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 Avanti tutta contro i brevetti

 .:Inviato Venerdì, 12 settembre 2003 @ 18:20:07 da titiro
Software Libero L'intricata vicenda dei brevetti sul software che il Parlamento Europeo dovrà approvare a fine settembre continua a far discutere. Dopo le polemiche dei giorni scorsi, che hanno visto moltissime persone mobilitarsi online e alcune centinaia di manifestanti protestare a Bruxelles, anche la politica italiana, spesso e volentieri sonnacchiosa di fronte a eventi di questo genere, di cui non sa riconoscere l'importanza, viene chiamata in causa. Il senatore verde Fiorello Cortiana ieri ha inviato ai parlamentari italiani un appello da rivlgere ai colleghi di Bruxelles affinchè questa direttiva venga bocciata, visto il drammatico effetto che la sua approvazione avrebbe su uno dei comparti più avanzati e strategici del nostro sistema economico, quale l'informatica. Secondo Cortiana, che è coordinatore del Comitato Interparlamentare per l'Innovazione Tecnologica, "questa proposta di direttiva, con la scusa di armonizzare il sistema brevettuale europeo in materia di software, di fatto sovverte i dettami della Convenzione Europea sui Brevetti, introducendo la brevettabilità del software e dei metodi commerciali". Secondo Stefano Maffulli, presidente della Free Software Foundation Europe, se il Parlamento Europeo decidesse di approvare la proposta sui brevetti "si verificherebbero notevoli difficoltà nel campo della produzione dei programmi. Ogni sviluppatore sarebbe costretto a brevettare i suoi software, con tutti i costi del caso. E subito le grandi aziende americane, proprietarie del 60% dei brevetti software rilasciati illegalmente dall’Ufficio Europeo Brevetti, lancerebbero una battaglia legale per mettere le briglie alle piccole e medie imprese europee che sviluppano algoritmi ogni giorno, ovviamente ignare di calpestare qualche astruso brevetto". Gli effetti di tale scelta non si farebbero attendere, e colpirebbero direttamente non solo i mercati ma anche le persone comuni che, per esempio, potrebbero essere costrette a pagare una tassa per cliccare sui link di un sito, tecnologia su cui è già stato posto un brevetto. "Stanno fabbricando un obbrobrio legislativo pervché il software è già tutelato dal diritto d’autore e dal segreto industriale", prosegue Maffulli, in totale sintonia con l'appello di Cortiana, che conclude: "Come già dimostrato negli Stati Uniti, il sistema brevettuale, che è stato esteso al software da 20 anni, ha rallentato l'innovazione invece che incoraggiarla, spostando i fondi destinati originariamente a ricerca e sviluppo verso i dipartimenti legali delle grosse multinazionali che si occupano a tempo pieno di costose cause brevettuali. Un tale sistema imporrebbe degli oneri eccessivi per le piccole e medie imprese europee, vero motore dello sviluppo software continentale, e le renderebbe succubi di quelle poche grosse aziende, in maggioranza extraeuropee, che possiedono grandi portafogli di brevetti software". (da quintostato.it)

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