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 Case Rosse: Incendio per un guasto nei forni della Engelhard

 .:Inviato Mercoledì, 11 febbraio 2004 @ 17:17:23 da Giancarlo
Ambiente Giancarlo scrive " Corriere Della Sera

martedì, 10 febbraio, 2004
INCIDENTI INCENDI
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Settecamini protesta contro la fabbrica

Incendio per un guasto nei forni della Engelhard, paura nella zona

Momenti di paura ieri pomeriggio a Settecamini per un incendio scoppiato nello stabilimento della Engelhard in via di Salone, un'azienda americana specializzata nella fusione di catalizzatori industriali dismessi e nel recupero di metalli preziosi, come il platino. Poco dopo le 14 un guasto meccanico ad uno dei forni ha causato l'improvviso innalzamento della temperatura fino a 800 gradi: un portellone non ha tenuto all'intenso calore e si è aperto, sprigionando una nube di fumo maleodorante. I dipendenti della Engelhard sono subito intervenuti con acqua e anidride carbonica per raffreddare il forno, contenente catalizzatori provenienti dalla Francia, in attesa dell' arrivo dei vigili del fuoco. Alcuni abitanti della zona, preoccupati dalla nube di fumo, hanno avvisato i carabinieri del Noe che hanno escluso qualsiasi presenza di sostanze tossiche nell' aria. Un comitato di quartiere ha chiesto il trasferimento dell' impianto perché «pericoloso».
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Note:
- La località é più precisamente Case Rosse;
- Da testimonianze raccolte in zona sembra che il guasto sia avvenuto alle 13.45, annunciato da un boato. Le sirene della fabbrica hanno suonato circa mezz'ora dopo.
- NOE è il Nucleo Operativo Ecologico dell’Arma dei Carabinieri.

"

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"Case Rosse: Incendio per un guasto nei forni della Engelhard" | Login/Crea Account | 1 commento
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L'Unità 10 Febbraio 2004 (Voto: 1)
di Giancarlo il Venerdì, 13 febbraio 2004 @ 14:36:32
(Info Utente | Invia un Messaggio)
Incendio alla Engelhard
una nube nera sulle case
Brucia un forno alla fabbrica di marmitte. I cittadini: "Ci avvelenano"

Alte colonne di fumo si alzano dall'interno dello stabilimento chimico, mentre le sirene continuano a suonare. Alle 14.20 di ieri in via di Salone, a Settecamini, scatta l'allarme. E tra i residenti della zona si scatena il panico. Li, fuori dall'Engelhard, azienda leader nella produzione e recupero di catalizzatori, non si capisce cosa stia succedendo. Gli stessi abitanti della zona, da anni mobilitati per chiedere il trasferimento dell'industria, chiamano i Carabinieri e sul posto arrivano subito i tecnici del Nucleo Operativo Ecologico.
Un forno, per cause ancora da accertare, è andato in autocombustione. Dai 400 gradi abituali è arrivato rapidamente a 800 e la temperatura ha fatto saltare i bracci che tengono il portellone di chiusura, da cui escono lingue di fuoco. Tra paura, e scompiglio, un dipendente fa scattare l'allarme, mentre altri domano facilmente l'incendio gettando dell'acqua.

"È pericoloso - dice Emilio Montuori, uno dei coordinatori dei comitati di Quartiere -. Non ci sono state vittime solo perché i forni sono nuovi e vengono manovrati dagli addetti a distanza. Questi forni nuovi, però, secondo noi non limitano l'impatto ambientale". Resta quella fumata nera mista a vapore che sembra non finire più e che sparge nel quartiere un'aria irrespirabile, mentre per un quarto d'ora nessuno riesce più a far tacere l'allarme.

Secondo i primi rilevi del Noe, intanto, sembra che non vi sia alcun problema particolare. Oggi sarà effettuato un secondo sopralluogo, ma secondo la legge tutto sembrerebbe in regola: permessi, misure di sicurezza e persino i rifiuti, che secondo le classificazioni vigenti non sarebbero "pericolosi". Ma questo non basta a tranquillizzare chi lì vicino ci vive. Un tasso di insorgenza dei tumori del 30 per cento superiore a quello del resto di Roma e se si considerano le forme tumorali che insorgono in presenza di inceneritori, questo dato sale fino al 65%. "Abbiamo l'impressione - afferma Rocco Margapoti, coordinatore dei Comitato di Quartiere di Case Rosse - che qualcosa non abbia funzionato nell'adeguamento dei vecchi impianti, che doveva esser fatto entro dicembre". E cresce il timore che possa addirittura aumentare l'inquinamento prodotto dall'Engelhard, che ricicla i vecchi catalizzatori, fondendoli e ricavandone i metalli preziosi, tra cui il platino, che servono per realizzarne di nuovi.

Processi chimici complessi, di cui resta traccia nell'aria che si respira, come nelle acque dell'Aniene, dove finiscono i resti dello smaltimento. "Abbiamo presentato un esposto alla Procura della Repubblica di Roma e anche il sindaco Veltroni ha affermato che la presenza di questa azienda è incompatibile con un territorio tanto popolato. Tra Settecamini, Case Rosse e Setteville - sottolinea il coordinatore - vivono circa 20mila persone, mentre sono in costruzione altri 210 alloggi. Noi chiediamo che l'Engelhard, dove lavorano circa 240 dipendenti, sia delocalizzata. Non può stare qui. Anche se ha tutte le regolari autorizzazioni, certamente procura danni alla salute. E nel fiume scarica rame, piombo, cadmio e ammoniaca. Tutte sostanze tossiche, che vanno seriamente monitorate".


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