La nuova camionabile tra business e devastazione ambientale

 

selcia2Con grande disinvoltura, le ultime Amministrazioni comunali di Guidonia Montecelio (centrosinistra di Filippo Lippiello e centrodestra di Eligio Rubeis) stanno aggredendo un pezzo residuale di Campagna romana che ha mantenuto caratteristiche storiche, agricole, naturali immutate per oltre venti secoli. Si tratta dell’area che rappresenta tuttora un “cuscinetto” tra l’avanzamento veloce dell’urbanizzazione metropolitana ed i resti di storiche aggregazioni antropiche che, con il territorio, hanno conservato un rapporto di rispetto profondo.

 L’area verde che interrompe la continuità tra le urbanizzazioni di Setteville-Marco Simone e Colle Fiorito-Guidonia ha infatti caratteristiche ormai residuali ma, proprio per questo, ancor più importanti e suscettibili di conservazione e valorizzazione, così come si è cercato di sostanziare con la seppur parziale (“solo” 550 ettari) istituzione del Parco regionale naturale archeologico dell’Inviolata di Guidonia (L.R. 22 del 20 giugno 1996). A far da collegamento tra la consolare Tiburtina e l’antico villaggio di Corniculum (oggi Montecelio) era stata edificata la Via Cornicolana, di cui un tratto, in località Inviolata-Tor Mastorta, è stato soprannominato “Selciatella” a causa del suo basolato in bianca pietra locale.

Il guaio, per quest’antica strada il cui selciatellavalore è maggiorato dal paesaggio dolce e maestoso, è che sull’intera area si riversano gli appetiti delle locali lobby legate alle costruzioni, alla produzione del cemento, allo sfruttamento dei rifiuti. L’Amministrazione Lippiello ha cominciato, nel 2007, a progettare una nuova strada camionabile che impedisse, ai mezzi di trasporto del cemento e del pietrame che lavorano per il cementificio Buzzi Unicem, l’attraversamento nelle zone urbanizzate di recente intorno alla “vecchia” camionabile. Ma già allora era chiaro l’intento di realizzare una nuova arteria – contrabbandandola con finalità di risanamento ambientale – che avrebbe portato nuove urbanizzazioni con sé. Il Consiglio comunale non si fece pregare per approvare il progetto di massima.

Con il cambiamento dell’Amministrazione comunale nel 2009, la nuova arteReperti archeologici Selciatella Guidoniaria ha trovato una progettazione più completa ed un finanziamento con fondi europei per 4 milioni e 700.000 euro. L’iter dell’approvazione ha però incontrato non pochi ostacoli, non tanto all’interno del Consiglio comunale, schierato direttamente o indirettamente con la Giunta Rubeis, quanto all’esterno, nelle associazioni locali, nella Soprintendenza paesaggistica del Lazio, nella Direzione regionale del Mibac, nel Dipartimento Urbanistica e Territorio della Provincia di Roma.

Il progetto, infatti, vede una serie di criticità che ne rendono tutt’oggi difficile l’attuazione. La nuova strada interseca due volte l’antica Via Cornicolana e termina dentro l’area protetta dell’Inviolata; l’autorizzazione paesaggistica è stata chiesta al Mibac ma, quando è arrivata a fine 2012, nonostante fosse obrepertibligatoria e necessaria, è stata considerata “giunta fuori tempo massimo”, sostanzialmente perché negativa; la Provincia di Roma ha inutilmente chiesto all’Amministrazione guidoniana di tenere conto di tale parere negativo, giungendo a promuovere un ricorso al TAR del Lazio contro l’approvazione della Delibera comunale che, nel 2013, ha approvato definitivamente il progetto; le Osservazioni proposte dalle associazioni locali sono state respinte in toto con speciose giustificazioni; lungo il nuovo asse stradale sono stati rinvenuti, a cura della Soprintendenza archeologica del Lazio, importanti resti di età romana (una villa, molte tombe, una fabbrica di mattoni ecc.) su cui il Mibac sta ponendo i vincoli di rito.

Ma ancor maggiore è stata l’opposizione alla nuova camionabile da parte dei cittadini e della Soprintendenza paesaggistica, quando il Consiglio comunale – negli stessi giorni in cui, nel 2014, veniva approvato il progetto definitivo – ha licenziato, con singole Varianti al Prg comunale, l’urbanizzazione di Colle Giochetto ed il progetto di un grande Centro direzionale a Tor Mastorta, attività che vedrebbero la nuova strada rappresentare lo sbocco “naturale” dei nuovi insediamenti.
Le associazioni locali hanno prodotto immediatamente un esposto al Tribunale di Tivoli, riguardante il non aver tenuto conto del parere paesaggistico negativo, ed una segnalazione alla Comunità europea, attivata in quanto – oltre al conclamato danno paesaggistico – la nuova strada non è più evidentemente a servizio del cementificio Buzzi Unicem e tendente a portare i camion fuori dai centri abitati, ma viene ad essere utile soprattutto alle nuove urbanizzazioni.

Inoltre, i lavori di costruzione dell’impianto TMB per i rifiuti, all’Inviolata, sono finalizzati alla produzione di “ecoballe(CDR/CSS) che possono essere bruciate nel vicino cementificio Buzzi Unicem (che ha chiesto l’autorizzazione di utilizzare questo combustibtriangoloile fin dal 2006), grazie al famigerato Decreto Clini del febbraio 2013, che permette ai cementifici di usare derivati da rifiuti nei propri forni. Associazioni e cittadini allarmati sono particolarmente impegnati nel respingere tale evenienza.

All’interno di questo quadro, l’antica Via della Selciatella rappresenta il percorso più breve per un abbraccio mortale tra impianto TMB di Manlio Cerroni e stabilimento Buzzi Unicem.


Partecipare alla manifestazione del 9 maggio a Guidonia è anche fare qualcosa per se stessi e per i propri figli.

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