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 Salvaguardare la cultura contadina !

 .:Inviato Sabato, 02 agosto 2003 @ 17:34:28 da Anonymous
Cultura e Scienza Anonymous scrive "Un appello di Gennaro Di Cicco, tra i promotori del “Molise Days” a Roma (festa-raduno dei molisani emigrati), perché vi sia più attenzione per la memoria del vecchio lavoro contadino

ROMA - “Gli strumenti del lavoro quotidiano, dagli animali domestici alle macchine agricole, rappresentano un elemento basilare della cultura molisana. Per questo nel prossimo Molise Days occuperanno uno spazio rilevante, anche in una forma spettacolare”. Gennaro Di Cicco, 38 anni, romano con origini altomolisane (padre di Castel San Vincenzo e madre di Cerro al Volturno), funzionario della Caritas e tra i promotori del “Molise Days”, anticipa le linee-guida della prossima kermesse che si rinnoverà a villa Lazzaroni dal 2 al 5 ottobre, rappresentando ormai una delle vetrine più qualificate della promozione molisana al di fuori dei confini regionali.
“Innanzitutto con i vertici della comunità montana di Agnone stiamo definendo il più idoneo inserimento nella nostra manifestazione del cavallo pentro e degli altri elementi ambientali del territorio altomolisano – spiega Di Cicco. “Presenteremo queste peculiarità storico-territoriali del Molise soprattutto alle scolaresche romane, accentuando il carattere didattico dell’incontro tra gli studenti ed i cavalli, le greggi o le produzioni alimentari della nostra regione”.
Un altro importante elemento sarà costituito dalle macchine agricole, motore storico dell’economia molisana dell’entroterra. “Qui subentra anche una passione personale: ho sempre avuto un debole per i vecchi trattori, le aratro, le mietitrebbia, i semicingolati con puleggia, le sfogliatici, gli imballatori – sottolinea Di Cicco. “Hanno sempre fatto parte del paesaggio molisano al pari di una montagna, di un fiume o dell’elemento umano. Un trattore Leiker o Landini degli anni cinquanta o una vecchia mietitrebbia Arbos, Braud o Demercieux con barra per il mais o per il grano emanano un fascino incomparabile. Ricordo nei campi dell’Alto Volturno i vecchi trattori Same, i più rari Deutz da 30, i Fordson Dexta. Eppoi il motore Isotta Fraschini…”.
Gli organizzatori del “Molise Days” hanno già attivato contatti con associazioni del settore, anche nell’Italia settentrionale, ma indubbiamente non sono poche le difficoltà per poter allestire una mostra di macchine agricole in un parco vincolato e titolato al centro di Roma come villa Lazzaroni.
“C’è anche un problema di mentalità – prosegue Di Cicco. “Ho potuto constatare personalmente come nel Nord Italia, specie tra l’Emilia ed il Pavese, ma anche in Veneto e nel Friuli, sia crescente la sensibilità per salvaguardare e rivalutare i vecchi attrezzi contadini, anche quelli motorizzati. Lì c’è un numero altissimo di appassionati del settore: i musei degli attrezzi agricoli in ogni paesetto sorgono come funghi mentre con sempre maggiore frequenza si dà vita ad iniziative e raduni incentrati sulla memoria storica della cultura agricola. Rimettendo a nuovo con passione e con cura ciò che proviene dal passato. Invece da noi in Molise, purtroppo, le vecchie macchine agricole vengono spesso buttate in qualche magazzino ad arrugginire. Dimenticando che esse sono testimoni di un’epoca, costituiscono vera e propria archeologia culturale”.
L’appello di Di Cicco è rivolto a tutti i molisani che hanno a cuore la cultura contadina affinchè possano contribuire ad elevarne il ricordo all’interno del prossimo “Molise Days”.

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