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 Informatica open-source per lo sviluppo

 .:Inviato Venerdì, 11 luglio 2003 @ 14:07:49 da titiro
Linux e la didattica Dopo le bombe poco intelligenti, arriva nelle scuole del Kosovo un software che intelligente lo è per davvero. E’ fresca fresca la notizia che si è concluso un progetto pilota per la gestione di un laboratorio informatico che farà uso del sistema operativo open source Linux per l'Istituto Tecnico Anton Cetta di Skenderaj, in Kosovo. I promotori dell’iniziativa sono SuSE Linux Italia (una delle aziende distributrici di Linux) e Ingegneria Senza Frontiere (l’organismo nato per promuovere attività nel campo della formazione sui temi dello sviluppo sostenibile).Ma perché avviare un piano di lavoro informatico in un’area depressa appena sconvolta da una guerra? E perché affidarsi a Linux (il sistema operativo totalmente free-ware, gratuito, inventato nel 1991 da Linus Torvalds) piuttosto che ai giganti dell’informatica? Le risposte sono semplici e hanno un obiettivo nobile: colmare il divario culturale nell'ambito tecnologico tra i paesi industrializzati e quelli definiti in via di sviluppo. Questo progetto conta infatti di offrire agli studenti del Kosovo la possibilità di apprendere con facilità l'utilizzo delle maggiori tecnologie informatiche utilizzando come piattaforma standard la distribuzione Linux di SuSE . La scelta poi di avviare il progetto usando un sistema operativo open source è vista come un simbolo della lotta contro il monopolio del sapere e della conoscenza dominato dalle grandi corporations nordamericane. "Noi di Ingegneria Senza Frontiere - ha dichiarato Davide Lamanna, coordinatore nazionale di ISF Roma - siamo convinti che il software sia una risorsa da condividere e sviluppare collettivamente e che la sua diffusione non debba essere ostacolata dai copyright. L'incentivo al modello Open Source nel mondo del non-profit è un passo fondamentale nella causa della giustizia sociale ed economica." Il laboratorio della scuola di Skenderaj, costruito anche grazie all'interessamento di Trenitalia (che ha offerto 12 postazioni informatizzate) si avvale di un gruppo elettrogeno in grado di alimentare i computer anche in caso di discontinuità nella fornitura dell'alimentazione elettrica. "Nel contesto internazionale di attività legate al volontariato - ha spiegato SuSE Italia - la scelta di un sistema Open Source dimostra la propria validità: la compatibilità estesa verso piattaforme hardware anche non eccessivamente performanti e la disponibilità di una licenza aperta ad installazioni multiple rendono Linux la scelta unica ed irrinunciabile in realtà disagiate". Insomma, se le battaglie per lo sviluppo sostenibile si possono sostenere anche a colpi di open source, noi di Clarence faremo il tifo per questo e altri progetti simili. (da clarence.com)

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