L’IMPIANTO TMB IN LOCALITÀ INVIOLATA GUIDONIA

IMPIANTO TMB, LOCALITÀ INVIOLATA GUIDONIA

Impianto integrato per il trattamento, recupero e valorizzazione di rifiuti, differenziati e non differenziati, non pericolosi, con una linea dedicata ai rifiuti indifferenziati e speciali non pericolosi, ed un’altra linea dedicata alla frazione organica da raccolta differenziata.

Produce combustibile solido secondario (CSS), frazione organica stabilizzata (FOS), scarti da discarica; recupera una piccola parte di materiali ferrosi e plastici.Gestore: Ambiente Guidonia srlAutorizzazione integrata ambientale: C1869 del 2 agosto 2010La vicenda dell’impianto di trattamento meccanico biologico (TMB) per rifiuti urbani ed assimilati, costruito in località Inviolata di Guidonia, trae origine il 10 luglio 2002, quando il Consiglio regionale del Lazio delibera il nuovo Piano regionale dei Rifiuti, che contiene, tra l’altro, le necessità impiantistiche individuate dalla Giunta Storace (tra cui gli impianti dell’Inviolata). Inoltre, il 15 luglio 2003, il Decreto n. 65 del Commissario straordinario delegato per i rifiuti del Lazio, Piero Marrazzo, dispone che “la localizzazione dei nuovi impianti di trattamento dei RU deve preferibilmente essere effettuata a bocca discariche in esercizio”.Nell’ottobre 2003, si incontrano, presso lo studio del notaio Emma Anedda a Tivoli, Carlo Filippo Todini (proprietario di centinaia di ettari di terreno all’Inviolata) e Manlio Cerroni (presidente del CdA dell’azienda di rifiuti Co.La.Ri., nonché reale proprietario della Eco Italia ’87 srl, gestore della discarica dell’Inviolata), davanti al garante e comune amico Paolo Morelli (esponente politico guidoniano).

I due imprenditori si scambiano “promessa di compra/vendita” di un terreno accanto alla discarica per un totale di 3.500.000 lire, con un atto da definire se tutte le “tessere” del mosaico andranno al loro posto.Ed ecco che, infatti, con la Delibera di Consiglio comunale n. 34 del 23 giugno 2004, votata dalla maggioranza di centrodestra (sindaco Stefano Sassano), il Comune di Guidonia Montecelio approva la messa a disposizione della Regione Lazio il proprio territorio per ubicarvi un impianto di trattamento meccanico-biologico dei rifiuti, “al fine di chiudere l’attività della discarica dell’Inviolata” (sic!). Il 17 febbraio 2005 viene approvata dal Consiglio regionale la nuova Legge finanziaria (n. 9/2005) che, all’art. 36, dispone: “La cartografia contenuta nell’allegato A previsto dall’art. 3 della L.R. 22/1996 è sostituita dalla cartografia in scala 1:10.000 di cui all’allegato A della presente legge”.

Si enuclea quindi, con un articolo di due righe all’interno della legge sul bilancio regionale, l’area della discarica dal Parco regionale dell’Inviolata, svincolando così i terreni su cui far crescere gli affari di Cerroni e dei suoi compari.Infatti, il 30 giugno 2005, Todini, Cerroni e Morelli si ritrovano davanti allo stesso notaio Anedda per completare il mosaico che darà vita all’impianto TMB all’Inviolata. Il 7 dicembre 2006 compare, mediante avviso pubblico sul quotidiano La Repubblica, il progetto di Impianto integrato per il trattamento e la valorizzazione di rifiuti urbani (TMB) da realizzarsi nel Comune di Guidonia Montecelio, località Inviolata, presentato da Co.La.Ri. al Commissario Delegato per l’Emergenza ambientale del Lazio, Marrazzo. Il Decreto n. 93 del 16 ottobre 2007 a firma del Commissario Delegato per l’Emergenza ambientale nel Territorio della Regione Lazio, Piero Marrazzo, approva il progetto di impianto TMB (trattamento meccanico-biologico) presentato da Co.La.Ri. (di proprietà di Manlio Cerroni), da costruirsi all’Inviolata di Guidonia e che dovrebbe ospitare il trattamento di 190.000 tonn/anno di rifiuti e produrre CDR da avviare all’incenerimento.

