidarsi in modo definitivo, virile. E fornire solo a pagamento l’accesso ai loro siti . Diffondiamo il Creative Commons in tutti i blog, in tutti i siti di informazione libera, per permettere la distribuzione dei contenuti pubblicati. Se i gruppi editoriali italiani vorranno citarci lo potranno fare in tutta libertà. Noi, in compenso, non li citeremo più.


[ Rispondi ]


Cancellato il pizzo sulla circolazione delle informazioni (Voto: 0)
di Anonymous il Venerdì, 20 ottobre 2006 @ 15:42:31
Ecco una buona notizia dell'ultima ora, come vedete l'unita' di intenti puo' cambiare le cose
ppsn
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da PuntoInformatico

Cancellato il pizzo sulla circolazione delle informazioni
La Commissione Bilancio alla Camera decide di togliere dal collegato alla Finanziaria quelle misure che hanno allarmato rete ed editoria e che avrebbero modificato il diritto d'autore 

Roma - La notizia l'ha data in una nota Franco Grillini, deputato dell'Ulivo: è quella della cancellazione di certe misure del collegato alla Finanziaria che, come ben sanno i lettori di Punto Informatico, rischiavano di creare non pochi problemi alla libera informazione in rete. Una questione talmente centrale da aver spinto la celebre associazione Peacelink a varare una campagna di informazione e protesta.


"La commissione Bilancio della Camera - spiega Grillini - ha soppresso la parte relativa all'editoria ricompresa nel collegato fiscale. Per questa parte avevo presentato un emendamento che abrogava la proposta di far pagare, a qualsiasi titolo, la rassegna stampa".

In sostanza la Commissione ha abolito l'art. 32 destinato a modificare le attuali normative sul diritto d'autore in senso restrittivo, proponendo un complesso sistema di autorizzazioni e compensi per la riproduzione parziale o totale con qualsiasi mezzo di articoli di riviste e giornali. Gli effetti sulla libera circolazione di informazioni in rete con una normativa di questo tipo avrebbero potuto essere ad ampio raggio.

"Si trattava - sottolinea Grillini - di un provvedimento non necessario, difficile da applicare e che avrebbe finito per limitare la libertà di diffusione delle informazioni e di circolazione delle idee".

Ma la storia di questo articolo potrebbe non finire qui. La cancellazione in Commissione fa sì, infatti, che l'argomento sia rimosso anche dal futuro dibattito in Aula. Ma esiste la possibilità che il Governo presenti nuovamente il testo di quell'articolo in una fase successiva, quando cioè decidesse di chiedere la fiducia sul collegato. La richiesta di fiducia, come noto, si traduce in un voto diretto sul provvedimento senza spazi per correzioni ed emendamenti. La speranza, dunque, è che il Governo prenda atto della cancellazione avvenuta in Commissione.

Lo spiega lo stesso Grillini: "Rivolgo un appello alla Presidenza del Consiglio dei Ministri affinché nella discussione, prevista per la prossima settimana, qualora si ponga la questione di fiducia questo articolo non sia reintrodotto".


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