Aumentano
le ricchezze di pochi a scapito dei più e in questo tipo di
economia tutto è subordinato a quello che è l’essenza
del capitalismo cioè il profitto.
I
filosofi sostenitori del neoliberismo proclamano che il fondamento
della libertà risiede nella proprietà privata, con la
conseguenza che coloro che vi credono si trasformano in schiavi
delle cose che li circondano, del denaro, del proprio personale
egoismo materiale, e tutto ciò li spingerà ad
intraprendere una corsa interminabile per il possesso della ricchezza
e del potere. Con il risultato che gli individui perdono la propria
anima e la propria libertà morale, si spersonalizzano,
trasformandosi in schiavi del sistema sociale.
Questo
tipo di economia sta producendo nel pianeta gravi danni all’ambiente
e non è un caso che le maggiori potenze, se ne strafregano
dei Protocolli di Kioto.
Come
dicevamo, quello che conta è solo il profitto tutto il resto
viene dopo. Se un’azienda investe capitali per produrre un nuovo
farmaco più efficace per curare una malattia, lo scoipo
principale è trarne profitto; quello di guarire le persone
rimane un fine secondario.
Più
si ha e più si ruba perché il fondamentalismo del
mercato e la cultura della “destra” e della cosiddetta “sinistra”
neoliberista esaltano incondizionatamente l’egoismo privato come
virtù pubblica.
In
questo quadro i giovani sono usati come carne da macello dal sistema e
vengono considerati essenzialmente come potenziali fruitori di
beni, i datori di lavoro hanno le mani libere nel licenziare e
cambiare gli orari di lavoro secondo i loro comodi e i “giovani” si
ritrovano a essere tali loro malgrado, anche dopo i 35 anni, a
casa con mamma e papà, con il mercato che offre quei lavoretti
che una volta si facevano dopo la scuola nelle vacanze estive per
pagarsi la vacanzetta.
Franco di Atlantide
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Concertiamoci ...aspettando la festa dei lavoratori che si terra'
il 29 e 30 aprile 2006 presso l'area di via Tiburtina di fronte
ex-Martellona.