Il Decreto commissariale n. 24 del 24 giugno 2008 individua, tra gli interventi “indifferibili” per scongiurare emergenze rifiuti nel Lazio, come necessario l’impianto TMB nel territorio di Guidonia Montecelio. Il 20 gennaio 2009, la nuova maggioranza consiliare guidoniana di centrodestra approva una mozione a favore della costruzione di un impianto TMB per il trattamento rifiuti accanto al Parco dell’Inviolata.

Il 20 gennaio 2010, il Consiglio comunale vota a favore d’una mozione che chiede alla Regione Lazio di “dimezzare” la capacità dell’impianto TMB da costruirsi all’Inviolata, nonostante le proteste delle associazioni locali presenti in aula che chiedono la revoca totale dell’autorizzazione. Il 5 marzo 2010, nella Conferenza dei Servizi decisoria, presso la Regione Lazio, in cui si deve discutere se autorizzare Co.La.Ri. a costruire l’impianto TMB all’Inviolata, il sindaco di Guidonia Montecelio, Rubeis, vota a favore del progetto di Cerroni come anche Regione Lazio, ARPA ed ASL. Il Co.La.Ri. è rappresentato dall’ex presidente regionale, Bruno Landi. Il 16 aprile 2010, il Dipartimento Territorio della Regione Lazio (Area Energia e Rifiuti, a firma del dirigente Luca Fegatelli) rilascia l’AIA al TMB di Co.La.Ri., i cui lavori sono previsti nell’arco di 21 mesi.Il 14 maggio 2010, l’Area VIA della Regione Lazio rilascia parere positivo di compatibilità ambientale al progetto TMB di Cerroni, firmato dai dirigenti Bargagna, Colosimo e De Filippis.Il 2 agosto 2010, la Regione Lazio concede l’AIA definitiva all’impianto TMB all’Inviolata, con annessa discarica di servizio, per un totale di 190.000 tonn/anno da trattare, e per un impianto di compostaggio dei rifiuti organici per un totale di 27.000 tonn/anno, per la durata di cinque anni.

L’ARPA Lazio, dopo aver rilevato nel 2011 un vasto inquinamento nella falda sottostante la discarica dell’Inviolata, in una sua nota del 20 aprile 2012 propone precisi rilievi al Piano di caratterizzazione dell’area contaminata formulato da Eco Italia ’87, evidenziando una serie di criticità, tra le quali il fatto che risulta ugualmente inquinata l’area ove dovrebbe sorgere l’impianto TMB di proprietà Co.La.Ri. A firma di Francesco Rando (per Eco Italia ’87 srl) e di Manlio Cerroni (per Co.La.Ri.), viene inviata il 4 giugno 2012 una lettera alla Regione Lazio, con cui si annuncia il prossimo avvio della costruzione dell’impianto di trattamento meccanico-biologico all’Inviolata, autorizzato dalla Determina C1869 del 2 agosto 2010. Per gestire il nuovo impianto, i due firmatari fanno sapere di aver costituito una società ad hoc, la Co.La.Ri. Ambiente Guidonia srl. Il 7 giugno, Eco Italia ’87 srl, a firma di Francesco Rando, presenta alla Regione Lazio un progetto per una discarica da 500.000 mc di rifiuti, connessa con gli impianti TMB e di produzione di compost di qualità, all’Inviolata di Guidonia. Il 29 luglio 2013, tre associazioni locali aderenti al CRA di Guidonia e Fonte Nuova presentano un esposto alla Procura della Repubblica di Roma, mirante a segnalare la violazione della normativa in materia di tutela del paesaggio in merito all’autorizzazione rilasciata dalla Regione Lazio a Co.La.Ri. per la costruzione dell’impianto TMB all’Inviolata di Guidonia.

