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Intelligenza collettiva

La prosperita' delle nazioni, delle regioni, delle imprese e degli individui dipende dalla loro capacita' di navigare nello spazio del sapere. La potenza ormai deriva dalla gestione ottimale delle conoscenze, siano esse tecniche, scientifiche o appartengano all'ambito della comunicazione o ancora abbiano a che fare con la relazione etica con l'altro. (Pierre Levy)


Che cos'e' l'intelligenza collettiva?

La rete civica pone in evidenza questo concetto di Levy e di altri filosofi attuali oltre a quanto scritto sull'intelligenza connettiva da Derrick de Kerckhove, dove non vige lo scambio del sapere ma la condivisione del sapere, che e' una delle linee che questa rete sta seguendo.


Che cos'è uno spazio antropologico? E' un sistema di prossimità (spazio) proprio del mondo umano (antropologico) e dunque dipendente dalle tecniche, dai significati, dal linguaggio, dalla cultura, dalle convenzioni, dalle rappresentazioni e dalle emozioni umane."
Nel corso della storia si sono sviluppati vari spazi antropologici, il "primo grande spazio di significazioni aperto dalla nostra specie" fu la Terra, lo spazio nomade in cui si muovevano i nostri antenati. Subito dopo il Territorio, reso possibile dall'agricoltura, dalla città, dallo stato e soprattutto dalla scrittura. A partire dal XVI secolo si sviluppa il terzo spazio antropologico, chiamato da LÚvy lo Spazio delle merci.
Questi tre spazi, sviluppatesi in senso cronologico, sono però contemporanei e nella definizione delle nostra identità sono presenti tutti e tre: noi ci definiamo attraverso un nome (la nostra posizione sulla Terra), un indirizzo (la nostra posizione sul Territorio) e una professione (la nostra posizione nello Spazio delle merci).
Ma è possibile ipotizzare la nascita di un quarto spazio?
Uno spazio in cui la nostra identità sociale non sia data solo dal nostro nome, dal nostro indirizzo e dalla nostra professione? Uno spazio in cui conti quello che si sa, quello che si fare e i rapporti che si instaurano con gli altri? Secondo Pierre LÚvy si. Questo nuovo spazio, che chiamo lo "Spazio del sapere" rappresenta il nuovo orizzonte della nostra civiltà ed è reso possibile dal nuovo modo con cui le conoscenze vengono diffuse. Grazie ai nuovi mezzi di comunicazione le conoscenze si diffondono velocemente, arrivano ad una grande massa di persone, vengono trasmesse tramite strumenti molto diversi. "Le conoscenze vive, il sapere fare, le competenze degli esseri umani stanno per essere riconosciuti come la fonte di tutte le ricchezze."
Per LÚvy grazie allo Spazio del sapere sarà possibile modificare i rapporti sociali "in funzione dell'insegnamento reciproco, della sinergia delle competenze, dell'immaginazione e dell'intelligenza collettive." Non importa da dove vengo, dove abito e che lavoro faccio, conta ciò che so. E spesso ciò che so è molto di più di quello che è racchiuso dai miei dati anagrafici o dal mio lavoro.
Attraverso l'interazione con le cose tutti noi sviluppiamo delle competenze. Tramite il rapporto con i segni e l'informazione acquisiamo conoscenze. Nel rapporto con gli altri il nostro sapere vive, mediante iniziazione e trasmissione. Competenza, conoscenza e sapere sono i tre modi complementari della transizione cognitiva.
"Che cos'è l'intelligenza collettiva? E' un'intelligenza distribuita ovunque, continuamente valorizzata, coordinata in tempo reale, che porta a una mobilitazione effettiva delle competenze."
Nello spazio della Terra l'identità mi è data dal nome (antenati); nel Territorio sono in quanto appartengo ad un luogo (famiglia); nello Spazio delle merci l'identità mi è data dal lavoro (consumo); ma nello Spazio del sapere l'identità è data dalle competenze (dinamicità).
Ogni spazio antropologico esibisce un regime di segni, una semiotica particolare. Nello Spazio del sapere si attua la semiotica dell'essere: tutti sono soggetti comunicanti, tutti possono comunicare, tutti possono partecipare alla costruzione del senso. Tutti contribuiscono a formare l'intelligenza collettiva.

articolo di
Morena Terraschi
http://www.altrascuola.it


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