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 Brevetti software: la lotta è solo all'inizio

 .:Inviato Venerdì, 03 ottobre 2003 @ 18:49:31 da titiro
Software Libero La direttiva europea sulla "Brevettabilità delle invenzioni attuate per mezzo di elaboratori elettronici" è stata approvata dal Parlamento Europeo nella prima delle due letture previste dal processo di codecisione, ora, prima della seconda, ci saranno le eventuali modifiche del Consiglio. Una prima valutazione del testo, approvato con numerosi emendamenti, deve partire dalla considerazione che dopo l'approvazione della direttiva sul diritto d'autore (EUCD) questa sui brevetti conferma la subalternità industriale e culturale dell'Europa agli USA e al peso che sulla loro normativa hanno le multinazionali, in particolar modo quelle che hanno scommesso e sostenuto il candidato vincente alla Casa Bianca. di Fiorello Cortiana e Monica Frassoni * (* Senatore del Gruppo Verdi-Ulivo e co-Presidente Verdi-Ale al PE) Risulta quindi confermato il peso dell'alleanza tra le multinazionali dell'informatica (BSA) al fine di fare approvare normative che consentano loro un'azione comune come "cartello" nei confronti dell'innovazione nel mondo software. Nello stesso tempo occorre valutare positivamente la straordinaria mobilitazione di diverse centinaia di migliaia di persone che in ogni modo, in particolare via e-mail, hanno saputo mettere in atto una campagna di informazione e pressione verso i parlamentari europei, che erano ed in gran parte sono assolutamente ignoranti sulla questione. Il testo finale approvato e una certa ridondanza degli emendamenti approvati, mettono in luce non solo una riduzione del danno rispetto alla ipotesi Mc Carthy (la portavoce della direttiva), ma anche una prima consapevolezza rispetto alle problematiche dell'era digitale e della società della comunicazione al di là della sola tv. Alcuni emendamenti in particolare hanno contribuito a limitare le intenzioni iniziali, ad es. "la semplice attuazione di un metodo altrimenti non brevettabile su di un apparecchio come un elaboratore non è di per sé sufficiente per concludere che sia presente un contributo tecnico. Di conseguenza, un metodo per attività commerciali, di elaborazione di dati o di altro tipo che venga attuato per mezzo di elaboratori elettronici, in cui l'unico contributo allo stato dell'arte non sia tecnico, non può costituire un'invenzione brevettabile." " Le invenzioni attuate per mezzo di elaboratori elettronici vanno rivendicate con riferimento a un prodotto, quale un apparecchio programmato, o a un processo svolto da tale apparecchio. Di conseguenza, l'utilizzo di singoli elementi di un programma per elaboratore in contesti che non comportano la realizzazione di un prodotto o un processo regolarmente rivendicato non deve costituire una violazione di brevetto". In ogni caso, la legislazione degli Stati membri deve assicurare che i brevetti presentino un carattere di novità e implichino un'attività inventiva per impedire che ci si appropri di invenzioni già di dominio pubblico inserendole semplicemente in un programma per elaboratori elettronici". Inoltre, relativamente all'alfabeto informatico: " un algoritmo è intrinsecamente non tecnico e, pertanto, non può costituire un'invenzione tecnica. Tuttavia, un metodo che comporti l'utilizzazione di un algoritmo può essere brevettabile purché venga usato per risolvere un problema tecnico. Ciononostante, un brevetto concesso per tale metodo non deve permettere che si monopolizzi lo stesso algoritmo o la sua utilizzazione in contesti non previsti nel brevetto". Per ciò che riguarda l'interoperabilità: "Gli Stati membri assicurano che, in ogni caso in cui l'uso di una tecnica brevettata sia necessario per un fine importante quale ad esempio garantire la conversione delle convenzioni utilizzate in due diversi sistemi o reti di elaboratori elettronici, così da consentire la comunicazione e lo scambio dei dati fra di essi, detto uso non sia considerato una violazione di brevetto". Per ciò che riguarda i modi trovati per svolgere funzioni:" le soluzioni attuate mediante elaboratore elettronico rispetto a problemi tecnici non siano considerate invenzioni brevettabili solo perché migliorano l'efficacia nell'impiego delle risorse del sistema di trattamento dei dati". E' anche iniziata emergere, finalmente, la contraddizione relativa all'Ufficio Europeo dei Brevetti, alla sua prepotenza e alla sua assoluta non trasparenza :"Il Parlamento europeo ha chiesto a più riprese che l'Ufficio europeo dei brevetti rivedesse le sue norme di funzionamento e che fosse soggetto a controllo pubblico nell'esercizio delle sue funzioni. In proposito, sarebbe particolarmente opportuno rimettere in discussione la prassi in base alla quale l'Ufficio europeo dei brevetti percepisce introiti per i brevetti che rilascia, in quanto tale prassi nuoce al carattere pubblico di tale organismo". Il Parlamento europeo ha chiesto la revisione delle norme di funzionamento dell'Ufficio in questione, onde garantire che esso "sia soggetto a un obbligo di pubblicitànell'esercizio delle sue funzioni". Questo blocco sociale legato, professionalmente o in altri modi, ad un bene che per la sua natura particolare più circola, più viene scambiato, più si accresce, un blocco sociale che vede nella condivisione della conoscenza una condizione vitale, ha manifestato una prima consapevolezza di sé, riconoscendosi una diretta implicazione politica in quanto oggetto di decisione del Parlamento Europeo. Ora la stessa procedura per l'approvazione definitiva della direttiva e poi i diciotto mesi concessi alle singole nazioni per il suo recepimento, consentono una ulteriore riduzione del danno e, affinché ciò accada, occorre una ulteriore mobilitazione nazione per nazione e quindi, di nuovo, verso il Parlamento Europeo. Intanto si profila all'orizzonte il World Summit sull'Information Society, a Ginevra il 2 Dicembre. Appare con evidenza il legame con quei movimenti economici e sociali che a Cancun si sono mobilitati contro le logiche di subordinazione alla logica liberista del vivente biologico, per questo è importante che al Forum Sociale Europeo di Parigi la questione della conoscenza, della sua condivisione e della sua proprietà, diventino una questione costitutiva per dare un'altra possibilità agli abitanti di questa piccola terra . (da quintostato.it)

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