Con una missiva del 25 novembre 2013, Manlio Cerroni fa sapere ad un’associazione di Guidonia che i lavori del TMB vanno avanti, anche grazie all’assenso dell’Amministrazione guidoniana oltre che all’autorizzazione regionale, e che “quanto al Comune di Guidonia vale la pena ricordare i benefici che gliene sono derivati per sconto fatture e ristoro ambientale (nel periodo 1 gennaio 1993-31 ottobre 2013) pari a € 36.546.146,00”.Il 20 dicembre 2013, la Soprintendenza per i Beni architettonici e paesaggistici del Lazio, a firma del Soprintendente Giorgio Palandri, invia alla Regione Lazio, al Comune di Guidonia Montecelio ed alla Procura di Tivoli una lettera in cui si invitano le autorità in indirizzo a far sospendere la costruzione dell’impianto TMB all’Inviolata, perché privo di autorizzazione paesaggistica.Tre associazioni locali, aderenti al CRA di Guidonia e Fonte Nuova, presentano, il 5 febbraio 2014, una circostanziata diffida alla Regione Lazio ed al Comune di Guidonia Montecelio, ma anche alla Procura di Tivoli ed alla Prefettura di Roma, chiedendo di interrompere immediatamente i lavori di costruzione del TMB accanto all’area di discarica dell’Inviolata, in quanto l’impianto è privo di autorizzazione paesaggistica (obbligatoria e necessaria, in quanto “atto presupposto” per il rilascio dell’A.I.A. regionale) ed insiste su terreni sottoposti a Piano di caratterizzazione per la conclamata contaminazione della falda sottostante.

Il 19 marzo 2014, non essendo stati interrotti i lavori di costruzione del TMB, nonostante la diffida del 5 febbraio, le associazioni locali presentano un esposto-denuncia alla Procura della Repubblica di Tivoli, chiedendo di accertare se sussistano, nel comportamento di Regione Lazio e Comune di Guidonia Montecelio, gli estremi di reato di “abuso d’ufficio” ed “omissione in atti d’ufficio”.

Il 31 marzo, visto che i lavori di costruzione del TMB all’Inviolata proseguono nonostante la diffida e l’invito a sospendere da parte del MIBAC, il Soprintendente ai Beni paesaggistici del Lazio, Giorgio Palandri, emette un’Ordinanza che dispone l’immediata sospensione dell’edificazione dell’impianto di trattamento rifiuti. Il 4 aprile, il dirigente dell’Urbanistica al Comune di Guidonia Montecelio, Umberto Ferrucci, afferma in una nota che “l’area interessata dai lavori non è interferente con i vincoli archeologici presenti nel PTPR”.Anche il Tribunale di Tivoli si associa ed emette un’Ordinanza di sequestro, il 30 luglio 2014, dell’impiuanto TMB all’Inviolata. Avverso tale atto, Co.La.Ri. Ambiente Guidonia presenta ricorso al Tribunale del Riesame, che dissequestra, il successivo 23 settembre, l’opera in costruzione.

Lo stesso Tribunale tiburtino presenta ricorso alla Cassazione contro il dissequestro.Con un’altra operazione finanziaria che evidenzia un sistema aziendario basato su “scatole cinesi”, Cerroni rende noto che l’impianto TMB è passato in gestione alla neonata Ambiente Guidonia srl e che, data l’interferenza dell’impianto di compostaggio progettato con alcuni resti archeologici sotto vincolo, questa parte delle opere non verrà realizzata. Per la Regione Lazio questo basta a non dover ridiscutere l’intera AIA del 2010 e la Direzione Rifiuti fa sapere che gli uffici regionali stanno predisponendo un atto che sanerà l’autorizzazione rilasciata in modo non corretto.

L’impianto TMB, costretto ad un ridimensionamento operativo (all’interno del capannone viene posizionato il vascone del compostaggio; non è possibile avere una discarica nei pressi dell’impianto; la potenzialità del TMB viene rivista al ribasso), è ormai completato, ma il Tribunale di Tivoli, il Ministero dei Beni culturali e molte associazioni e cittadini locali continuano ad osteggiarlo.